Veleni interrati nel Salento Stampa E-mail
Scritto da Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 4 febbraio 2014   

di MONICA SERRA
LECCE - L'inchiesta sul presunto smaltimento illecito di rifiuti in terra salentina passa alla fase operativa. Forestale, carabinieri del Noe e finanzieri del Gico ieri mattina sono entrati in azione intorno alle 10. Si sono divisi in due squadre: una si è recata in municipio a Supersano per acquisire la documentazione necessaria. L’altra ha dato il via ai sopralluoghi sul territorio, per delimitare ulteriormente i punti che presentano criticità, i primi che dovranno essere sorvolati con i mezzi aerei delle Fiamme Gialle.

La zona da cui partiranno gli accertamenti, individuata nelle mappe realizzate sulla scorta delle rivelazioni che il collaboratore di giustizia Silvano Gal at i ha affidato alla magistratura otto anni fa, è una fascia di oltre 10 chilometri, a partire da contrada “Li Belli”, e che si snoda lungo la strada per Cutrofiano. Naturalmente sarà difficile controllare palmo a palmo l’intera area. Ecco perché gli uomini del Nipaf (Nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale), alla guida dell’ispettore Antonio Panzer a, hanno già localizzato, sulla carta, una quindicina di punti che presentano presunte anomalie. E questo grazie alle ortofoto raccolte dal 1997 ad oggi dal Sim (Sistema informativo della montagna), che è una piattaforma informatica in cui convergono tutti gli scatti messi a disposizione, in genere con cadenza biennale, ad esempio dall’Agea, Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura.

Valutando accuratamente le fotografie aeree (geometricamente corrette, tanto da essere equiparabili a vere e proprie mappe) catalogate negli ultimi 16 anni, gli investigatori hanno quindi analizzato i cambiamenti subiti dal territorio “incriminato”, ad esempio scavi sospetti, o la presenza o meno di determinate colture. E così hanno focalizzato la loro attenzione su una quindicina di punti, da cui nelle scorse ore sono stati intrapresi i sopralluoghi. Bisogna vedere con i propri occhi, ora, se quei puntini cerchiati sulle cartine presentano possibili anomalie. Solo dopo questa fase preliminare, la Forestale comunicherà ai finanzieri le coordinate topografiche corrispondenti alle zone precise in cui, in passato, potrebbero essere stati seppelliti bidoni di rifiuti tossici.

Quindi le fiamme gialle procederanno ad una scansione del terreno che sarà diviso in fasce, in grado di delimitare il perimetro che poi verrà sorvolato. L'indagine, insomma, sarà lunga e complessa, come previsto dai magistrati che l’hanno avviata, il procuratore Cataldo Motta e l’aggiunto Ennio Cillo. Intanto, sempre nella mattinata di ieri, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, alla guida del maggiore Nicola Candidoe i finanzieri del Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata, al comando del maggiore Giuseppe Dinoi, hanno bussato alle porte del municipio, alla ricerca della documentazione relativa alle vecchie discariche comunali aperte con ordinanze d’urgenza. Si tratta di possibili siti a rischio. Sarebbero due in tutto quelle di cui c'è traccia negli uffici del palazzo di piazza “IV Novembre”, una delle quali sarebbe stata già bonificata e l’altra - secondo quanto è trapelato - in via di bonifica.

Una volta terminata questa fase preliminare, e quella dei controlli aerei del Gico, si procederà poi ai carotaggi e ai rilievi con geomagnetometri e georadar: unico modo per confermare l’eventuale presenza di fusti. Si metteranno in campo le attrezzature e le esperienze già utilizzate nel Casertano. Una calendarizzazione degli interventi al momento non è ancora stata stilata. Questa mattina gli esiti dei primi sopralluoghi saranno sulla scrivania dei magistrati che decideranno come procedere.