Lecce. Dino Pagliari è il nuovo tecnico del Lecce. Una scelta rischiosa ma coraggiosa Stampa E-mail
Scritto da Gabriele De Giorgi Tratto da Lecceprima.it   

Lecce. Annunciato poco dopo le 12.30 il cambio sulla panchina giallorossa: Lerda sollevato dall'incarico, arriva nel Salento il 58enne marchigiano, che da allenatore ha vissuto di alti e bassi riuscendo però sempre a ben impressionare dal punto di vista umano. Sta per compiere 58 anni il nuovo allenatore del Lecce, il maceratese Dino Pagliari. L'annuncio da parte della società giallorossa è arrivato alle 12.42: la presentazione è in programma domani alle 12, al "Via del Mare", dove la squadra si ritroverà alle 15 per la ripresa della preparazione. La sua ultima esperienza in panchina racconta di un esonero, sancito a Pisa nel dicembre del 2013, ma nella primavera precedente, rilevando la squadra toscana in primavera era riuscito a portarla fino alla finale dei play off persa contro il Latina. E sempre con i nerazzurri aveva collezionato un buon scorcio di campionato nel 2011, ma anche un primo esonero nel febbraio successivo. Al suo attivo una promozione in serie B con il Ravenna e una salvezza, nella stessa categoria, con la Virtus Lanciano dopo aver sostituito Eusebio Di Francesco. Il sostituto di Franco Lerda, che è ha giocato come attaccante anche nella Fiorentina in serie A alla fine degli anni '70, non ha certo un curriculum roboante, ma è noto per essere una persona schietta, portatore di un'idea di calcio propositiva, capace di inserirsi ben oltre la dimensione calcistica nella realtà dove si trova a lavorare. In tutte le piazze dove ha allenato, al di là degli epiloghi più po meno felici della gestione tecnica, ha conquistato il rispetto della tifoseria locale. A lui la famiglia Tesoro ha scelto di affidarsi dopo aver valutato diverse soluzioni, quella di Alessandro Calori su tutte, e probabilmente anche dopo aver incassato anche qualche cortese rifiuto. Si tratta certamente di una scelta rischiosa, bisogna dirlo, soprattutto considerando il fatto che Pagliari finisce in uno spogliatoio dove, nelle ultime tre stagioni, sono cresciute troppo spine velenose. E, a questo punto, si comprenderà quanto fossero frutto di un limite caratteriale oltre che tecnico del precedente allenatore. Il Lecce ha 9 punti di ritardo dalla prima in classifica, attualmente è fuori dalla zona play-off, e già cinque sconfitte sul groppone. L'ambiente ha iniziato a mandare messaggi piuttosto espliciti di insofferenza alla società e ai calciatori e già da ora è francamente impensabile che, se dovesse svanire l'obiettivo della serie B, ci siano le condizioni per andare avanti. Bisogna considerare anche che la gestione economica della Lega Pro è molto onerosa, anche a fronte di un parco giocatori di tutto rispetto. Di fronte a questo realistico scenario esiste una scuola di pensiero che, pur di togliersi i Tesoro di mezzo, non perde occasione di seminare zizzania in maniera anche piuttosto spudorata. E dunque già si percepisce lo scetticismo con cui viene accolto l'annuncio odierno in taluni ambienti cittadini. Ma chi scrive non è stato mai capace di augurare una sconfitta o un fallimento pur di raggiungere un obiettivo di parte e così è, ne sono sicuro, per la stragrande maggioranza dei tifosi: dunque a Pagliari va concesso il tempo di dimostrare il suo valore. Quando ci sono i colori in campo, non c'è classifica, proprietà o indiscrezione che tenga. Consideratelo un mio limite personale. Saranno le prossime settimane a dire se si tratta di una scelta fatta per "tirare a campare" (per usare una definizione usata nell'articolo in correlato) o di una giusta intuizione, date anche le circostanze oggettive che rendevano impensabile un ritorno di Serse Cosmi o di Gigi De Canio. Pagliari ha di certo davanti a se un compito improbo, una strada in salita con pendenza massima, e questo lo sa bene. Ma se riuscisse a diventare empatico con i suoi nuovi calciatori, allora non tutto è da considerarsi perduto oggi che mancano 20 giornate al termine della stagione regolare.