Lecce, secondo naufragio sullo Stretto. Segna subito, si ferma e perde per 2 a 1 Stampa E-mail
Scritto da Gabriele De Giorgi da Lecceprima .it   

LECCE – La partita del Lecce a Reggio Calabria finisce con una sconfitta a dir poco clamorosa: 2 a 1 per i calabresi, ultimi in classifica, che hanno avuto il merito di giocare per la dignità, a fronte di una squadra che per larghi tratti è parsa irritante e comunque quasi mai in grado di esprimere un gioco apprezzabile se non uno sterile possesso palla.
Una batosta pesante e senza attenuanti che difficilmente potrà essere liquidata come un incidente di percorso. Per Pagliari la prima sconfitta della sua gestione e per i tifosi salentini, che dopo la vittoria contro il Matera avevano ritrovato un accenno di sorriso, un amaro ritorno al realismo di un campionato che non smette di elargire delusioni.
Al primo affondo il Lecce va in vantaggio: cross di Lepore dalla destra e Moscardelli anticipa di testa l’intervento difensivo di Cirillo indirizzando la sfera nell’angolino basso alla destra di Belardi. I giallorossi assumono il comando delle operazioni, ma mantengono il ritmo sempre piuttosto compassato arrivando alla conclusione solo in un’altra circostanza, con Herrera al 18’, ma il tiro del panamense viene deviato in corner.
Con il passare dei minuti la Reggina – la cui situazione societaria è critica e senza il bomber Insigne oramai in attesa di altra sistemazione - riguadagna un minimo di fiducia e mette in apprensione la retroguardia giallorossa in un paio di circostanze., soprattutto nel finale di frazione che però si chiude con un contropiede dei salentini, sempre sull’asse Lepore – Moscardelli. Anche in questa circostanza il cross dell’esterno è puntuale, ma Cirillo con la punta del piede riesce a mandare fuori tempo l’attaccante già pronto a chiudere a rete.
Nella ripresa il Lecce ricomincia sottotono, quasi con pigrizia, e in campo non accade proprio nulla a parte un paio di capovolgimenti di fronte fino al pareggio dei padroni di casa che arriva per inerzia perché a furia di combinar nulla, anche gli avversari più confusi e condizionati da un ambiente sull’orlo della rassegnazione, riprendono coraggio: al 65’ è Masini di testa a colpire indisturbato sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla destra. Poco prima Vinetot aveva chiesto il cambio, al suo posto Lopez. Pagliari prova a dare maggiore peso al reparto avanzato con Della Rocca per Herrera, protagonista di una prestazione incolore.
Raggiunto il pareggio, i reggini sembrano appagati mentre il Lecce prova a farsi un poco più incisivo nella metà campo avversaria: l’occasione, ghiotta, arriva al 78’ ed è per Moscardelli il cui tocco a due metri dalla linea di porta dopo la deviazione di Belardi su tiro di Della Rocca finisce fuori misura. A quattro minuti dal 90’ si materializza l’incubo: Caglioni respinge un tiro ravvicinato di Viola ma Maimone è lì pronto a ribadire in rete. I salentini provano ad acciuffare almeno il pareggio, ma Belardi si fa trovare pronto su un bel tiro di Lepore.
Al 91’ è Della Rocca a sfiorare il goal con un colpo di testa ma la sfera sibila accanto al palo spegnendosi sul fondo. Al "Granillo" finisce quindi con una inopinata sconfitta per 2 a 1 per un Lecce scialbo e, sostanzialmente, privo di carattere. Un altro naufragio in riva allo Stretto dopo il ko di Messina che deve far molto riflettere mister Pagliari: l'identità di squadra che ritiene essere il fondamento di ogni risultato, oggi non si è proprio vista.