Editoriale

Scritto il 13 Novembre 2018 da Tratto da lavoce.info
Senza dar retta alle obiezioni della commissione Ue, il governo presenta una manovra che tra più spesa e meno entrate mette insieme 38,1 miliardi di risorse. Coperte per meno della metà e frutto di un mix di provvedimenti che arriva a una vera magia: tanto rumore (per sforare i conti) per nulla, nemmeno una spinta alla crescita. Solo per il 2019, la...

Turismo

Scritto il 17 Novembre 2018 da Tratto da lecceprima.it
bari-turismo-e-vendita-diretta-dei-prodotti-750mila-euro-per-i-pescatori-delladriaticoBari - Un’azione di sostegno agli antichi sistemi della pesca, che rischiano di scomparire, arriva dalla Regione Puglia. L’ente di via Capruzzi ha previsto tre bandi pubblici, per diversificare l’attività del comparto, nell’ambito del Piano di azione locale Gal Porta a Levante.Il finanziamento è mirato alle attività di pescaturismo ed ittiturismo, per...

Politica

Scritto il 18 Novembre 2018 da Tratto da ilfattoquotidiano.it
roma-assemblea-pd-katia-tarasconi-applausi-solo-dai-delegati-di-serie-b-come-meL'intervento critico della consigliera dell'Emilia Romagna è diventato virale sui social, ma dai big del partito in sala neanche un applauso. "Stupita dal loro silenzio? No. Avranno pensato 'ok, dai, hai fatto il tuo sfogo'". E sul cordone che separava le prime file dal resto dell'assemblea dice: "Perché lo fanno se è vero che siamo tutti uguali?" “Mi...

Economia

Scritto il 15 Novembre 2018 da tratto da larepubblica.it
pensioni-boeri-qper-quota-100-mancano-le-risorse-per-il-2020-e-il-2021qL'introduzione di quota 100 per anticipare l'accesso alla pensione rischia di non essere strutturale, perché le risorse accantonate dal governo potrebbero essere insufficienti. È l'allarme lanciato dal presidente dell'Inps Tito Boeri secondo cui "mancano risorse per il 2020 e il 2021"."Secondo tutte le nostre simulazioni -ha spiegato Boeri a margine di...

Diritto & Doveri

Scritto il 17 Novembre 2018 da Redazione
fisco-annullati-avvisi-di-accertamento-per-mancanza-della-delega-di-firmaCon sentenze nn. 3227/18, 3228/18 e 3229/18 del 15 novembre 2018, la C.T.P. di Lecce – Sezione 1 – (Presidente Cordella Antonio - Relatore De Lecce Francesco – Giudice Vigorita Celeste) ha accolto i ricorsi presentati da una società esercente attività di commercio di olio nonché dai due soci, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Maurizio Villani,...

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Eventi

Scritto il 14 Novembre 2018 da Redazione
lecce-torna-il-qcabaret-live-showq-al-teatro-apolloTorna “Cabaret Live Show”, l’evento promosso e organizzato da ALR - Associazione di Volontariato Lorenzo Risolo in programma al Teatro Apollo di Lecce per la sera di venerdì 23 novembre. Questa del 2018 è la seconda edizione e, anche quest’anno, vedrà la partecipazione di alcuni dei comici più importanti e amati del programma televisivo Colorado e sarà...

Comuni Salentini

Scritto il 19 Novembre 2018 da M.Maddalena Bitonti
otranto-ripristino-muretti-a-secco-mercoledi-21-novembre-ore-1800-castello-aragonesePunta ad Otranto, il terzo convegno informativo organizzato dal Parco Naturale Regionale Costa Otranto Santa Maria di Leuca – bosco di Tricase, avente ad oggetto il bando per il ripristino dei muretti a secco con un finanziamento pari al 100%. L’appuntamento è per mercoledì 21 novembre alle ore 18:30 presso il Castello Aragonese, Sala Triangolare.In...

Sport

Scritto il 18 Novembre 2018 da Tratto da lecceprima.it
leverano-la-bcc-leverano-non-va-oltre-un-set-amara-la-trasferta-a-lamezia-terme-Un’altra amara trasferta per la Bcc Leverano che nella settima giornata del campionato di A2, girone bianco, è stata sconfitta dalla Conad Lamezia per 3 a 1 e resta sul fondo della classifica davanti soltanto ai capitolini della Roma Volley.La reazione dei salentini si è avuta solo nel terzo set, mentre nel quarto non è bastato un vantaggio di 5 punti...

Cultura

Scritto il 19 Novembre 2018 da Pier Paolo Lala
lecce-cantieri-teatrali-koreja-ore-1830-qin-altre-paroleq-dialoghi-ininterrotti-con-a-leograndeIl 26 novembre ricorre il primo anniversario della scomparsa di Alessandro Leogrande. In questi dodici mesi il suo lavoro di giornalista, reporter, scrittore, librettista a le sua figura intellettuale e umana risuonano ancora prepotentemente e quotidianamente alle orecchie di chi si occupa di cultura e di chi vorrebbe che il suo lavoro fosse un modello...
Sud Italia abbandonato da Renzi. Impari da Mancini e dai socialisti degli anni '60... Stampa E-mail
Scritto da Piero Mancini, tratto da affaritaliani.it   
Mercoledì 20 Aprile 2016 06:51

Qualche settimana prima del 21 aprile del 2016, data del centenario della nascita di Giacomo Mancini, Matteo Renzi, il giovane Presidente del Consiglio, che è nato a Firenze nel 1975-quando la non lunga, ma incisiva, fase di presenza al governo del leader storico del Psi si avviava alla conclusione-ha annunciato, più volte, a Roma, e nel corso di sue brevi visite in Calabria, che entro Natale si sarebbero conclusi i lavori di ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Una delle principali cause della sfiducia e del'astensione dal voto dei cittadini delle regioni meridionali è la distanza, spesso l'abisso, tra le promesse e le realizzazioni. Matteo Renzi, il 10 marzo del 2016, in Calabria, ha promesso : "Per la Salerno-Reggio,  ci rivediamo a luglio per l’inaugurazione del primo tratto. Dobbiamo chiudere entro il 22 dicembre. La Salerno- Reggio Calabria è diventata il simbolo delle cose che non vanno. Alla stampa estera, i giornalisti, quando ho annunciato, per il 22 dicembre 2016,  la conclusione dei lavori e  l’inaugurazione, si sono messi a ridere. E ridevano dell’Italia. Noi il Sud lo riportiamo alla guida del Paese”. Insomma, cari meridionali, state sereni! Sul Mezzogiorno sono stati stampati tanti "libri dei sogni" pieni di impegni, assunti dai predecessori di Renzi  e da numerosi ministri. Adesso quei volumi sono custoditi nella biblioteca di Montecitorio e passi avanti, sotto il Garigliano, non sono stati compiuti. A partire dagli anni 80, il Sud è scomparso dalle agende con le priorità degli esecutivi, dei sindacati, delle industrie del Nord. Le classi dirigenti meridionali sono corresponsabili dei gravi ritardi nello sviluppo del Mezzogiorno. Dopo aver deplorato che l'Alta velocità ferroviaria si sia fermata a Eboli, il premier avrebbe potuto, e dovuto, aggiungere che i primi governi di centrosinistra, negli anni 60, soprattutto grazie all'impulso dei socialisti, operarono affinchè l'autostrada non si fermasse a Eboli, ma raggiungesse, in solo 8 anni, Reggio Calabria. Quella fu una stagione non di promesse ma di riforme e di realizzazioni, che meriterebbe di essere rivalutata e approfondita anche dalla attuale generazione di giovani governanti. Mi riferisco all'epoca dei primi esecutivi di centrosinistra organico : il primo, presieduto da Aldo Moro (1916-1978),  fu votato, in Parlamento, dalla Dc, dal Psi, dal PSDI e dal Pri. E il 5 dicembre del 1963 l' "Avanti !" pubblicò un editoriale con questo titolo, che era stato dettato da Pietro Nenni, grande direttore oltre che lungimirante leader politico : "Da oggi siamo tutti più liberi !". Quel titolo, con efficacia, sintetizzava le speranze di milioni di italiani per un'epoca di cambiamenti, di grandi riforme, di progresso e di occupazione nel Mezzogiorno. Prima di quell'epoca, il Sud era un cimitero di opere non ultimate. La svolta politica si realizzò grazie a un meridionalismo concreto, fatto di opere, interventi, infrastrutture. Non solo le superstrade e le autostrade, ma anche l'Università della Calabria, l'aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro, che il governo dovrebbe rilanciare, sfruttando la sua posizione strategica nel Mediterraneo. "Noi il Sud lo riprendiamo punto per punto, centimetro per centimetro, e lo rilanciamo" ha promesso, nell'aspra Calabria, l'ottimista Presidente del Consiglio, Renzi. Le parole e gli impegni sono rilevanti. Li assunse, nel 2012, don Corrado Pàssera, ex banchiere, allora ministro dello Sviluppo del governo tecnico, presieduto da Mario Monti : "entro il 2013, saranno completati tutti i lavori, che oggi ostruiscono il percorso dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria". Ma ancor di più degli impegni, che il governo Monti non mantenne,  contano le opere, ultimate, non solo promesse, i segni indelebili di una politica operosa. Come quelli che Ferdinand Braudel, grande storico francese, definiva "i documenti di pietra" più importanti, nella storia di un Paese, delle assicurazioni, delle narrazioni e dei tanti, ormai polverosi, "libri dei sogni": simboli, quelli sì, "delle cose che non vanno", bocciate da Matteo Renzi. E torniamo all'epoca delle riforme dei primi governi di centro-sinistra, quando si dimostrò, con i fatti, che alcune cose si potevano fare nei tempi giusti. Prendiamo proprio la Salerno-Reggio Calabria. Forse, la prima dimostrazione, da parte del nuovo ministro, Mancini, di quella efficienza, meglio di quel "genio della praticità e della concretezza", che gli riconobbe Francesco Cossiga, commemorando l'amico, alla Camera dei deputati, l'8 maggio del 2002, un mese dopo la scomparsa. Con Giacomo Mancini ministro dei Lavori pubblici del governo Moro-Nenni, fu dato il disco verde all'autostrada per rompere l'isolamento del Sud. L'ANAS cominciò i lavori, nel 1964, dopo che Mancini decise di licenziare il direttore generale, Giuseppe Rinaldi, sino ad allora abituato a considerare i politici, in primis quelli della DC, subordinati all'alta burocrazia. L'infrastruttura, attesa da decenni, si concluse, con il raggiungimento di Reggio Calabria, nel 1972, pur avendo dovuto attraversare tante zone montuose e superare le catene montuose del Pollino e della Sila. Il tratto calabrese, per gran parte in zona montagnosa ( si inerpica, infatti, fino a oltre mille metri di altitudine) fu una vera e propria sfida ingegneristica, con decine di nuove gallerie, più del 30 per cento del tracciato, e 45 chilometri di viadotti, uno dei quali, lungo 1160 metri, è il più lungo d'Europa. I viadotti sono considerati dei capolavori di ingegneria: solo 8 anni per 443 chilometri. Lo stesso tempo impiegato per realizzare, dal 1956 al 1964, l'autostrada del Sole, che collegò Milano a Napoli. Il meridionalista Giovannino Russo definì l'autostrada "il compimento dell'Unità d'Italia", che impedì che i collegamenti con il Sud si fermassero a Eboli, come Cristo, nel libro di Carlo Levi. E il ministro Mancini spiegò, nel 1968 : "Le opere, che sono state costruite, hanno avuto, più di mille discorsi, la capacità di convincere migliaia di calabresi, che nel 1964 erano molto scettici a credere nella realizzazione dell'A3 in tempi brevi. Se è vero che, da sola, l'autostrada, da sola, non fa il miracolo, è ancora più vero che, senza autostrada, senza strade, senza porti, senza aeroporti, la Calabria sarebbe destinata a restare un'appendice periferica". Purtroppo, negli anni successivi, governanti e dirigenti dell'ANAS non hanno dimostrato la stesse rapidità nelle decisioni e l'efficienza dei loro predecessori. L' ammodernamento dell'autostrada ha avuto tempi biblici. E la aspra Calabria, purtroppo, non è molto di più di "un'appendice periferica".

Pietro Mancini