Cavallino: Domenica 28 dicembre al Teatro il Ducale La Cavalleria Rusticana Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Pascali   

Amore e tradimenti nella Sicilia ottocentesca. Al Teatro “Il Ducale” di Cavallino, per la Stagione lirica inserita nel cartellone teatrale 2014/2015 domenica 28 dicembre è di scena “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni con la compagnia teatrale “Classic ensemble”


Dopo il successo della prima con L’elisir d’Amore domenica 28 dicembre alle ore 20.30 sarà la volta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, seconda opera in cartellone della Stagione Lirica organizzata dalla Compagnia Teatrale “Classic Ensamble” e inserita nel Cartellone 2014/2015 del Teatro “Il Ducale” siglato dall’Amministrazione Comunale di Cavallino in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.
Protagonisti del melodramma verista saranno Nevila Hasa che vestirà i panni di Santuzza, Antonio Basile (direttore artistico della Stagione) quelli di Turiddu, Marinella Rizzo darà voce a Mamma Lucia, Giorgio Schipa ad Alfio mentre Lola sarà interpretata da Serena Scarinzi. L’accompagnamento pianistico è affidato ad Ekland Hasa, con la partecipazione del coro dell’associazione Città della musica,  il tutto sotto la direzione di Vanessa Sotgiu Scenografie di Marika Urbano, regia di Edmond Lila. Le note musicologiche sono curate da Giuseppe Lattante. Ingresso 15 euro, ridotto 10 euro. Infotel: 0832/611208 – 331/6393549.


La trama dell’opera
La scena si svolge in un paese siciliano (ispirato a Vizzini) durante il giorno di Pasqua. Ancora a sipario calato, si sente Turiddu, il tenore, cantare una serenata a Lola, sua promessa sposa, che durante il servizio militare di Turiddu ha però sposato Alfio. La scena si riempie di paesani e paesane in festa, giunge anche Santa, detta Santuzza, attuale fidanzata di Turiddu, che decide di non entrare in chiesa sentendosi in grave peccato. Si rivolge allora a mamma Lucia, madre di Turiddu, chiedendole notizie del figlio.
Lucia dice a Santuzza che Turiddu è andato a Francofonte a comprare il vino, ma Santuzza risponde che Turiddu è stato visto in paese nel bel mezzo della notte. Lucia replica stizzita e le chiede di entrare in casa: ha infatti paura che qualcuno possa sentire la loro conversazione, ma Santuzza rifiuta l'invito perché si sente disonorata. Intanto, Alfio giunge a far visita a Lucia e le domanda del vino: Lucia riferisce che Turiddu è andato a Francofonte per comprarne, ma Alfio replica di averlo visto al mattino vicino casa sua. Compare Alfio se ne va e a questo punto Santuzza svela a Lucia la relazione tra Turiddu e Lola, pur essendo quest'ultima sposata: Lucia, attonita, invoca la Madonna e si allontana. Giunge Turiddu che discute animatamente con Santuzza; quindi, interviene anche Lola, diretta alla chiesa, e le due donne si scambiano battute ironiche.
Dopo che Lola è entrata in chiesa, la discussione tra Turiddu e Santuzza degenera in lite violenta fino a che, gettata a terra da Turiddu, al colmo dello sdegno, Santuzza gli augura la malapasqua. Quindi Turiddu entra in chiesa. Santuzza, rialzatasi, vede arrivare Alfio e gli denuncia la tresca amorosa della moglie. Dopo la messa, Turiddu offre vino a tutti i paesani per stare più tempo con Lola. Giunge Alfio, Turiddu gli offre del vino, ma questi rifiuta. Così, Turiddu getta via il vino e, con la scusa di un abbraccio pacificatore, morde l'orecchio ad Alfio sfidandolo a duello. Turiddu corre a salutare la madre e, ubriaco, le dice addio affidandole Santuzza.
Subito dopo si sente un vociare di donne e popolani. Un urlo sovrasta gli altri: «Hanno ammazzato compare Turiddu!».