Attualità
Assalto al cantiere Tap: 52 persone portate in Questura Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Teleramanews.it   

MELENDUGNO – 52 persone – secondo fonti di Polizia – sono state portate in Questura, a Lecce, dopo che nel pomeriggio un’ottantina di attivisti No Tap, con fumogeni e pietre, ha raggiunto la zona interdetta, a Melendugno, dove sono in corso i lavori per la costruzione del terminale del gasdotto Tap che collegherà il Mar Caspio alla Puglia. Alcuni attivisti sono stati accerchiati e respinti dai poliziotti. Durante l’azione, un sostituto commissario ha riportato fratture ed è stato condotto in ospedale, a Lecce, in ambulanza. I manifestanti portati in questura saranno identificati e nei loro confronti saranno valutati eventuali profili di responsabilità nell’assalto al cantiere. Le indagini sono supportate anche da riprese video eseguite da un elicottero che sorvolava la zona, in località San Basilio, interdetta e presidiata 24 ore su 24 dalle Forze di polizia su disposizione della Prefettura di Lecce.

 
Como. Canti partigiani e bandiere contro l'intolleranza Stampa E-mail
Scritto da Tratto da repubblica.it   

Sul palco di Como, non comizi di politici, ma giovani e volontari che leggono i testi dell'antifascismo, di Calamandrei, Pertini, brani di Fenoglio, una lettera dal carcere di Berlinguer. Cominicano loro, gli attivisti di Como senza Frontiere, chiedendo un minuto di silenzio "contro gli accordi con governi criminali e contro chi lascia morire migliaia di persone in mare". Risuonano note di pace, chitarre e voce per Imagine.
Alla mobilitazione sul lungolago che porta il nome di 'E questo è il fiore', verso della canzone partigiana Bella Ciao che i manifestanti cominciano a cantare già prima dell'inizio della manifestazione, partecipano le diverse anime della sinistra. Lanciata dal Pd, aderiscono Mdp, Campo progressista, Liberi e uguali. Ci sono anche singoli esponenti di altri partiti, i vertici Anpi, Anci, Arci, associazioni, sindacati. "Mi pare sia evidente che siamo di fronte a degli episodi di squadrismo fascista e come tali vanno trattati - dice il segretario della Cgil Susanna Camusso - non sono applicate le leggi, la Costituzione che vieta il ritorno del partito fascista. Li si è lasciati crescere e presentare alle elezioni, si è continuato a dire sono ragazzate mentre siamo di fronte a un fenomeno di intimidazione diffuso". A Como anche il segretario del Pd Matteo Renzi - "è una bellissima giornata" - arrivato insieme al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.
Il M5s invece non partecipa all'iniziativa, ritenuta - ha detto chiaro il leader grillino Luigi Di Maio - "una strumentalizzazione del Pd". Gli risponde Piero Fassino: "Non si strumentalizza nulla, qui c'è chi vuole vivere in un paese libero e democratico". Ci sono anche i ministri Maurizio Martina ("partecipano le persone che non si voltano dall'altra parte davanti a xenofobia e razzismo"), Roberta Pinotti, che invita a "non sottovalutare", Valeria Fedeli. La presidente della Camera, Laura Boldrini, dice chiaro: "E' un devere essere qui". Con un'intervista a Repubblica, lancia anche un appello: "Tutte le forze politiche democratiche dovrebbero fare fronte comune contro chi si richiama a quel regime che fu di sopraffazione, di annientamento dei diversi, di discriminazione. Bisogna ripartire dalla nostra storia: la liberazione dal nazifascismo non fu un evento 'di parte', ma un atto corale dell'Italia che si ribellava al regime per riprendersi la libertà".
Diecimila da una parte, una settantina dall'altra. All'hotel Palace, dove Fiore torna ad attaccare "il Pd e il gruppo di Repubblica e
l'Espresso che sono la parte strutturale del clima di odio nei nostri confronti fatto di continue provocazioni". "Quello di Veneto Fronte Skinhead a Como - ha spiegato nel chiuso dell'albergo - è stato un atto pacifico, una manifestazione contro il business dell'immigrazione". Ma se al vostro convegno si presentasse qualcuno non invitato per leggere un suo documento? "Lo allontanerei con gentilezza", risponde.

 
Nove i progetti selezionati per TapStart: in arrivo 400mila euro. Le Associazioni finanziate Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Lecceprima.it   

LECCE - Sono nove i progetti premiati dal bando Tap Start con una somma complessiva di 400mila euro per lo sviluppo di attività nell'ambito turistico, sociale, sportivo e ambientale. Le proposte, di cui tre avanzate da realtà associative con sede a Melendugno e che erano state già finanziate nella prima edizione, sono state selezionate dopo che la commissione ha esaminato una trentina di progetti.

"Faccio i miei auguri di buon lavoro ai vincitori e do appuntamento alla prossima edizione di TapStart che anche nel 2018 consentirà di sostenere attività meritorie per la crescita del territorio nel quale stiamo costruendo una così importante infrastruttura", ha commentato Michele Elia, country manager Italia di Tap con riferimento  al gasdotto che prevede l'approdo a San Foca e che registra però una forte resistenza, a partire da quella dell'amministrazione comunale di Melendugno e di buona parte della popolazione locale.
Di seguito i progetti vincitori

Proteggiamo l’ambiente 2 (Centro CB ERUCE - O.E.R, 50 000 euro): sensibilizzazione, e formazione qualificata e rafforzamento della dotazione della protezione civile melendugnese in risposta al rischio incendio e per il soccorso (l’associazione era stata già premiata nella prima edizione del bando);

STRACULTour (Associazione culturale UniRoca, 50 000 euro): miglioramento della fruibilità di beni culturali locali meno noti per sostenere la destagionalizzazione dell’offerta turistica (l’associazione era già stata premiata nella prima edizione del bando);

Che scena che nasce (GNAM Gruppo Nuovoteatro Amatoriale Melendugnese, 50 000 euro): rafforzare l’offerta teatrale tramite il coinvolgimento della popolazione locale in età adulta e giovanile (l’associazione era già stata premiata nella prima edizione del bando);

Conoscere per agire (Associazione Heidi, 50 000): attività di informazione e servizio alla popolazione locale per ridurre i consumi energetici e gli sprechi;

Il tempo è scaduto – Breast unit a Lecce (Associazione Angela Serra, 37 000 euro): attivazione di una “Breast Unit” dedicata alla promozione della salute della popolazione femminile;

Il treno dei due mari (Rotaie di Puglia, 50 000 euro) sviluppo di nuovi itinerari turistici a “mobilità dolce”, con l’uso di biciclette, treni locali e cavalli;

Architettura vernacolare e spazio pubblico in Salento (Turismo, Capo d’Arte, 50 000 euro): mappatura del patrimonio architettonico postbellico nel Salento e promozione della sua cono-scenza e fruibilità;

Sport è vita (Cooperativa sociale Zoe, 31 500 euro): riqualificazione di strutture sportive e acquisto di un pulmino per promuovere attività rivolte alla popolazione giovanile (compresi i giovani immigrati);

Nove i progetti selezionati per TapStart: in arrivo 400mila euro
Rugby, uno sport che unisce (Trepuzzi Rugby, 31 500 euro): promozione di pratiche di inclusione sociale attraverso lo sport del rugby presso ragazzi a rischio di abbandono scolastico.

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L'Indipendent, descrive in un articolo la situazione a San Basilio - San Foca Stampa E-mail
Scritto da redazione   

Un articolo del quotidiano britannico descrive la situazione intorno al cantiere Tap a San Basilio.
“L'Italia usa una legge dell'era Mussolini per mettere in atto un blocco militare intorno al cantiere del gasdotto”.
Con questo titolo il quotidiano on-line britannico The Independent descrive il piccolo reportage realizzato dall'inviato a Melendugno, dove dal 12 novembre scorso vige un'ordinanza della Prefettura che istituisce una “zona rossa” di sicurezza intorno al cantiere Tap. La legge di epoca fascista a cui fa riferimento il giornale inglese è il Tulps, Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931 e ancora oggi vigente, alla base dell'ordinanza prefettizia.
“Un'intera città è bloccata e le autorità fanno pressioni per portare avanti un progetto, quello del gasdotto, contro il volere delle comunità locali. I residenti sono sconcertati”.

 
Tap, mafia e soldi sporchi dietro il gasdotto Stampa E-mail
Scritto da Paolo Biondani e Leo Sisti - Editoriale L'Espresso   

 

All'origine del super-gasdotto che minaccia di perforare le coste del Salento c’è una storia nera. Un intreccio di manager in affari con la mafia, valigie di contanti, oligarchi russi, affaristi italiani legati alla politica, casseforti anonime con la targa offshore. Gli scheletri nell'armadio del Tap.
Un'inchiesta de "l'Espresso" – in edicola da domenica – svela i retroscena del maxi-progetto partendo dagli interrogativi alla base delle proteste esplose in Puglia contro lo sradicamento dei primi 231 olivi: chi ha scelto l’attuale tracciato? Perché è un consorzio privato svizzero a gestire un'opera dichiarata strategica dalle autorità europee? E' davvero necessario far passare miliardi di metri cubi di gas tra spiagge meravigliose e oliveti secolari, anziché in zone già industrializzate?
Il Tap è la parte finale di un gasdotto di quasi quattromila chilometri che parte dall'Azerbaijan. Il costo preventivato è di 45 miliardi. In Salento, a Melendugno, sono iniziati gli scavi del tunnel in cemento autorizzato dal ministero dell’Ambiente per passare sotto la spiaggia. Da lì sono previsti altri 63 chilometri di condotte fino a Mesagne. Il consorzio Tap Ag prevede di dover trapiantare, in totale, circa diecimila olivi.
L'Espresso ha potuto esaminare documenti riservati della Commissione europea, che svelano il ruolo cruciale di una società-madre, finora ignota: l’azienda che ha ideato il Tap. Si chiama Egl Produzione Italia, ma è controllata dal gruppo svizzero Axpo. Le carte, richieste dall’organizzazione Re:Common, dimostrano che Egl ha ottenuto, nel 2004 e 2005, due finanziamenti europei a fondo perduto, per oltre tre milioni, utilizzati proprio per i progetti preliminari e gli studi di fattibilità del Tap. Gli ultimi fondi pubblici sono arrivati nel 2009. I ricercatori avevano chiesto altri atti, ma la Commissione li ha negati «per rispettare segreti industriali, sicurezza e privacy» delle multinazionali interessate.
In copertina, il gioco degli scacchi che oppone i 'democratori' Putin ed Erdogan, spalleggiati da Trump, in campo contro l'Europa: un dossier di grandi firme per capire che speranze e opzioni ha il nostro continente per resistere a chi vuole indebolirlo. Tra gli altri servizi, l'inchiesta di Paolo Biondani e Leo Sisti sul "mafiodotto": nel contestato maxi-progetto per portare il gas dall'Azerbaijan in Puglia spuntano manager in affari con le cosche, oligarchi russi e casseforti di offshore #domenicaEspresso
In questa Egl, la società-madre del Tap, anche l’amministratore delegato è un cittadino svizzero: Raffaele Tognacca, un manager che in Italia ha lavorato anche con il gruppo Erg. Tornato in Svizzera, ha lanciato la finanziaria Viva Transfer. Che un'indagine antimafia ha additato come una lavanderia di soldi sporchi. Intervistato dalla tv svizzera italiana, il pm Michele Prestipino descrisse la vicenda come «un caso esemplare di riciclaggio internazionale di denaro mafioso».
Tutto inizia nel 2014, quando la Guardia di Finanza scopre un presunto clan di narcotrafficanti collegati alla ’ndrangheta. Il gruppo, capeggiato dal calabrese Cosimo Tassone, è accusato di aver importato oltre mezza tonnellata di cocaina. E viene intercettato mentre deve versare un milione e mezzo di euro ai narcos sudamericani. I calabresi reclutano un promotore toscano e i suoi due figli, che accettano di «portare quei soldi in contanti, dentro due trolley, a Lugano, nella sede della Viva Transfer», come confermano le confessioni degli stessi corrieri poi arrestati. A ricevere i pacchi di banconote è «Raffaele Tognacca in persona». Proprio il manager che ha tenuto a battesimo il Tap.
Tra sudamericani e calabresi scoppia anche una lite: i narcos hanno ricevuto mezzo milione in meno. Tassone sospetta dei corrieri toscani: «Gli spacco la testa!». Un figlio del promotore viene sequestrato in Brasile. Finché il clan si convince che è Tognacca ad aver incamerato una parcella di oltre 400 mila euro («il 35 per cento!»). Quindi scattano gli arresti. Al processo, in corso a Roma, i pm hanno formulato una specifica accusa di riciclaggio. E hanno chiesto ai magistrati svizzeri di indagare sulla parte estera. Tognacca si è difeso pubblicamente dichiarando di «non essere stato oggetto di nessuna misura penale». Per i pm italiani il reato resta assodato. Ma i giudici elvetici potrebbero aver archiviato per «mancata prova del dolo»: Tognacca poteva non sapere che erano soldi di mafia. Magari mister Tap pensava di aiutare onesti evasori.
Dopo aver ottenuto i fondi europei, la Egl è stata cancellata e assorbita da Axpo. Questo spiega perchè oggi il gruppo svizzero è azionista della Tap Ag con l'inglese Bp, l’italiana Snam, la belga Fluxys, la spagnola Enagas e l’azera Az-tap.
L'articolo integrale de l'Espresso racconta molti altri retroscena. Come un accordo segreto per favorire un oligarca russo rappresentato da amici di politici italiani. E le tesorerie offshore, documentate dai Panama papers, dei manager di Stato in Azerbaijan e Turchia.    


 
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