Editoriale

Scritto il 13 Novembre 2018 da Tratto da lavoce.info
Senza dar retta alle obiezioni della commissione Ue, il governo presenta una manovra che tra più spesa e meno entrate mette insieme 38,1 miliardi di risorse. Coperte per meno della metà e frutto di un mix di provvedimenti che arriva a una vera magia: tanto rumore (per sforare i conti) per nulla, nemmeno una spinta alla crescita. Solo per il 2019, la...

Turismo

Scritto il 09 Dicembre 2017 da Redazione
nardo-nuove-opportunita-con-lavioturismoGALLIPOLI/NARDO’ - Le nuore rotte del turismo si tracciano ancora una volta sorvolando i cieli e solcando i mari dei litorali di Gallipoli e Nardò. Le due cittadine del versante ionico, a pochi giorni dalla notizia del finanziamento con circa 3 milioni di euro  grazie alle risorse del programma di cooperazione Interreg per collegare in idrovolante...

Politica

Scritto il 09 Dicembre 2017 da Tratto da repubblica.it Chiara Spagnolo
alessano-insulti-alla-sindaca-che-nega-ai-leghisti-la-piazza-per-il-sit-in-contro-lo-ius-soliLa prima cittadina di Alessano, Francesca Torsello vieta il luogo dedicato a don Tonino Bello per la manifestazione di "Noi con Salvini". "Irrispettosi i cartelli 'no agli invasori' sotto la casa del vescovo simbolo dell'accoglienza. Manifestino altrove".La piazza di Alessano, intitolata al vescovo dell'accoglienza don Tonino Bello, non può essere...

Economia

Scritto il 09 Novembre 2018 da redazione
regione-puglia-borraccino-65-milioni-di-euro-per-sostenere-piccole-e-medie-imprese-pugliesiApprovata dalla Giunta regionale di questo pomeriggio una delibera proposta dall'Assessore Borracino che ha la delega allo Sviluppo Economico, che stanzia complessivamente 65 milioni di euro per la costituzione di uno specifico Fondo destinato a facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese attraverso la riduzione degli impegni...

Diritto & Doveri

Scritto il 07 Dicembre 2017 da Tratto da Lavoce.info Andrea Resti
sofferenze-bancarie-i-poteri-dei-tecnici-i-doveri-della-politicaLa vigilanza europea sul sistema bancario non deve certo rinunciare alla propria indipendenza o ad affrontare il tema delle sofferenze. Ma dovrebbe fermarsi prima di dettare regole di carattere generale, rispettando le prerogative del legislatore.La nota Bce e le reazioni italianeSi è discusso molto nelle ultime settimane di sofferenze bancarie e in...

Scarica la tua copia in pdf


Clicca sull'immagine o su questo LINK e scarica l'ultimo numero de "Il Salentino" (7,6 Mb).

Per visualizzare il pdf sul tuo computer deve essere installato Adoba Acrobat Reader

Eventi

Scritto il 09 Novembre 2018 da Raimondo Rodia
tuglie-prima-festa-del-gatto-neroFinalmente dopo anni di lavoro, di attese e rinvii, ecco finalmente la prima festa del gatto nero. Sono contento non solo di aver finalmente realizzato questo evento, ad un certo punto mi sembrava che la scelta del 17 novembre era sbagliata dal punto di vista astrologico, visto che ogni anno saltava per le cause più disparate. Stavolta però ci siamo e...

Comuni Salentini

Scritto il 11 Novembre 2018 da Gabriele De Giorgi - LeccePrima.it
melendugno-in-centinaia-al-presidio-no-tap-ce-preoccupazione-per-il-terminale-del-gasdottoMELENDUGNO/SAN FOCA - Il sole picchia così tanto che a San Foca c'è chi non ha perso l'occasione per farsi il bagno. Il mare è calmo e cristallino, sulla spiaggia sono sistemati anche alcuni pescatori sportivi mentre gruppetti di bambini scorrazzano ancora memori delle loro imprese estive.Sul sovrastante lungomare non si parla d'altro che di quella...

Sport

Scritto il 11 Novembre 2018 da Tratto da lecceprima.it
il-lecce-espugna-cosenza-in-una-gara-rocambolesca-e-vola-in-classificaLECCE – All’ultimo respiro. Nell’insidiosa trasferta di Cosenza il Lecce conquista una vittoria rocambolesca in una gara dominata per gran parte, subendo però la momentanea rimonta dei calabresi. Gli uomini di Liverani partono fortissimo e dopo appena 13 minuti di gioco si trovano in vantaggio di due reti grazie alle realizzazioni di Venuti (con un...

Cultura

Scritto il 13 Novembre 2018 da Pier Paolo Lala
lecce-al-poeta-milo-de-angelis-e-alla-traduttrice-ilide-carmignani-il-premio-letterario-v-bodiniLa cerimonia di consegna della sesta edizione della manifestazione, promossa dal Centro Studi Vittorio Bodini in collaborazione con Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese e Polo Biblio-Museale di Lecce, con la direzione artistica di Alessandra Caiulo e la consulenza artistica e scientifica di Simone Giorgino, si terrà sabato 24 novembre al Teatro...
Lecce. Rifondare la sinistra dopo Trump Stampa E-mail
Scritto da Umberto Uccella - tratto da Nuovo quotidiano di puglia.it   
Domenica 11 Dicembre 2016 17:51
È passato solo un mese. Ed il colpo è stato molto duro. La vittoria di Trump nelle elezioni presidenziali americane è un vero e proprio spartiacque. D’ora in poi, le cose vanno chiamate con il loro nome. Senza edulcorarle. Ha vinto la destra. Una destra nuova, aggressiva, che, da tempo, si è affermata ben oltre i confini degli Stati Uniti. Quella destra non è semplicemente figlia della globalizzazione. È figlia di una certa globalizzazione. Senza regole, con il dominio assoluto dei mercati finanziari. E della riduzione della politica e della democrazia a semplici appendici formali di quel dominio incontrastato. Esattamente, come si disse un tempo, della supremazia della potenza mondiale dell’economia sulla debolezza di una politica ridotta a sedi nazionali sempre più periferiche e ininfluenti. C’entra l’Europa? C’entra eccome! Qui c’è pane per i denti della sinistra. Perché, una volta per tutte, si esca dalle chiacchiere sul logoramento irreversibile del conflitto sociale tradizionale e tra destra e sinistra. I “forgotten men”, i dimenticati americani, ma anche quelli europei e di tutto l’occidente, chi li rappresenta? Questo è il tema di fondo che spazza via la retorica nuovista sulle nuove coppie opposizionali, passato/futuro, conservazione/innovazione, vecchio/nuovo. No, torna il conflitto fondamentale. Ciò che dà il segno anche agli altri. Perché è dal loro contenuto che si distingue il carattere progressivo dei cambiamenti. Faceva impressione vedere atterrare a Washington il rappresentante degli esclusi a bordo di un aereo di linea di sua proprietà. Con tanto di cognome cubitale sulle fiancate. Così come a New York la “Trump Tower”. Se un miliardario che rompe ogni schema politico, che irrompe con violenza sugli equilibri democratici, che travolge i canoni del tradizionale governo delle relazioni internazionali rappresenta i poveri, gli esclusi, ma anche ceti medi impoveriti dalla crisi e spaventati dalle migrazioni, la sinistra deve interrogarsi. Sulle sue responsabilità, sulla sua miopia e sulla sua capacità di tradurre in politiche di governo l’insieme delle sue idealità e dei suoi valori. Insomma, libertà, eguaglianza, democrazia, solidarietà, giustizia sociale: come si coniugano oggi, di fronte alle crescenti diseguaglianze che si combinano con la riduzione sempre più drastica della democrazia e del peso di grandi masse di popolo? E la globalizzazione può continuare ad essere spinta dagli “spiriti animali” di un assetto capitalistico sempre più penetrante e pervasivo? Quell’assetto che, però, ha saputo trovare strade nuove e richiamare consenso. Ha saputo camuffarsi da moltiplicatore di opportunità e diventare la prosecuzione del “sogno americano” in ogni angolo del pianeta. Di fronte a questo, la sinistra ha disarmato. Ed appare anche oggi senza voce. I Democratici americani sempre più in minoranza nelle assemblee parlamentari. In Europa, i Socialisti incapaci di corrispondere alla propria stessa cultura internazionalista. Ripiegati nei propri nazionalismi e, spesso, alla mercé delle forze conservatrici. Alle quali, talvolta, fanno persino il verso contro le politiche di accoglienza e di integrazione degli immigrati. Privi di autonomia e di progetto politico ed in molte circostanze assimilati agli establishment politici e finanziari. E privi, di conseguenza, della forza di ricercare un insediamento sociale profondo proprio tra le masse di diseredati, di esclusi, dei poveri e degli impoveriti. I cosiddetti populisti vengono da questa voragine apertasi tra le forze che, per valori ed idealità, avrebbero dovuto dare rappresentanza a tutto ciò. Se anche la sinistra, si acconcia a rappresentare solo i due terzi della società, confidando che, prima o poi, il terzo escluso sia trainato dalla crescita economica e dalle politiche di sviluppo, compie un errore esiziale. Perché lascia un vuoto che qualcun altro riempie. E lo riempie una destra non tradizionale, dai tratti eclettici. Con venature persino apparentemente anticapitalistiche. Che fa balenare suggestioni e pulsioni antipolitiche, ma fortemente agganciate agli interessi dominanti. Guardate Trump, per quanto ne simuli il rinvio, pensa a nuovi muri ed ha in animo di smontare pezzo pezzo l’Obamacare, mentre strizza l’occhio a grande industria e finanza. Eppure, impone, nell’immaginario collettivo, l’idea che lo scontro avvenga tra una politica sorda e lontana e la grande massa dei cittadini senza diritti e senza potere. Una mistificazione che va smascherata. Con i fatti. Mettendo in campo una vera e propria riconversione politico-culturale della sinistra. Che faccia della democrazia il perno della sua stessa rifondazione. La democrazia, oggi, è il crocevia della grande questione sociale e dei diritti. Non c’è lotta alla povertà e alle diseguaglianze che non sia filtrata da una battaglia volta ad allargare i confini di una partecipazione consapevole dei cittadini alla vita pubblica. Inclusione e rappresentanza, insomma. Di cultura, dei saperi, del lavoro e delle aspettative dei ceti meno fortunati. Degli ultimi. Perché non restino indietro. C’è un nesso via via più stretto che coniuga la crescita dell’economia e l’inveramento dei diritti. Perché i costi economici e sociali delle diseguaglianze sono ormai insostenibili. E, dunque, insostenibile è questa globalizzazione. È una lezione per il socialismo europeo. E per il Pd che, di quell’aggregazione, è ancora la maggiore forza. Partito che, se di fronte all’attuale stato di cose, volesse esibire la propria politica a modello di tutti gli altri, accentuerebbe l’errore e lo renderebbe irreversibile. Ad oggi, la politica del Pd è una mescolanza di fattori. Ci sono gli elementi progressivi, certo. Ma, nel bilancio, pesano le politiche che lo hanno via via allontanato dai suoi principi fondativi. E da una parte consistente del suo insediamento sociale più profondo. Per privilegiare l’antipolitica e le suggestioni berlusconiane. Si impone una riflessione seria sulla politica e sulla leadership. In direzione di una svolta radicale.