Renzi: “Torno a casa davvero, senza stipendio né vitalizio. Ma non mi stancherò di riprovare Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Ilfattoquotidiano.it   
Renzi: “Torno a casa davvero, senza stipendio né vitalizio. Ma non mi stancherò di riprovare e ripartire”

L'ex presidente del Consiglio scrive su facebook a notte fonda, al rientro da Roma: "A chi verrà dopo di me, buon lavoro e tutto il mio tifo. Sono stati mille giorni di governo fantastici"

Non un addio, ma un arrivederci. “Ai milioni di italiani che vogliono un futuro di idee e speranze per il nostro Paese dico che non ci stancheremo di riprovare e ripartire”. Matteo Renzi torna a casa, a Pontassieve, e scrive su facebook, per la prima volta dopo due anni e mezzo da “semplice” segretario del Partito democratico. Il suo post è la certificazione di ciò che ha ripetuto per tutto il giorno ieri, ai ministri e ai parlamentari del Pd, a Palazzo Chigi: non c’è nessuna possibilità di Renzi bis. “Achi verrà a Chigi dopo di me, lascio il mio più grande augurio di buon lavoro e tutto il mio tifo: noi siamo per l’Italia, non contro gli altri” scrive Renzi. La vita dell’ex presidente del Consiglio è tornata alla normalità, a un ritmo meno forsennato: stamani è andato a messa con la famiglia. “Riparto da capo – aggiunge – senza stipendio né vitalizio”.

Renzi scrive di notte, appena tornato a casa, in Toscana, da Roma. Sa già che il successore sarà Paolo Gentiloni, ma non lo dice. “Ho chiuso l’alloggio del terzo piano di Palazzo Chigi. Torno a casa davvero. Mi sono dimesso. Sul serio. Non per finta. Lo avevo detto, l’ho fatto. Di solito si lascia Palazzo Chigi perché il Parlamento ti toglie la fiducia. Noi no. Noi abbiamo ottenuto l’ultima fiducia mercoledì, con oltre 170 voti al Senato. Ma la dignità, la coerenza, la faccia valgono più di tutto. In un Paese in cui le dimissioni si annunciano, io le ho date”.

Il post compare intorno all’una di notte, quando in pochi ormai possono leggerlo “in diretta”, come tante volte ha fatto, anche e soprattutto con il #matteorisponde. “Migliaia di luci brillano nella notte italiana. Proveremo di nuovo a riunirle. Facendo tesoro degli errori fatti ma senza smettere di rischiare: solo chi cambia aiuta un Paese bello e difficile come l’Italia. Noi siamo quelli che ci provano davvero. Che quando perdono non danno la colpa agli altri. Che pensano che odiare sia meno utile di costruire. Insieme”.

“Ho sofferto a chiudere gli scatoloni ieri notte, non me ne vergogno – racconta Renzi – non sono un robot. Ma so anche che l’esperienza scout ti insegna che non si arriva se non per ripartire”. L’ex capo del governo ribadisce che “sono stati mille giorni di governo fantastici. Qualche commentatore maramaldo di queste ore finge di non vedere l’elenco impressionante delle riforme che abbiamo realizzato, dal lavoro ai diritti, dal sociale alle tasse, dall’innovazione alle infrastrutture, dalla cultura alla giustizia. Certo c’è l’amaro in bocca per ciò che non ha funzionato”. Con un filo di ironia Renzi rivendica di aver “mantenuto l’impegno, come per gli 80 euro o per l’Imu. Solo che stavolta mi è piaciuto meno”.