Economia
Decreto Rilancio, le misure per i lavoratori Stampa E-mail
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A conti fatti, secondo il presidente del Consiglio, i soldi stanziati per i lavoratori ammontano a 25,6 miliardi di euro, circa il 40% dei 55 smossi per il decreto Rilancio. “Milioni di lavoratori hanno beneficiato e stanno beneficiando della cassa integrazione” ma sappiamo che “ce ne sono tanti che non l’hanno ottenuta perché i meccanismi di quella regionale, quella in deroga, sono molto farraginosi e siamo intervenuti per riformarlo” e “adesso con il nuovo meccanismo già al momento della prenotazione direttamente all’Inps” sarà possibile “erogare una parte della Cig”, ha assicurato il ministro dell’Economia, Roberto Gualteri. Per quanto riguarda il bonus di 600 euro per gli autonomi, la nuova tranche, ha aggiunto, “arriverà immediatamente appena il decreto sarà in Gazzetta Ufficiale, senza bisogno di fare domanda. Tutti coloro che l’hanno già avuta avranno un secondo bonifico”. Queste le principali misure approvato in Consiglio dei ministri. In alcuni casi si tratta di misure introdotte e in altri di nuove indennità.

I 600 euro – Ai liberi professionisti e ai collaboratori coordinati continuativi (co.co.co), già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità pari a 600 euro, viene automaticamente erogata un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020. Stessa misura anche per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria, per i lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, per i lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei medesimi settori a determinate condizioni. La misura vale anche per i lavoratori nel mondo dello sport, del settore agricolo (500 euro), ai lavoratori iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo.

I 1000 euro per chi ha perdite ingenti – Ai liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito comprovate perdite (riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019), è riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro. Stessa misura per i lavoratori titolari di rapporti di co.co.co. iscritti alla gestione separata Inps non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, aventi specifici requisiti.

Le norme per le fasce deboli – Si prevedono specifiche norme per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive e commerciali, prevedendo la sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia Covid-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità.

Il reddito di emergenza – Per il mese di maggio si introduce il “reddito di emergenza”, destinato al sostegno dei nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, individuati secondo specifici requisiti di compatibilità e incompatibilità. Il Rem sarà erogato dall’Inps in due quote ciascuna pari all’ammontare di 400 euro. Le domande per il Rem devono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020.

500 euro ai lavoratori domestici – Si riconosce un’indennità, pari a 500 euro mensili, per i mesi di aprile e maggio 2020, in favore dei lavoratori domestici che al 23 febbraio 2020 avevano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, a condizione che non siano conviventi col datore di lavoro. L’indennità non è cumulabile con altre riconosciute per Covid-19 e non spetta ai percettori del reddito di emergenza o ai percettori del reddito di cittadinanza a determinate condizioni, ai titolari di pensione, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità e ai titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico.

I congedi – C’è l’innalzamento a 30 giorni dei congedi di cui possono fruire i genitori lavoratori dipendenti del settore privato per i figli di età non superiore ai 12 anni (per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione) e l’estensione del relativo arco temporale di fruizione sino al 31 luglio 2020. Tali periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Chi ha il reddito e cassintegrati nei campi – Al fine di promuovere il lavoro agricolo, si stabilisce la possibilità per i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di Naspi e Dis-Coll nonché di reddito di cittadinanza, di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020.

L’emersione del lavoro nero – Al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro possono presentare istanza, per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri. Per le medesime finalità, i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di 6 mesi dalla presentazione dell’istanza. Se, nel termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino straniero esibisce un contratto di lavoro subordinato o la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell’attività lavorativa nei settori dell’agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse, assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza, lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, il permesso viene convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Sono previste specifiche disposizioni sulla permanenza dei procedimenti penali nei confronti dei datori di lavoro per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, per il reato di riduzione in schiavitù o per caporalato.

La cassa integrazione – Il dl Rilancio ha previsto anche l’innalzamento a 18 settimane della durata massima del trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in cassa integrazione straordinaria, nonché del trattamento di integrazione salariale in deroga. Lo stanziamento di risorse a copertura della eventuale necessità di un ulteriore finanziamento delle misure di integrazione salariale, prevedendo anche la possibilità di estendere il periodo massimo di durata dei trattamenti per un massimo di quattro settimane fruibili dal 1° settembre al 31 ottobre 2020.

La semplificazione della cassa – Vengono previste anche misure di semplificazione in materia di ammortizzatori sociali, consentendo ai datori di lavoro che non anticipano i relativi trattamenti, di richiedere il pagamento diretto della prestazione da parte dell’Inps.

Niente licenziamenti per altri 5 mesi – Si estende a cinque mesi il termine previsto dal decreto-legge ”cura Italia” entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e sono sospese le procedure in corso.

Bonus baby-sitter – Deciso anche l’aumento del limite massimo complessivo per l’acquisto di servizi di baby sitting (da 600 euro a 1.200 euro) e la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per l’iscrizione ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. Per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico e per il settore sanitario pubblico e privato il limite massimo è aumentato a 2.000 euro.

Lo smartworking – Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali. Per i datori di lavoro pubblici, la modalità di lavoro agile può essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato.

La legge 104, più permessi – Nei mesi di maggio e giugno 2020 sono aumentati di 12 giornate i permessi retribuiti usufruibili per chi dispone della legge 104 per l’assistenza di un familiare.

 

 
Fondo salva Stati, “ecco i punti che l’Italia deve negoziare perché il prestito Mes sia conveniente Stampa E-mail
Scritto da tratto da Ilfattoquotidiano.it   

Ottenere che i soldi vengano versati nelle casse dello Stato in un’unica tranche, che le commissioni applicate dal Mes siano azzerate o quasi e che i tempi di rimborso siano allungati. Sono questi, secondo l’economista Francesco Saraceno, vicedirettore dell’Osservatorio sulla congiuntura di Sciences Po a Parigi, i punti cruciali su cui l’Italia dovrebbe negoziare per avere la certezza di poter incassare 35-36 miliardi a condizioni favorevoli e senza rischiare, un domani, di vedersi imporre le temute misure di austerità “alla greca”. Visto che il diavolo sta nei dettagli, e di dettagli nei trattati e regolamenti europei ce ne sono tanti, tutto ruota intorno a queste tecnicalità che saranno discusse in sede di Consiglio europeo e poi nel board del fondo salva Stati. Se alla fine delle trattative questi aspetti non saranno chiariti, il suggerimento è di non imbarcarsi in ulteriori contrattazioni su un Memorandum.

Il premier Giuseppe Conte ha lanciato un appello a non “logorarsi” in questa fase nel dibattito sulla convenienza o meno di attivare una linea di credito del Mes, perché “solo alla fine valuteremo se è conforme all’interesse nazionale”. E, come per chi chiede un mutuo, dipenderà “dalle condizioni generali e dalle clausole inserite nel concreto contratto di finanziamento”. All’ultima riunione dell’Eurogruppo è stato fatto un passo avanti perché la proposta finale è di imporre come unica condizione l’uso dei soldi per le spese sanitarie e di prevenzione. Sia “dirette” sia “indirette”, cosa che apre la strada alla possibilità di finanziare con quelle risorse anche una parte delle misure per le aziende penalizzate dal lockdown. Ma non è detto che sia sufficiente: c’è chi teme, alla luce di quel che è successo alla Grecia nel 2015, che in un secondo tempo – passata l’emergenza – il creditore possa cambiare le carte in tavola. Anche se le “linee di credito rafforzate” proposte in questo caso non sono mai state utilizzate, per cui non ci sono precedenti concreti a cui guardare.

“In effetti non ci si può fidare della condizionalità soft tranne che in un caso”, spiega Saraceno, che è anche membro del comitato scientifico della Luiss School of European Political Economy. Il nodo è “l’articolo 7 comma 5 del Regolamento 427/2013, parte del Two pack”. In base a quella norma il programma sottoscritto da uno Stato che abbia chiesto assistenza finanziaria può essere “modificato” dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata se, per esempio, i dati macroeconomici si rivelano peggiori rispetto alle previsioni. La trappola però può essere disinnescata: “Il cambiamento delle condizioni può avvenire solo se il rapporto contrattuale è ripetuto, cioè se si va a chiedere una seconda tranche di prestiti. E’ quello che è successo alla Grecia. Ma se invece la somma viene erogata tutta in una volta, e con l’unica condizionalità di pagare spese sanitarie, alla scadenza il debitore rimborsa il prestito e a quel punto nessuno può chiedergli interventi aggiuntivi“. L’Eurogruppo non si è mai espresso sul numero tranche, ma questo aspetto sarà evidentemente decisivo per le scelte future del governo italiano.

Gli altri “dettagli” che faranno la differenza, continua Saraceno, sono il tasso di interesse e la maturità – cioè la durata – del programma di assistenza precauzionale. Il Mes emette titoli decennali a tassi dello 0% circa, mentre i Btp italiani in questi giorni pagano tra l’1,5 e l’1,8%. Quindi avere 35 miliardi dal Mes invece che chiederli sul mercato sarebbe conveniente, “ma il risparmio su quella cifra è piccolo, diciamo 700 milioni nella migliore delle ipotesi, e bisogna capire se sarà eroso da commissioni”. La prima proposta arrivata sul tavolo dell’Eurogruppo prevedeva che la commissione standard di 85 punti base venisse ridotta “per riflettere l’obiettivo dello strumento nelle attuali circostanze”. “Se fosse di 85 punti base porterebbe via più della metà del risparmio atteso, pari a 150-16o punti base…”, commenta Saraceno. Quanto ai tempi del rientro, “le condizioni standard sono di un anno più uno e non c’è ancora nulla nero su bianco che ci dica che saranno allungati: anche questo è da decidere”. Posto che sarebbe in ogni caso debito aggiuntivo, un prestito a breve non ci converrebbe mentre uno a lunga scadenza ci farebbe risparmiare qualcosa.

“Per ora è impossibile dire se accendere questo “mutuo” ci converrebbe”, conclude Saraceno. “E non è detto che sarà possibile capirlo dopo il Consiglio europeo del 23 aprile, che prenderà una decisione politica ma lascerà delle zone grigie“. A quel punto che cosa converrebbe fare? Secondo l’economista dipende da come si muoverà il board dei governatori del Mes, che è formato dai ministri delle Finanze dell’Eurozona tra cui Roberto Gualtieri. “Se il board scioglierà tutte le ambiguità e deciderà di delineare chiaramente le regole generali della nuova “linea di prestito Covid-19“, dicendo che non ci saranno condizionalità se non l’uso per spese sanitarie dirette e indirette, che l’erogazione sarà in una sola tranche e che le commissioni saranno ridotte al minimo, dovremmo prendere i soldi. Dovendo suggerire una linea negoziale, direi di spingere perché l’esito sia questo”. E se invece le decisioni di dettaglio fossero rinviate ai memorandum da negoziare e firmare con ogni Paese richiedente? “Visto il costo politico, credo che in quel caso sarebbe meglio non imbarcarsi in un negoziato dall’esito incerto e dai guadagni limitati. La battaglia più importante, comunque, è quella sul Recovery fund, le sue fonti di finanziamento e la sua collocazione dentro o fuori il bilancio europeo”.

 
Borse su, spread giù: per il premier Conte “un buon segnale,davvero” Stampa E-mail
Scritto da tratto da affaritaliani.it   

Giuseppe Conte compulsa i mercati e gioisce per l’apertura col botto di piazza Affari, la migliore in Europa, e per la discesa dello spread. Presidente, un segnale di fiducia verso l’azione di governo? “Sì, un buon segnale davvero”, commenta con pacata soddisfazione.

La manovra dei 400 miliardi e della golden share a protezione e difesa  delle aziende del Made in Italy, unita al trend decrescente del flagello coronavirus, hanno consentito al governo di chiudere la fase più drammatica e di porre le basi della fase 2 avviando così un newsflow positivo che si spera crescente.

Non è stato facile congegnare la manovra, tra complessità tecnico burocratiche  e divisioni politiche e di potere.

Ma Conte, da indipendente, libero da vincoli di partito e fedele al metodo della democrazia deliberante in cui vince chi ha il miglior argomento, trova nella mediazione la prassi più vicina al suo carattere e al suo background giuridico.

Ed ecco allora dalla risposta positiva dei mercati un dato certo su cui costruire le prossime mosse. A partire dalla battaglia in Europa a favore degli eurobond e contro il Mes, “strumento superato e antistorico”, dove Conte intende puntare molte fiches.

In una settimana decisiva, al termine della quale ci sarà la Pasqua, che, per un cristiano come lui, mai come questa volta “significa Resurrezione“.

 
Coronavirus, la Commissione Ue attiva la clausola che stoppa il patto di Stabilità Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Repubblica.it   

MILANO - Dopo il bazooka della Bce, e la messa a disposizione dei fondi europei, la Commissione Ue ha attivato oggi la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, che consentirà ai Governi di "pompare nel sistema denaro finché serve": lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un videomessaggio rilanciato su Twitter. Ecco un altro, estremo, tentativo di rispondere all'emergenza sanitaria, ed economica, del coronavirus.

"Questi non sono tempi normali e non possiamo comportarci come se niente stesse succedendo. Il coronavirus sta causando dolore in tutta europa e il conto per le nostre economie sarà estremamente salato. Abbiamo già detto chiaramente che i paesi possono spendere quello che serve per affrontare questa emergenza. Ora stiamo compiendo un ulteriore passo, senza precedent", ha detto Paolo Gentiloni, commissario Ue all'Economia. "L'attivazione della cosiddetta 'escape clause' del patto di stabilità apre la strada a una risposta forte e coordinata all'immensa sfida economica che dobbiamo affrontare tutti insieme. Sono fiducioso che il consiglio darà il suo rapido accordo".
Apre la strada, ma molti governi non dovrebbe esser l'ultimo passo. La decisione di far scattare la cosiddetta General Escape Clause era attesa, ma come ha spiegato il premier italiano, Giuseppe Conte, in una intervista al Financial Times i governi chiedono di più.


Posto che la Banca centrale europea ha aperto un ombrello finalmente di proporzioni adeguate, come dicono i rialzi di Borsa di queste ultime sedute e il raffreddamento dello spread, molti capi di governo sanno che "la poleitica monetaria non basta, bisogna aprire le linee di credito del Mes (il Fondo salva-Stati, ndr) a tutti gli Stati membri per aiutarli a combattere le conseguenze del Covid-19 a codizione di una piena tracciabilità del mondo in cui le risorse sono spese", per dirla con le parole di Conte al quotidiano della City.Perchè il Mes sia efficace, bisognerebbe ovviamente saltare quelle clausole che legano il suo intervento alla messa sotto tutela da parte della Troika degli Stati che vi fanno ricorso.

In tandem con Macron, Conte è tra i primi a spingere anche per un'altra soluzione che avrebbe portata storica, quella dei Coronabond. Titoli emessi proprio dal Mes, con la garanzia dell'intero blocco eurpeo alle spalle, per finanziarsi a buon prezzo sul mercato e destinare fondi a superare l'emergenza.


"Il Coronavirus ha un impatto drammatico sull'economia, molti settori sono colpiti. Il lockdown è necessario ma rallenta severamente l'attività economica - ha detto von der Leyen, in attesa che i leader discutano dei passi ulteriori - La scorsa settimana ho detto che faremo tutto il possibile per sostenere l'economia e i cittadini, e oggi rispettiamo quanto detto. Gli aiuti di Stato sono i più flessibili di sempre e i vostri Governi possono dare i soldi che servono a ristoranti, negozi, imprese piccole e medie", ha detto ancora la presidente ricordando che l'attivazione della clausola è uan cosa "mai fatta prima".

Derogare al Patto di Stabilità significa sospendere l'insieme di regole che governano le politiche di bilancio degli Stati membri, che risalgono al '97 e sono state via via ampliate. I cardini fondanti, quelli che risalgono al famoso trattato di Maastricht, erano un limite di deficit/Pil al 3% e un debito sotto il 60% della ricchezza nazionale. Nel tempo il Patto si è evoluto in Fiscal Compact e prevede oggi un braccio preventivo (che fissa obiettivi ad hoc per ciascun Paese), uno correttivo (che avvia le procedure in caso di deviazione rispetto agli standard fissati) Per un Paese dall'alto debito come l'Italia, il via libera a spendere è quantomai necessario ma non certo sufficiente per affrontare la crisi e soprattutto provare a immaginare una ripartenza.



 
Approvato il decreto da 25 miliardi. Tre e mezzo per la sanità e dieci per il lavoro Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Repubblica.it   

MILANO - Dopo una riunione di poco più di due ore, e nel mezzo di una ennesima giornata di crisi per i mercati finanziari, il Consiglio dei minsitri ha approvato il decreto "Cura Italia" che contiene le misure economiche per rispondere all'emergenza sanitaria del coronavirus. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha parlato in conferenza dopo il Cdm esprimendo innazitutto vicinanza agli italiani "che stanno facendo enormi sacrifici per il bene comune".

"Le misure di sostegno e spinta sono concreta dimostrazione della presenza dello Stato" nell'emergenza coronavirus, ha rivendicato Conte: "Possiamo parlare di 'modello italiano' non solo sanitario, ma anche come strategia economica di risposta alla crisi. Mettiamo in campo 25 miliardi di denaro fresco e attiviamo flussi per 350 miliardi: è una manovra economica poderosa", ha detto il presidente del Consiglio. Come già spiegato dal sottosegretario all'Economia Misiani, Conte ha anticipato che in futuro ci saranno nuove misure ("un piano di ingenti investimenti, semplificazione, riduzione delle tasse") per rilanciare il Paese: arriverà un decreto ad aprile, che - nell'auspicio del governo - dovrebbe contare anche sulle risorse che l'Europa si prepara a stanziare.

A prendere la parola, alternandosi al microfono con Conte per il "rispetto delle distanze", è stato quindi il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che ha chiarito come il governo abbia usato subito tutte le risorse aggiuntive messe a disposizione per contrastare il COVID-19.


Sanità, cassa integrazione, mutui e liquidità: gli assi di intervento

Stando alle indicazioni date in conferenza stampa dai ministri, sembrano confermati i principali provvedimenti che si prospettavano alla vigilia. Gualtieri ha indicato cinque assi di intervento e ha messo al primo posto il "finanziamento aggiuntivo molto significativo per il Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile, che vale quasi 3,5 miliardi".

Il secondo capitolo, "che vale più di 10 miliardi", riguarda il sostegno all'occupazione, la difesa del lavoro e del reddito "affiché nessuno perda il posto di lavoro a causa del coronavirus". La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha dettagliato che sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a coprire anche le "con un solo dipendente".

Gualtieri ha confermato la copertura "di tutti i lavoratori autonomi, stagionali e di altre forme con un assegno di 600 euro per il mese di marzo". Per gli autonomi e i liberi professionisti, ha aggiunto Catalfo, "questo primo decreto stanzia circa 3 miliardi a tutela del periodo di inattività". E' anche prevista la sospensione dei contributi previdenziali, per queste categorie. 

Sempre nel capitolo del lavoro è prevista l'estensione del congedo parentale a 15 giorni e un voucher baby-sitter da 600 euro (1,6 miliardi stanziati con un bonus ulteriore "speciale" per il personale sanitario) per chi ha bisogno di curare i figli. Per quel che riguarda i permessi della legge 104, per il periodo marzo-aprile saranno estesi a 12 giorni (500 milioni stanziati). Confermato rispetto alle attese l'ulteriore intervento sui licenziamenti, che verranno congelati: misura che riguarda le procedure dal 23 febbraio in avanti, da quando cioè è scoppiata l'emergenza sanitaria. Per i lavoratori in quarantena, si conferma il computo del periodo di astensione dal lavoro come malattia.

Il terzo capitolo citato da Gualtieri riguarda il sistema del credito e l'agevolazione dell'erogazione di liquidità: arriva l'attesa sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche (capitolo da 5 miliardi, secondo le anticipazioni). Il titolare delle Finanze ha indicato l'intervento statale "sia con il potenziamento del Fondo di garanzia, sia con il meccanismo del Fondo Gasparrini per la sospensione delle rate dei mutui dei lavoratori autonomi, o di chi ha perso il lavoro, sia con una garanzia pubblica che può consentire al sistema bancario di sospendere le rate dei prestiti o di estendere i finanziamenti".

In campo fiscale, si conferma il rinvio degli obblighi fiscali e la sospensione dei versamenti di tributi e contributi: il ministro dell'Economia ha parlato di un differimento al 31 maggio "per le imprese che fatturano fino a 2 milioni" e anche oltre questo limite per le categorie colpite direttamente dalla crisi (turismo, trasporti, ristorazione, cinema e teatri, sport, istruzione, fiere ed eventi). 

Infine, nel quinto capitolo Gualtieri anticipa misure per le categorie colpite direttamente dalla crisi: tra i settori economici citati, il trasporto merci.


Anche Alitalia nel testo. In arrivo un secondo decreto ad aprile "con fondi Ue"

Dalle agevolazioni sui mutui alla cassa integrazione in deroga, erano molti gli interventi che erano già stati anticipati nei giorni di attesa del Consiglio dei Ministri. Non sono mancate, nelle ultime ore, tensioni sul provvedimento con le diverse anime della maggioranza che hanno cercato di alimentare le risorse a favore di autonomi o partite Iva. Anche il nuovo salvataggio di Alitalia (valore: 600 milioni), incluso nel testo come confermato da Catalfo in conferenza stampa, sarebbe stato oggetto - secondo le ricostruzioni filtrate alle agenzie - di forte scontro. Provvedimento che per altro genera la critica dell'Associazione del trasporto pubblico locale che, per voce del presidente Andrea Gibelli, chiede misure ad hoc altrettanto efficaci.

Il decreto dà concretezza allo stanziamento di 25 miliardi che il governo aveva deciso nei giorni scorsi, ottenendo dal Parlamento il via libera ad ampliare il deficit previsto per il 2020. Inizialmente si ipotizzava di utilizzare in due riprese quelle risorse, poi - come ha spiegato Gualtieri - il governo ha optato per mettere sul piatto tutto e subito, con l'estendersi della crisi e dei suoi contraccolpi economici, dei quali è ancora impossibile avere un quadro completo. Dal resoconto dopo il Cdm, è emersa altresì la volontà di scrivere un secondo provvedimento, ad aprile, con nuove misure: "Contiamo con il lavoro europeo e con la riprogrammazione di fondi Ue di sostenere il decret- aprile cui stiamo già lavorando - l'annuncio di Gualtieri - Siamo fiduciosi di poter rafforzare ulteriormente gli interventi di sostegno all'economia e al lavoro straordinario che tutti gli italiani stanno svolgendo in questo momento".

 

 
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