Melendugno - Il giudice Imposimato contro il gasdotto Tap: "Una battaglia secondo la legge" Stampa E-mail
Scritto da Tratto da LeccePrima.it   

MELENDUGNO – Una battaglia condotta secondo la legge e non contro la legge. Così Ferdinando Imposimato, presidente aggiunto onorario della Suprema Corte Costituzionale, ha definito la mobilitazione che da tempo attivisti del Comitato No Tap e amministrazione comunale di Melendugno stanno conducendo contro la realizzazione del gasdotto Tap.
Imposimato è stato ospite di un incontro, introdotto dal docente dell’Università del Salento, Nicola Grasso, sul tema “Il caso Tap: tra tutela del paesaggio, disobbedienza civile e conflitto di interessi, presso il Nuovo Cinema Paradiso di Melendugno.
L’opera ha ricevuto tutte le autorizzazioni previste, in sede di contenzioso amministrativo sono stati respinti i ricorsi presentati, ma la Regione Puglia ha sollevato il caso del conflitto di attribuzioni davanti ai giudici della Corte Costituzionale perché si ritiene sia stato aggirato l’obbligo della cosiddetta “intesa forte” tra Stato e Regione nel superamento del parere di dissenso.
Grasso ha ricordato l’attualità dell’articolo 9 della Costituzione che recita “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione”. Per il docente di diritto costituzionale il rischio è quello di subire, per ignoranza o per indolenza degli amministratori locali ma anche dei cittadini, una irrimediabile colonizzazione del territorio.
Imposimato ha sottolineato la differenza di rango tra la legge ordinaria e quella costituzionale sostenendo che, quando la prima viola la seconda, la disobbedienza civile non è solo legittima ma anche necessaria per il ripristino dei valori fondamentali dell’ordinamento repubblicano e democratico.