Editoriale

Scritto il 01 Gennaio 2018 da tratto da lecceprima.it - Emilio Faivre
anno-2018-la-diplomazia-dello-scudo-di-fronte-allo-sviluppo-negatoLa sirena vibra nell’aria, avvisa sbraitando del passaggio del treno. Ma il muso del locomotore non si vede sfrecciare come ci si aspetterebbe dal ruggito. Piuttosto, appare all’improvviso da dietro un angolo, timido, impacciato, zoppicante sulla strada ferrata. Immagine stridente. Procede meno che a passo d’uomo, fa quasi tenerezza nel suo sussultare...

Turismo

Scritto il 09 Dicembre 2017 da Redazione
nardo-nuove-opportunita-con-lavioturismoGALLIPOLI/NARDO’ - Le nuore rotte del turismo si tracciano ancora una volta sorvolando i cieli e solcando i mari dei litorali di Gallipoli e Nardò. Le due cittadine del versante ionico, a pochi giorni dalla notizia del finanziamento con circa 3 milioni di euro  grazie alle risorse del programma di cooperazione Interreg per collegare in idrovolante...

Politica

Scritto il 09 Dicembre 2017 da Tratto da repubblica.it Chiara Spagnolo
alessano-insulti-alla-sindaca-che-nega-ai-leghisti-la-piazza-per-il-sit-in-contro-lo-ius-soliLa prima cittadina di Alessano, Francesca Torsello vieta il luogo dedicato a don Tonino Bello per la manifestazione di "Noi con Salvini". "Irrispettosi i cartelli 'no agli invasori' sotto la casa del vescovo simbolo dell'accoglienza. Manifestino altrove".La piazza di Alessano, intitolata al vescovo dell'accoglienza don Tonino Bello, non può essere...

Economia

Scritto il 07 Dicembre 2017 da Tratto da huffingtonpost.it
disoccupazione-stabile-crescono-solo-gli-occupati-a-tempo-determinatoNel terzo trimestre 2017 la disoccupazione è stabile all'11,2%, diminuiscono i disoccupati e gli inattivi, crescono gli occupati ma solo a tempo determinato, componente che registra livelli record. I dipendenti a termine risultano 2 milioni e 784 mila, il dato più alto dall'inizio delle serie storiche e quindi dal 1992. Questo in estrema sintesi il...

Diritto & Doveri

Scritto il 07 Dicembre 2017 da Tratto da Lavoce.info Andrea Resti
sofferenze-bancarie-i-poteri-dei-tecnici-i-doveri-della-politicaLa vigilanza europea sul sistema bancario non deve certo rinunciare alla propria indipendenza o ad affrontare il tema delle sofferenze. Ma dovrebbe fermarsi prima di dettare regole di carattere generale, rispettando le prerogative del legislatore.La nota Bce e le reazioni italianeSi è discusso molto nelle ultime settimane di sofferenze bancarie e in...

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Eventi

Scritto il 09 Dicembre 2017 da Valentina Vantaggiato
otranto-torna-alba-dei-popoli-dal-2-dicembre-2017-al-7-gennaio-2018 Torna anche quest’anno l’Alba dei Popoli, rassegna organizzata dal Comune di Otranto giunta ormai alla sua XIV edizione, che pone l’accento su Otranto come luogo simbolo del Mediterraneo, crocevia di culture, intreccio di etnie. Una kermesse di arte, cultura, musica e spettacoli che prende spunto dalla forza simbolica esercitata dal primo sorriso del...

Comuni Salentini

Scritto il 09 Dicembre 2017 da Tratto da Nuovoquotidianodipuglia.it Ilaria Marinaci
lecce-da-piazza-libertini-a-via-xxv-luglio-cosi-attraverseremo-il-castello«Apriremo il castello Carlo V anche da piazza Libertini e una nuova, grande area interna sarà visitabile». Sono le parole del sindaco Carlo Salvemini e la novità che consentirà l’attraversamento della fortificazione fino all’altro ingresso da via XXV luglio lungo un percorso mai finora fruibile. Tempi ravvicinati, come aggiungono da Palazzo Carafa:...

Sport

Scritto il 09 Dicembre 2017 da redazione
corigliano-dotranto-domenica-la-19esima-edizione-della-half-marathon-grecia-salentinaCorigliano d'Otranto – E’ uno degli appuntamenti più attesi della stagione podistica, la mezza maratona che chiude, di fatto, un anno di corse. Saranno in centinaia gli atleti al via della 19esima edizione della “Half marathon Grecìa salentina”, in programma domenica 10 dicembre (partenza alle ore 9), all’ombra della meraviglia cinquecentesca del...

Cultura

Scritto il 09 Dicembre 2017 da Redazione
merine-palazzo-magliola-qil-mare-dove-non-si-toccaq-di-fabio-genovesiLo scrittore Fabio Genovesi si racconta da bambino in "Il mare dove non si tocca", il suo nuovoromanzo uscito per Mondadori.La presentazione si svolgerà mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 19.00 a Merine nel salone diPalazzo Magliola, evento promosso dal Comune di Lizzanello Settore Cultura, in collaborazionecon Libreria Idrusa di Alessano e Bene...
Meno precari, ma la crescita è ancora un problema Stampa E-mail
Scritto da Pietro Garibaldi tratto da lavoce.info   
Giovedì 18 Febbraio 2016 19:53

Uno degli obiettivi del governo era ridurre la precarietà. E i dati dell’Inps ci dicono che nel 2015 è in effetti diminuita. In ogni caso, un aumento dell’occupazione dello 0,5 per cento con una crescita economica dello 0,7 non è da buttare. Perché il male italiano resta sempre la ripresa debole.

Crescita sempre deludente

Abbiamo finalmente tutti i dati per analizzare i risultati delle politiche del lavoro a sostegno dell’occupazione del governo Renzi nel 2015.
La decontribuzione per i nuovi assunti e il Jobs act – in particolare il nuovo contratto a tutele crescenti – rappresentavano il pezzo forte della politica di rilancio del governo. Le aspettative su questi provvedimenti erano davvero forti.
La crescita economica nel 2015 è stata deludente: 0,7 per cento su base annua – come rivisto dall’Istat la scorsa settimana – è uno dei dati più bassi d’Europa, particolarmente deludente se pensiamo che l’Italia arrivava da tre anni col segno negativo e un “filotto” di undici trimestri di crescita negativa. Difficile dire che il Jobs act e la decontribuzione abbiano invertito il male italiano per cui “quando l’Europa cresce, l’Italia cresce meno, mentre quando l’Europa decresce, la recessione italiana è sempre più profonda”.
Il 2015 verrà così archiviato come un altro anno in cui cresciamo meno dell’Europa. Che – ricordiamolo – è un continente che cresce sempre meno della media mondiale.

I dati sulla precarietà

Alla luce della bassa crescita, i dati occupazionali relativi al 2015 appaiono buoni. L’Inps ha appena pubblicato i numeri dell’osservatorio sulla precarietà, una nuove fonte statistica particolarmente utile per analizzare i flussi di lavoro.
Nel 2015, l’Inps registra un aumento delle assunzioni nel settore privato pari a 600mila posizioni. L’incremento è essenzialmente dovuto a posti di lavoro a tempo indeterminato, in crescita del 47 per cento rispetto all’anno precedente. Le cessazioni di lavoro – per pensionamento, licenziamento o altri motivi – sono in riduzione del 2 per cento.
Il dato forse più importante e atteso è quello delle trasformazioni dei contratti a tempo indeterminato. Si tratta di lavoratori che avevano già un contratto con l’azienda (a tempo determinato) che vedono trasformata la loro posizione in un contratto a tempo indeterminato. L’Inps registra 500mila trasformazioni, con una crescita del 50 per cento sul 2014. Guardando, più in generale, al totale dei contratti a tempo indeterminato, nel 2015, quattro nuovi rapporti di lavoro su dieci sono a tempo indeterminato, mentre erano circa tre nel 2014.
Uno degli obiettivi del governo era quello di ridurre la precarietà. I dati dell’Inps ci dicono – quasi incontrovertibilmente- che la precarietà nel 2015 è in effetti diminuita, come testimoniato dai 500mila contratti a tempo determinato trasformati in tempo indeterminato.
Possiamo anche stimare quanto il sussidio contributivo per stabilizzare i contratti sia costato al paese. Se i beneficiari della decontribuzione sono stati 1,44 milioni, si può stimare un costo per lo stato Stato di circa un miliardo e mezzo per facilitare la conversione di nuovi contratti. Una cifra non troppo lontana da quella che si era indicata nel 2015. Il governo non ha quindi “sfondato” il bilancio, anche se ci sarà un trascinamento nel 2016 da monitorare. La sorpresa è forse che delle 2,4 milioni di nuovi assunzioni a tempo indeterminato, chi ha beneficiato della decontribuzione rappresenti solo il 60 per cento.

Le differenze Istat- Inps

L’Inps segue i rapporti di lavoro e non il numero di occupati, che invece è stimato dall’Istat con l’indagine trimestrale delle forza lavoro. La differenza tra i due dati, come correttamente ricorda il comunicato Inps, sta nel fatto che uno stesso individuo può avere diversi rapporti di lavoro, mentre per l’Istat rappresenta uno e un solo lavoratore occupato. Secondo l’Istat, la crescita del numero di lavoratori- su base annua- è stati pari allo 0,5 per cento, corrispondente a circa 112mila nuovi posti di lavoro netti. È vero che negli Duemila l’incremento degli occupati era superiore alla crescita economica. Ma quella era una patologia di “crescita di lavoro senza crescita economica”, come a lungo abbiamo detto su queste colonne in quegli anni. Abbiamo poi visto – con la grande recessione iniziata nel 2008 – come sia finito quell’aumento di occupazione precaria. Per il 2015, un incremento di lavoro dello 0,5 per cento con una crescita economica dello 0,7 non è quindi da buttare. E se pensiamo che il mercato del lavoro è meno precario, possiamo guardare al bicchiere come mezzo pieno. Se invece pensiamo che nel 2016 la decontribuzione non ci sarà quasi più, il bicchiere appare mezzo vuoto.