Ambiente


Calimera. Linea Verde (Rai 1) alla Fiusis di Calimera Stampa E-mail
Scritto da tratto da ilgallo.it   

Le telecamere della nuova edizione di Linea Verde, il programma di Rai 1 che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze, hanno fatto visita all’impianto Fiusis di Calimera.
Il servizio andrà in onda nella puntata di sabato 17 novembre (ore 12,20), dedicata al Salento.
In particolare l’attenzione della conduttrice Chiara Giallonardo sarà puntata sull’impianto della Fiusis di Calimera per illustrare il ciclo produttivo innovativo che crea sviluppo agroenergetico ecosostenibile, utilizzando esclusivamente i residui delle potature degli alberi del territorio circostante, unico nel suo genere in Italia e in Europa.
Fiusis srl produce energia elettrica grazie alla combustione di cippato di legno vergine, raccolto nelle campagne del Salento come scarto della potatura degli alberi di ulivo.
L’ impianto adotta la tecnologia più moderna presente attualmente in Europa e consta essenzialmente di una caldaia a griglia mobile, fornita da Uniconfort, in cui, tramite un nastro trasportatore, viene conferito il cippato (legno vergine di ulivo proveniente dagli scarti di potatura, raccolto e triturato).
Successivamente il calore viene veicolato attraverso un fluido che arriva ad azionare la turbina, fornita da Turboden, che produce energia elettrica.
La struttura e la composizione della caldaia non sono  idonee a bruciare alcun tipo di materia prima che non sia biomassa legnosa.
Fiusis produce energia da fonte rinnovabile, quindi il rispetto dell’ambiente costituisce una priorità. Tutte le ceneri generate dall’impianto in seguito alla combustione della biomassa legnosa, vengono raccolte e direttamente consegnate ad aziende specializzate nello smaltimento nel totale rispetto dell’ambiente.

 
Il ministero dell'Ambiente su Tap: "Gli atti non risultano impugnati" Stampa E-mail
Scritto da Tratto da LeccePrima.it   

LECCE - Il ministero dell’Ambiente tira dritto su Tap, di fatto e dal punto di vista formale, rispondendo in tempi stringenti ai rilievi sollevati dalla Regione Puglia il 15 marzo. Con una nota inviata ieri alla prefettura di Lecce, il capo di gabinetto del dicastero ha confermato la posizione sulla realizzazione dei lavori preliminari alla realizzazione del metanodotto, resa nota al governo di via Capruzzi già il 17 marzo.
È cominciata, sostanzialmente, la posa della prima pietra per la realizzazione di un’opera considerata strategica a livello comunitario. La multinazionale – dicono da Roma – ha le carte in regola per procedere con le operazioni di espianto e reimpianto di 211 ulivi. E di fatto questa mattina gli operai si sono messi a lavoro nel cantiere di San Basilio (Melendugno), senza cedere di un passo di fronte alle resistenze mostrate dai cittadini schierati dall’altro lato della recinzione metallica. A garanzia del corretto svolgimento delle operazioni è stato inviato un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine.
Il ministero, intanto, ha voluto precisare che la controversa prescrizione A44 (relativa proprio all’espianto degli ulivi ed al ripristino ambientale ed intorno alle quali si sono costruiti gli scenari di guerra fredda sull’asse Bari – Roma) è stata ottemperata: “È confermata l’esistenza di tutti i presupposti per dichiarare soddisfatte le condizioni di cui alla prescrizione A.44 per la porzione di progetto esaminata, indicata come fasa A, lotti 1 e 1b”, si legge testualmente.
Il ministero già il 25 ottobre 2016 comunicava di non aver riscontrato motivazioni ostative a procedere “in aderenza a quanto previsto nel piano esaminato dalla Regione e sottoposte alla valutazione degli organismi tecnici regionali”. Non essendo emersi elementi di novità dalla successiva corrispondenza della Regione Puglia, la posizione del governo è stata quindi confermata. Per ciò che riguarda la questione relativa alla distanza rispetto agli alberi di alto fusto e le presunte problematiche derivanti dalle misure di contenimento della diffusione del batterio xylella, il governo rimanda ai chiarimenti già forniti alla Regione Puglia dai due ministeri (dell’Interno e delle Politiche agricole) nel mese di maggio 2016.
La nota precisa anche che le attività di espianto sono parte della fase 0 e propedeutiche alla realizzazione della strada di accesso all’area di cantiere del micro tunnel. Le fasi successive (1 e 1b), relative alla realizzazione vera e propria del micro tunnel, come ha stabilito la Commissione Via, sono associate a diverse prescrizioni, con relative verifiche di ottemperanza.
Il ministero ha anche puntualizzato che la valutazione di impatto ambientale (Via), seppur di natura vincolante, non è tra i provvedimenti che possono definirsi di tipo autorizzativo. La Regione deve quindi limitarsi a verificare la sussistenza delle condizioni poste nei propri provvedimenti.
Per quanto riguarda la richiesta del Consiglio regionale (su proposta di M5s) di dare mandato all’avvocatura regionale di valutare l’impugnabilità della nota del 17 marzo, da Roma fanno sapere che gli atti – ormai anche datati - non risultano impugnati da nessuno. Né dalla Regione Puglia né da altri soggetti.

 
Gasdotto Tap, Mise ribadisce cantiere avviato regolarmente, autorizzazione valida Stampa E-mail
Scritto da Giancarlo Navach   
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MILANO, 13 ottobre (Reuters) - Trans Adriatic Pipeline ha aperto regolarmente il cantiene Lo scorso 13 maggio, nelle campagne di Melendugno, in provincia di Lecce, rispettando il termine di inizio lavori per realizzare il micro tunnel del gasdotto che porterà il gas azero in Puglia nel 2020.

E' questa la risposta fornita dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, a una interrogazione da parte del deputato del Movimento 5 Stelle, Diego De Lorenzis.

Il ministero ha ribadito, come sottolinea il parlamentare, che "con l'operazione di verifica degli ordigni bellici è da considerarsi avvio di cantiere e pertanto l'autorizzazione continua a valere, ma c'è una criticità: queste operazioni sono state fatte prima che venisse completata la fase zero, che prevedeva di adempiere a una serie di prescrizini che a tutt'oggi non sono state fatte".

Pertanto, evidenzia De Lorenzis, "per noi si tratta di un abuso edilizio e quelle operazioni non possono essere considerate avvio di cantiere valido".

La Regione Puglia e il Comune di Melendugno, che contestano la scelta del consorzio di arrivare sotto la spiagga di San Foca a Melendugno, sostengono che la presenza di alcune reti nei campi dove ci sono gli ulivi che devono essere spostati non può essere considerato avvio dei lavori. Di conseguenza anche l'autorizzazione unica data dal ministero allo Sviluppo economico è da ritenersi decaduta.

Il consorzio Tap -- di cui fanno parte Snam, BP , Socar, Fluxys, Enagas e Axpo -- ha ufficialmente aperto il cantiere nelle campagne di Melendugno lo scorso 16 maggio, come richiesto dall'autorizzazione unica concessa dal governo, con l'avvio di alcune indagini archeologiche. La data è importante anche perché è la condizione posta dalla Ue, con termine dei lavori dopo quattro anni, affinché il gasdotto non sia aperto a terzi e, quindi, garantisca una remunerazione certa al consorzio.

(Giancarlo Navach)

 

 
GIUGGIANELO: IL 20 GENNAIO 016 TAKE WALKS IN GIUGGIANELLO Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Un percorso a piedi alla scoperta dei Massi della Vecchia organizzata dal WWF Salento nell’ambito delle iniziative per Campagna Clima 2015 in collaborazione con l’associazione pugliese Made for Walking, nata dall’omonimo “walking blog” di Luciana Lettere.
Ospite d’eccezione del percorso, Marisa Grande, artista salentina ed esperta di megalitismo

20 gennaio 2016
ore 10.45 Piazza degli Eroi a Giuggianello (Le)

Un percorso a piedi alla scoperta del territorio tra le campagne di Giuggianello e Giurdignano, con “Take Walks in Giuggianello”, terzo appuntamento organizzato da WWF Salento in collaborazione con l’associazione pugliese “Made for Walking”, nata dall’esperienza dell’omonimo walking blog di Luciana Lettere.  La partenza è prevista per le ore 10.45 presso la piazza degli Eroi a Giuggianello (Le) automuniti, da dove partirà ufficialmente la camminata di circa 15 km alla ricerca menhir e dolmen, in particolare quelli della Collina dei Fanciulli e delle Ninfe. Un percorso ricco di magie e leggende, tra ulivi secolari e lecci i cui protagonisti assoluti sono i famosi “Lu letto te la vecchia”, “Lu Furticiddhu te la vecchia de lu nanni” e il “Piede di ercole”, meglio conosciuti come i Massi della Vecchia. Si tratta di sculture naturali meravigliose, modellate nel tempo da pioggia e vento, plasmando ed erodendo la roccia calcarea fino a creare delle opere d’arte della natura, uniche nel loro genere. L’evento si inserisce all’interno delle iniziative indette dal WWF per la Campagna Clima 2015 per promuovere il camminare e la mobilità dolce quale azione concreta per combattere i cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di gas serra.

A guidare il percorso, il professor Rosario Gatto, responsabile del settore educazione dell'associazione WWF Salento e guida riconosciuta dell'Associazione nazionale AIGAE. Gatto collabora con l'Università del Salento in percorsi educativi e didattici in area ambientale, si occupa di processi partecipativi ed è direttore del Centro di educazione alla sostenibilità "Il Giardino dei Segreti". In perfetto stile “Made for Walking”, inoltre, il percorso sarà scandito dall’intervento di esperti che contribuiranno con il loro sapere a scoprire il “genius loci” dei luoghi con storie, racconti, spiegazioni scientifiche, riflessioni e suggestioni.

Ospite d’eccezione di questo viaggio alla scoperta dei monoliti della campagna salentina, Marisa Grande, autrice di numerosi libri sul tema, tra cui “Dai simboli universali alla scrittura” e “L'orizzonte culturale del megalitismo”. Grande è socia dal 2001 della Società Italiana di Archeoastronomia presso l’Osservatorio di Brera di Milano, scrive su riviste di settore, di geologia, arte, cosmologia e simbologia. Durante la passeggiata approfondirà la natura e la storia del famoso dolmen Stabile e del menir Vicinanze. A spiegare, invece, i segreti dei Massi della Vecchia, Vincenzo Ruggeri, presidente del Centro di Cultura Sociale e di Ricerche Archeologiche, Storiche e Ambientali di Giuggianello.

Informazioni utili per il percorso:
Il percorso si svolgerà sui tratturi della falesia a picco sul mare e su sentieri di campagna su fondo naturale misto a terreno con roccia, quindi si richiede un abbigliamento comodo (pantaloni antistrappo) e scarpe preferibilmente da trekking.

Per info, su questa iniziativa, rivolgersi a Luciana (3285321916).

www.madeforwalking.it

 
Gasdotto, la Regione Puglia diffida Tap: “Non può aprire il cantiere il 2 novembre" Stampa E-mail
Scritto da fonte Lecceprima.it   

LECCE – Tap ha comunicato l’avvio dei lavori per il microtunnel in data 2 novembre, ma dalla Regione Puglia arriva una diffida a procedere. E dopo una fase interlocutoria si riaccende la querelle sul metanodotto per portare in gas azero verso l’Europa continentale attraverso l’Italia.Con una nota, il dirigente del servizio Ecologia ha comunicato a tutti gli attori interessati, dai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo, di aver sospeso la decorrenza dei termini entro i quali la Regione dovrebbe concludere le verifiche sul rispetto, da parte di Tap, delle prescrizioni imposte in sede di autorizzazione alla realizzazione del gasdotto. La diffida della Regione, datata 16 ottobre, parte da una sollecitazione del ministero dell’Ambiente e si basa su una premessa: senza avere a disposizione il progetto esecutivo, non è possibile verificare l’adeguamento alle prescrizioni. Ecco perché l’ufficio regionale da una parte si dimostra sorpreso per la richiesta ricevuta dal ministero di essere aggiornato sull’andamento delle verifiche, dall’altra sollecita lo stesso dicastero a riconsiderare i termini del frazionamento. Di cosa si tratta? Successivamente all'autorizzazione unica rilasciata dal ministero dello Sviluppo Economico, che dispone l'avvio dei lavori entro il 16 maggio 2016, Tap ha ottenuto il via libera per la suddivisione in lotti nella procedura di verifica della prescrizione che impone il ripristino dei muretti a secco interessati dal percorso del progetto lungo gli 8 chilometri dal punto di approdo al terminale di ricezione. Ma secondo la Regione la società ha esteso per analogia questa modalità a tutte le altre, tra le quali quella che obbliga Tap al reimpianto degli ulivi. Non solo: non sarebbe condivisibile nemmeno l’automatismo per il quale la società si riterrebbe autoesonerata dal divieto di condurre lavori nel periodo di riproduzione di alcune specie animali protette, “in ragione delle misure adottate in ottemperanza delle prescrizioni 28 e 41 (e non ancora valutate formalmente da alcuna autorità)”. Particelle vincolate dopo roghi.

Un esponente del Comitato No Tap ha informato attraverso la posta elettronica certificata che l’autorizzazione unica del ministero dello Sviluppo non tiene conto del fatto che il tracciato passa da particelle in passato teatro di incendi e per questo sottoposte a vincolo: una in particolare risulta al catasto di proprietà della stessa Regione e oggetto di divieto assoluto “di realizzazione di strutture e infrastrutture finalizzata ad attività produttiva fino al 9 ottobre 2021”. La violazione di questo vincolo, ricorda lo scrivente, è penalmente sanzionabile.

 
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