Il nuovo decreto: più poteri alle Regioni e multe fino a 3mila euro per i furbetti Stampa E-mail
Scritto da Tratto da nuovo quotidiano di puglia   

Approvato dal Consiglio dei ministri il nuovo decreto sulla stretta anti-furbetti che introduce multe più salate (da 400 a 3.000 euro) per chi aggira le misure di contenimento del Coronavirus. Non è prevista la
confisca di auto, moto e veicoli, mentre saranno sempre garantiti la filiera alimentare e i carburanti. Il Dpcm si basa sugli articoli 77 e 87 della Costituzione, quelli che prevedono l’adozione di un provvedimento provvisorio in casi straordinari di necessità e di urgenza. Verrà presentato per la conversione alle Camere, appositamente convocate entro cinque giorni. Nello specifico l’esame del decreto legge emanato ieri partirà dalla Camera. Ieri, poco dopo le 18.20, in conferenza stampa, il premier ha spiegato le nuove misure facendo chiarezza subito su due punti: la durata del provvedimento
e la competenza delle regioni. Quanto al primo argomento Conte ha chiarito che «lo stato di emergenza per sei mesi non vuol dire restrizioni fino al 31 luglio. Siamo pronti ad allentare le misure in ogni momento, speriamo prestissimo». Le multe vanno da tremila e quattromila euro, ha precisato dicendosi «orgoglioso della reazione di tutti i cittadini, la maggioranza dei quali rispetta le regole». Quindi l’affondo: la data del 31 luglio 2020 per la fine della situazione di emergenza legata al Covid-19 è «una data astratta. C’è stata, questa mattina (ieri, ndr), un’indebita diffusione della bozza del provvedimento, che è stata poi modificata - ha continuato il premier-. Si è creata una discussione sull’emergenza che sarebbe
stata prorogata fino al prossimo 31 luglio: nulla di tutto questo. Noi siamo pronti - ha spiegato Conte - ad allentare la morsa delle misure restrittive. Siamo fiduciosi che ben prima della scadenza ipoteticamente
fissata all’inizio si possa arrivare ad un migliore stile di vita. Sono convinto che questa prova durissima ci renderà migliori». Quanto al secondo punto con il quinto decreto approvato dal Consiglio dei ministri in
questo breve ma intenso lasso di tempo sono stati «regolamentato in modo lineare i rapporti
tra gli interventi del governo e quello delle Regioni», ha affermato Conte in merito alla gestione del Covid-19. «Lasciamo - ha aggiunto il capo dell’esecutivo - che i presidenti delle Regioni e delle Province
autonome possano adottare anche misure più restrittive, se del caso, con il governo che ha funzioni di coordinamento ed omogeneità su tutto il territorio nazionale». Conte ha in questo modo fatto chiarezza
sul tema aggiungendo che «dal primo giorno abbiamo curato i rapporti con i rappresentanti del governo territoriale in modo continuo e costante, con Speranza e Boccia. Credo - ha ribadito - che questa sia la modalità migliore, non è pensabile un intervento autoritativo oggi, in questa fase, da parte dello stato centrale. Stiamo chiedendo collaborazione a tutti i cittadini, immaginate se non lo fanno i rappresentanti
delle istituzioni». E ancora, accentrare il potere «sarebbe poco funzionale perché il patrimonio informativo che hanno le ragioni non possiamo averlo a livello centrale: con loro dobbiamo lavorare. E, numeri alla mano, difende questa scelta: tale «modalità di procedere che sta dando risultati, di fronte
ad una fase così acuta di emergenza quale quella che stiamo attraversando, possiamo dire di avere riconvertito a oggi 78 ospedali come ‘Covid Hospital’, abbiamo trasferito 59 pazienti in terapia intensiva
dalla Lombardia in altre regioni italiane, abbiamo portato le unità di terapia intensiva in Italia, in pochi giorni, da 5343 a 8370. Per quanto riguarda le unità di sub-intensiva, siamo passati da 6525 a 26169. Quindi i risultati ci sono». A livello sanzionatori il premier ha chiarito a cosa va incontro chi non rispetta le regole: «Una multa pecuniaria da 400 a 3mila euro» in caso di spostamenti non dettati da comprovate esigenze di necessità in merito alla vicenda Covid- 19. «La sanzione è aumentata di un terzo - ha continuato - se il trasgressore è alla guida di un veicolo. Non c’è alcuna confisca del mezzo».