Alessano. Insulti alla sindaca che nega ai leghisti la piazza per il sit-in contro lo ius soli Stampa E-mail
Scritto da Tratto da repubblica.it Chiara Spagnolo   

La prima cittadina di Alessano, Francesca Torsello vieta il luogo dedicato a don Tonino Bello per la manifestazione di "Noi con Salvini". "Irrispettosi i cartelli 'no agli invasori' sotto la casa del vescovo simbolo dell'accoglienza. Manifestino altrove".
La piazza di Alessano, intitolata al vescovo dell'accoglienza don Tonino Bello, non può essere utilizzata per una manifestazione leghista contro lo ius soli con tanto di cartelli "Stop invasione". La decisione della sindaca del centro salentino, Francesca Torsello (che nei giorni scorsi aveva fatto approvare dal consiglio comunale una mozione a favore dello ius soli), scatena le polemiche proprio nel giorno in cui arriva in Puglia il segretario di Stato del Vaticano, Pietro Parolin, che a Tricase parteciperà alle celebrazioni per il cinquantenario della fondazione dell'ospedale Panico. E sui social si scatenano anche insulti sessisti contro la sindaca che lunedì, ha annunciato, si rivolgerà alla polizia postale per denunciare gli autori.
Indiscrezioni che si rincorrono da alcune settimane, ipotizzano che la visita di Parolin in Salento sia legata anche a una serie di incontri e sopralluoghi finalizzati a valutare la possibilità di una visita di papa Francesco nel Capo di Leuca in primavera. Il segretario di Stato sarà anche al santuario di Santa Maria di Leuca e a Alessano, per un momento di preghiera sulla tomba di don Tonino (è stata aperta la proatica per la sua beatificazione), insieme al vescovo di Ugemto-Leuca, monsignor Vito Angiuli. E, proprio nelle ore in cui la chiesa celebra don Tonino con una visita così importante, ad Alessano ferve la polemica sulla mancata concessione della piazza ai leghisti.
"È estremamente grave - tuona Andrea Caroppo, consigliere regionale della Lega-SudInTesta - che un sindaco vieti l’espressione di un’opinione diversa dalla sua su un tema del quale il Paese discute ed è oltraggioso che lo faccia strumentalizzando la memoria condivisa di don Tonino Bello: anche noi siamo per gli 'ultimi' e per 'l’integrazione', ma il testo del disegno di legge non c’entra assolutamente nulla né con gli ultimi né con l’integrazione né con don Tonino Bello. Farò presentare una interrogazione parlamentare".
La richiesta era stata formulata dal partito di Matteo Salvini per una manifestazione che avrebbe dovuto svolgersi domenica 9 dicembre in piazza Don Tonino, con tanto di gazebo con i cartelloni 'no agli invasori' con cui hanno tappezzato la cittadina. E raccolta di firme. "Si svolgerà in un'altra piazza - ha spiegato la sindaca - non in quella che reca il nome di chi ha dedicato la sua vita e il suo apostolato a diffondere il messaggio dell'accoglienza, della fraternità, modella pacifica convivenza. Nutro rispetto per le idee di ciascuno ma sui diritti non arretriamo".
Pronta la replica del coordinatore locale di Noi con Salvini, Leonardo Calò: "Vietarci l'utilizzo di una piazza senza manifestazioni reali ma con mere ragioni ideologiche è un atto aberrante e illegittimo. Noi saremo comunque a Alessano per manifestare e rappresentare i cittadini".
Sui social, intanto, si è scatenato un acceso dibattito sconfinato in pesanti insulti sessisti (in particolare da parte di tal Carmelo Marsala che sarà identificato e denunciato nei prossimi giorni) che contro la sindaca. "Sono insulti violenti e feroci - dichiara la prima cittadina - per cui sporgerò immediatamente querela alla polizia postale. Non penso si sarebbero espressi nello stesso modo nei confronti di un uomo".
"È questo - rileva Torsello - quello che si ottiene quando alcuni movimenti politici aizzano alla intolleranza, perché il matto c'è sempre e si sente in qualche modo spalleggiato da queste visioni politiche". La sindaca spiega di "non avere negato nessun diritto: ho solo chiesto di spostarsi di 20 metri perché dove volevano mettere il gazebo della manifestazione 'Stop invasione. No Ius soli', ci sono luoghi sacri: la grotta del presepe fatto dai bambini, una chiesa, e la sede della fondazione don Tonino Bello: non mi sembrava il caso farla lì".
Torsello, che sottolinea di "non avere ricevuto solidarietà se non dal proprio partito", ritiene ci sia "una strumentalizzazione politica di chi vuole prendere
voti". E ricorda infine di avere autorizzato la stessa manifestazione già lo scorso 3 dicembre: "Ma alla fine - conclude - non si era presentato nessuno". La solidarietà arriva da Art.1-Mdp, il partito cui aderisce la sindaca.
"Le frasi di insulti parlano da sole e non hanno bisogno di commenti. Noi, ovviamente, siamo tutti con Francesca", scrive su Facebook il coordinatore di Articolo uno-Mdp in Puglia, Ernesto Abaterusso.