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Scritto da Tratto da quotidianodipuglia.it Maddalena Mongiò   

Tempo di rinforzi in corsia. Punto primo: partono decine di telegrammi per assumere 140 infermieri. Punto secondo: la direzione generale di Asl Lecce lavora ad una proroga di sei mesi dei contratti - quasi 600 - in scadenza a fine dicembre. Un piano in due mosse con l’inverno alle porte quando c’è bisogno di più risorse soprattutto nei reparti ospedalieri di frontiera.
Doppio obiettivo: una misura per centinaia di lavoratori e, soprattutto, migliore assistenza per i pazienti. Le due notizie vengono confermate dai sindacati che hanno informato gli iscritti la vigilia dell’Immacolata. I numeri, dunque. Sono circa 250 i telegrammi inviati dall’area Gestione del personale della Asl e indirizzati agli infermieri professionali inseriti nella graduatoria recentemente approvata, composta da 4.363 idonei e utilizzata fino alla posizione 1.250. Gli infermieri sono stati convocati a scaglioni da lunedì a venerdì della prossima settimana.
Francesco Perrone, segretario provinciale di Fsi-Usae, mette le mani avanti e sollecita la direzione generale ad agire in tempi stretti perché la forte carenza di personale s’incrocia, appunto, con l’emergenza legata all’influenza ormai dietro l’angolo. Lo stesso Perrone ha preso carta e penna scrivendo ai vertici di via Miglietta, al direttore del personale, al dirigente delle relazioni sindacali, ai dirigenti infermieristici della Asl per fare l’elenco delle carenze: negli ospedali, nei distretti, nella medicina penitenziaria, agli uffici vaccinazioni, al 118, anche se – con la delibera della vigilia dell’Immacolata con cui sono stati assunti 16 infermieri a tempo determinato – di cui 4 sono stati inviati al 118. Perrone parla di grave carenza di personale negli ospedali (Vito Fazzi di Lecce, Gallipoli, Copertino, Galatina, Casarano, Scorrano) e punta il dito sulla medicina penitenziaria dove «quotidianamente si fatica per mantenere i livelli minimi di assistenza e i lavoratori ci segnalano crescente malcontento e disagio per le continue violazioni dei loro diritti, in particolare sui carichi di lavoro e sulla turnistica e, quindi, sull’assistenza».
Dai medici agli infermieri, dalle ostetriche ai tecnici di laboratorio e di radiologia, agli operatori socio-sanitari. Perrone indica buchi di organico da coprire presto «considerando che siamo ormai alle soglie della fase cruenta del periodo invernale e di emergenza per l’arrivo della sindrome influenzale che vede come soggetti più a rischio, oltre agli anziani e ai bambini, proprio gli operatori sanitari costretti a un eccessivo carico di lavoro causa di stress e disagio psico-fisico». A fronte dei 250 telegrammi inviati ad altrettanti infermieri, il segretario provinciale di Fsi-Usae sottolinea che «si è in attesa dell’assunzione di circa 150 infermieri a tempo determinato ed altrettanti operatori socio-sanitari che benché autorizzate da tempo immemorabile, con adozione di relative delibere, a tutt’oggi non si sono ancora concretizzate. In particolare non si comprende perché non si sia provveduto ancora all’utilizzazione della graduatoria dell’avviso pubblico per operatori socio-sanitari, anche se adottata a fine ottobre scorso».
E quello degli Oss (operatori socio-sanitari) è uno dei grossi problemi nei reparti dove si registra «la maggiore carenza che se sanata eviterebbe il demansionamento continuo degli infermieri». Attualmente sono proprio gli infermieri che si trovano a doversi occupare, aggiunge Perrone, «di mansioni di tipo alberghiero, igiene personale e trasporto dei pazienti». E per questo Fsi-Usae ribadisce che i contratti a tempo determinato di circa 600 lavoratori tra infermieri, tecnici e oss devono essere prorogati. Asl Lecce è già al lavoro.
Mario Riso, responsabile dipartimento contrattazione Uil Fpl, chiede in prima battuta una «riorganizzazione del personale per avere certezza del fabbisogno e della loro corretta distribuzione nelle strutture sanitarie. Ricognizione non più rinviabile, neppure in vista del riordino ospedaliero perché tanti reparti, oggi in sofferenza, rimarranno attivi».