Il ministero dell'Ambiente su Tap: "Gli atti non risultano impugnati" Stampa E-mail
Scritto da Tratto da LeccePrima.it   

LECCE - Il ministero dell’Ambiente tira dritto su Tap, di fatto e dal punto di vista formale, rispondendo in tempi stringenti ai rilievi sollevati dalla Regione Puglia il 15 marzo. Con una nota inviata ieri alla prefettura di Lecce, il capo di gabinetto del dicastero ha confermato la posizione sulla realizzazione dei lavori preliminari alla realizzazione del metanodotto, resa nota al governo di via Capruzzi già il 17 marzo.
È cominciata, sostanzialmente, la posa della prima pietra per la realizzazione di un’opera considerata strategica a livello comunitario. La multinazionale – dicono da Roma – ha le carte in regola per procedere con le operazioni di espianto e reimpianto di 211 ulivi. E di fatto questa mattina gli operai si sono messi a lavoro nel cantiere di San Basilio (Melendugno), senza cedere di un passo di fronte alle resistenze mostrate dai cittadini schierati dall’altro lato della recinzione metallica. A garanzia del corretto svolgimento delle operazioni è stato inviato un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine.
Il ministero, intanto, ha voluto precisare che la controversa prescrizione A44 (relativa proprio all’espianto degli ulivi ed al ripristino ambientale ed intorno alle quali si sono costruiti gli scenari di guerra fredda sull’asse Bari – Roma) è stata ottemperata: “È confermata l’esistenza di tutti i presupposti per dichiarare soddisfatte le condizioni di cui alla prescrizione A.44 per la porzione di progetto esaminata, indicata come fasa A, lotti 1 e 1b”, si legge testualmente.
Il ministero già il 25 ottobre 2016 comunicava di non aver riscontrato motivazioni ostative a procedere “in aderenza a quanto previsto nel piano esaminato dalla Regione e sottoposte alla valutazione degli organismi tecnici regionali”. Non essendo emersi elementi di novità dalla successiva corrispondenza della Regione Puglia, la posizione del governo è stata quindi confermata. Per ciò che riguarda la questione relativa alla distanza rispetto agli alberi di alto fusto e le presunte problematiche derivanti dalle misure di contenimento della diffusione del batterio xylella, il governo rimanda ai chiarimenti già forniti alla Regione Puglia dai due ministeri (dell’Interno e delle Politiche agricole) nel mese di maggio 2016.
La nota precisa anche che le attività di espianto sono parte della fase 0 e propedeutiche alla realizzazione della strada di accesso all’area di cantiere del micro tunnel. Le fasi successive (1 e 1b), relative alla realizzazione vera e propria del micro tunnel, come ha stabilito la Commissione Via, sono associate a diverse prescrizioni, con relative verifiche di ottemperanza.
Il ministero ha anche puntualizzato che la valutazione di impatto ambientale (Via), seppur di natura vincolante, non è tra i provvedimenti che possono definirsi di tipo autorizzativo. La Regione deve quindi limitarsi a verificare la sussistenza delle condizioni poste nei propri provvedimenti.
Per quanto riguarda la richiesta del Consiglio regionale (su proposta di M5s) di dare mandato all’avvocatura regionale di valutare l’impugnabilità della nota del 17 marzo, da Roma fanno sapere che gli atti – ormai anche datati - non risultano impugnati da nessuno. Né dalla Regione Puglia né da altri soggetti.