Libri
A Venosa la seconda edizione del festival del libro Borgo d’Autore Stampa E-mail
Scritto da Francesco Mastrorizzi   

 

Torna a Venosa (Potenza) dal 1° al 4 giugno 2017 il festival Borgo d’Autore, rassegna dedicata ai libri e alla lettura che coinvolge le piazze e le vie del centro storico, promossa dall’associazione culturale “Il Circo dell’Arte”. La seconda edizione della manifestazione si preannuncia ricca di contenuti, con un programma di oltre sessanta eventi e numerosi ospiti, tra cui nomi importanti del mondo della cultura.

Più di trenta saranno le presentazioni di libri che andranno a comporre il cartellone del festival, arricchite dalla presenza degli autori, che dialogheranno con i giornalisti chiamati a intervistarli e interagiranno con il pubblico. Ad esse si alterneranno appuntamenti dedicati ai ragazzi e alle famiglie, realizzati in collaborazione con associazioni e scuole cittadine, ma anche incontri, dibattiti, letture, attività ludiche, piccoli spettacoli, momenti di intrattenimento. Previsti anche laboratori gratuiti aperti a ragazzi e adulti: dai laboratori di teatro d’ombre e di scrittura creativa per gli alunni delle scuole a quello di teatro comico per allievi di ogni età. Punti nevralgici del festival saranno l’area di Piazza Umberto I e il piazzale antistante la Chiesa di San Filippo Neri, Largo San Filippo Neri e Piazza Orazio, ma molti altri saranno i luoghi del borgo antico coinvolti.

Borgo d’Autore nasce dalla volontà di portare il mondo del libro fuori dai contesti tradizionali, per recuperare l’idea della piazza come “agorà”, luogo di incontro, di parole e di festa. Al contempo la manifestazione si prefigge di valorizzare e promuovere il patrimonio culturale e artistico, le emergenze monumentali e l’identità di una città dalla storia millenaria e dalle infinite bellezze. Il borgo antico di Venosa racchiude al suo interno svariati elementi di interesse storico, artistico, architettonico, culturale e si presta dunque come ideale scenario per iniziative di promozione della lettura ed eventi culturali legati al libro. La sua dimensione raccolta, oltre a consentire al pubblico di spostarsi facilmente a piedi da un appuntamento all’altro, permette di avvicinare autori e lettori, annullando le distanze solitamente esistenti e recuperando il piacere del dialogo, dello scambio, della conversazione.

Quest’anno il festival presenterà alcune novità significative rispetto alla prima edizione. Venerdì 2 giugno in Piazza Orazio sarà inaugurata la fiera del libro, che vedrà la presenza tra gli espositori di dieci case editrici provenienti da tutta Italia, che proporranno i libri del proprio catalogo, creando un momento di incontro e di condivisione tra realtà editoriali diverse, ma accomunate dall’intenzione di fare cultura e di far conoscere al pubblico autori e testi di qualità. Domenica 4 giugno, invece, in due distinti momenti della giornata il festival si sposterà all’interno del Parco Archeologico, per valorizzare un luogo unico e di straordinario fascino attraverso la presentazione di alcuni libri, momenti musicali e un laboratorio di scavo simulato rivolto ai bambini.

Il festival si aprirà giovedì 1 giugno con un convegno dal titolo “Gli studenti digitali e le trappole della rete”, previsto in mattinata presso l’IISS “Q. Orazio Flacco”. Tra gli appuntamenti del pomeriggio spicca, invece, la presenza dell’attore Marco Marzocca, noto al grande pubblico per i numerosi ruoli televisivi e teatrali, specialmente comici, che di recente ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Il frammento” (Historica).

Tra gli ospiti di venerdì 2 giugno ci sarà Leonardo Palmisano, sociologo pugliese autore di numerosi libri d’inchiesta, che presenterà “Mafia caporale” (Fandango Libri), incentrato sul legame esistente tra caporalato, impresa e organizzazioni mafiose. Seguirà l’incontro con Marco Revelli, autorevole professore di scienza della politica, che parlerà del suo libro “Populismo 2.0” (Einaudi), in cui analizza un fenomeno sempre esistito, che riemerge ogni volta sussista un deficit di democrazia. Chiuderà il programma del 2 giugno la presentazione del libro “Il capolavoro” (Mondadori), ultima fatica letteraria di Cinzia Tani, giornalista, conduttrice televisiva e autrice di decine di romanzi di successo.

Sabato 3 giugno Giusy La Piana, giornalista esperta del fenomeno mafioso, con il libro “Fare del male non mi piace” (Castelvecchi) ricostruirà la carriera criminale e i mille volti del boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano. Ospite d’onore della serata sarà Michele Mirabella, uno dei più noti volti Rai, ma anche autorevole esperto della comunicazione e delle sue dinamiche, protagonista di un incontro con l’autore sul tema “Mito, storia e comunicazione”, per un lungo viaggio nel tempo in cui gli strumenti del comunicare vecchio e nuovo si intrecceranno in analogie sorprendenti, svelando anche l’illuminante attualità della cultura classica. In piazza Orazio poi alle 17,00 per la rubrica la voce agli editori alle 17,00 è previsto l’incontro con l’editore Stefano Donno de iQdB Edizioni (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno) introdotto dal giornalista Piero Russo che dialogheranno sul libro di Nunzio Festa “Lucania senza santi” e sarà presentato in anteprima il nuovo lavoro di Nunzio Festa per I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno dal titolo “Matera ai margini. Matera Capitale Europea della cultura 2019” (le schede dei due volumi a fine comunicato stampa)*

Domenica 4 giugno arriverà a Venosa Ilaria Macchia, sceneggiatrice del recente film “Non è un paese per giovani” diretto da Giovanni Veronesi, al suo esordio letterario con “Ho visto un uomo a pezzi” (Mondadori). Dopo di lei sarà la volta di Chiara Marchelli, il cui romanzo “Le notti blu” (Giulio Perrone) è una delle più interessanti novità editoriali dell’anno, tanto da essere stato selezionato fra i dodici libri che si contenderanno la LXXI edizione del prestigioso Premio Strega.

Gli altri autori che prenderanno parte a Borgo d’Autore sono: Matteo Abbate, Sabrine Aouni, Nunzio Festa, Valentina Barile, Arturo Bascetta, Tania Cammarota, Renato Cantore, Massimo Carulli, Carmen Cirigliano e Carmine Menzella, Domenico D’Alelio, Luciana De Palma, Vincenzo De Marco, Nunzio Festa, Fulvio Gatti, Vito Maselli, Mark Mc Candy, Velia Minutiello, Esmail Mohades, Leandro Pisano, Alessandro Schino, Sabrina Vasciaveo, Claudio Vergati, Germana Zappatore.

Le case editrici che interverranno alla fiera del libro sono, invece: Arturo Bascetta Editore, D’Abruzzo Edizioni Menabò, Edizioni Appia 2, Edizioni dell’Ippogrifo, Edizioni Radici Future, Gruppo Editoriale Tangram, Falvision Editore, Il Cerchio Editore, I Quaderni del Bardo Edizioni, Les Flâneurs Edizioni.

Borgo d’Autore gode del patrocinio del Consiglio Regionale della Basilicata, del Comune di Venosa, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata, del Fai - Delegazione di Potenza, dell’Unpli - Pro Loco Basilicata. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito ufficiale all’indirizzo www.borgodautore.com.

*Lucania senza santi di Nunzio Festa (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

“Prima di cominciare veramente. Siamo Scotellaro e siamo Gaetano Cappelli. Perché questo saggio sulla letteratura d’autrici e autori almeno nati in terra di Basilicata, nella Terra dei boschi (o era dei lupi?), o cresciuti sempre qui, deve iniziare da questa constatazione minima essenziale, quasi dovuta. Ma con la precisazione utile che contenuti, tematiche, ispirazione e creazioni finali abbiam capito esser completamente slegate dal legame con una certa religiosità, soprattutto con le professioni di fede come al contrario si potrebbe invece immaginare. Specie in lande, dobbiamo aggiungere, spuntate e rinate da quel che resta della tradizione del mondo contadino e insomma della “cultura” contadina - in buona sostanza quelle origini buone a dar debito a devozioni sicure per Santi Madonne e Dio. Il Novecento, infatti, ha lasciato alla Lucania d’oggi un fascio di nervi in forma d’inchiostro che parla certo dell’eredità dei dimenticati ai margini delle lettere nazionali, Rocco Scotellaro su tutti appunto, della bellezza moderna e imperdibile e sempre in divenire di Cappelli, come infine di più “giovani” - anagraficamente, certo ancora - penne almeno nate o che un po’ hanno vissuto come ritrovato l’anfratto del Meridione detto Basilicata. Dove però i gusti personali provano a intrecciare necessarie segnalazioni di storia letteraria, ovvero momenti vitali d’autrici e autori che sono l’universo letterario lucano. E con il sostegno di consigli e aiuti che ho cercato da diverse penne amiche - tra l’altro parte del discorso complessivo: ovvio! : ho voluto un dialogo-scambio con lo stesso Gaetano Cappelli. Come con Mariolina Venezia. Poi ho fatto ricorso, approfittando ovvero d’amicizia e fratellanza in temi e interessi, ad altri attenti lettori, tipo Andrea Di Consoli e vedi il meticoloso Giuseppe Lupo. L’ultimo grazie infine ad Angela, soprattutto per l’aiuto sul titolo. Per quanto sarà possibile, partendo dalla narrativa saranno associate, dunque, immagini state e che saranno domani ma a un titubante presente che dice di quel che era e che alla fine vedremo per gli anni almeno prossimi se i nostri strumenti, diciamo, ci sosterranno e se saranno adatti a raggiunger tale scopo. In virtù della nota quanto notoria curiosità di Stefano Donno, quindi, i miei gusti personali più i mezzi a disposizione cercheranno di trovare affinità e far sinergia con l’obbligo della ricerca finalizzata alla divulgazione, in un certo senso, di materiali, anzi materia che dovremmo portarci nel Grande Viaggio mentale e sensoriale insomma sentimentale di certo chiamati normalmente a compiere. La migliore narrativa sarà Raffaele Nigro, Gaetano Cappelli, Giancarlo Tramutoli, Giuseppe Lupo, Andrea Di Consoli, Rocco Brindisi, Mariolina Venezia, Claudia Durastanti, Pasquale Festa Campanile, Mimmo Sammartino, Francesco Sciannarella, Gina Labriola, Tommaso Claps, Francesca Barra. In ordine sparso. La migliore poesia sarà Alfonso Guida, Mario Trufelli, Beppe Salvia, Assunta Finiguerra, Leonardo Sinisgalli, Rocco Scotellaro, Vito Riviello, Franco Cosentino, Roberto Linzalone, Michele Parrella, Giulio Stolfi, Albino Pierro, Giandomenico Giagni, Giovanni Di Lena, Osvaldo Tagliavini, Nicola Sole. “

L’autore - Nunzio Festa è nato a Matera, nel1981, lavora fra Matera e il suo paese natale, Pomarico dove vive. Poeta, narratore, critico, collaboratore giornalistico; lavora nel campo dell’editoria, prevalentemente come editor per la materana Altrimedia Edizioni – della quale è anche co-direttore editoriale e direttore di alcune collane, e come consulente editoriale

Matera dei margini. Matera Capitale Europea della Cultura 2019 di Nunzio Festa (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Ascesa, discesa e circumnavigazione dei margini di una Matera molto diversa da quella “pronta” a divenire, nel 2019, Capitale Europea della Cultura. Un racconto dalla città, dalla sua marginalità a dispetto della consumistica e forse soprattutto consumata "letteratura di viaggio", un escamotage per parlare di bellezza e far critica di questo 'paesone' mai città chiamato Matera.

Nunzio Festa è nato a Matera, nell’81, lavora fra Matera e Pomarico risiede a Pomarico (MT) suo paese natale. Poeta, narratore, critico; lavora nel campo dell’editoria.Collaboratore giornalistico per cronaca e cultura per Il Quotidiano della Basilicata. Ha collaborato e collabora con Liberazione, Il Resto, L'Altravoce, siti internet e diverse riviste letterarie. Suoi articoli, recensioni, poesie e racconti sono stati pubblicati su rivista, quotidiani e in antologie.

 

 
Salento 2015, Proverbi, Ricette, Culacchi - 2a ediz. Stampa E-mail
Scritto da Pantaleo Candido   

E' in tutte le edicole e le librerie il nuovo volume pubblicato dal Salentino Editore e scritto a due mani da Salvatore Sindaco e il noto Chef Pasticciere Gianpaolo Calogiuri. "Salento, Proverbi, Ricette e Culacchi" alla sua seconda edizione, rivisitata e ampliata, associa ai "sapori" i "saperi" della tradizione, mettendo in relazione una carrellata di piatti raffinati, proposti dagli chef più prestigiosi del Salento, un saggio di proverbi e una raccolta di narrazioni storico-leggendarie della terra salentina.

I proverbi, ancora in uso nella lingua parlata salentina, sono parte di quella cultura, capace finora di tramandarsi oralmente. In essi vi sono depositati i valori, tuttora condivisibili. Proprio per tal motivo, i proverbi salentini sono tuttora “utilizzabili” e in larga parte “utilizzati” nell’odierno modo di comunicare e di vivere. Essi sono il frutto di una saggezza popolare che disvela il modus vivendi e i rapporti umani, temporali e di spazio, con cui venivano scanditi e, contemporaneamente, razionalizzati i momenti della vita quotidiana nel Salento. Essi sono il frutto di una riflessione di vita comune. Attraverso di essi, viene a noi svelata la concezione di vita che avevano gli antichi abitanti della terra salentina.

Da quei proverbi emerge uno stile di vita, che affonda le sue radici in archetipi atavici della storia, della cultura e della lingua delle origini. Sono il risultato di uno stile di vita, forse ormai tramontato del tutto: quello della così detta “civiltà contadina”, di cui il Salento, però, è ancora impregnato. Uno stile di vita che il futuro potrebbe riproporre, per necessità, quale modello risolutivo di sviluppo del territorio, con gli appositi adattamenti, solennemente annunciati da tempo, come quello di un’agricoltura biologica, un prodotto tipico e la promozione della gastronomia locale.


Titolo: Salento 2015, Proverbi, Ricette, Culacchi
Sottotitolo: Storia, arte, cultura, tradizione
Autore: Salvatore Sindaco, Gianpaolo Calogiuri
Curatore: Pantaleo Candido
Collana: Terra e Mare
Data pubblicazione: febbraio 2015
Pagine: 336
Rilegature: cartonato/brossura
Genere: Turismo, Gastronomia, Tradizioni
Argomento: Ricette di una selezione di ristoranti della provincia di Lecce, racconti della tradizione salentina e i proverbi della cultura locale
ISBN: 978-88-96446-16-4

 
Vignacastrisi - Salvo Sottile apre con “Cruel” la rassegna Incontri d’autore Stampa E-mail
Scritto da Pasquale de Santis   

Prende il via l’1 marzo la quarta edizione della rassegna “Incontri d’autore” organizzata dal comune di Ortelle e dal Comitato della Biblioteca “M.Paiano” di Vignacastrisi con Salvo Sottile che presenta Cruel (Mondadori).
Sottile porta la sua esperienza di giornalista e la sua conoscenza del mondo della cronaca nera in un thriller avvincente e imprevedibile. L’azione ruota attorno alla redazione di un settimanale, descritta con assoluto realismo, che diventa così il campo gravitazionale del male.
Nessuno è al riparo dal sospetto, tutti credono di avere la verità in tasca. Qualcuno ha anche la presunzione di riconoscere il male, di poterlo sconfiggere. Ma come accade nei casi reali, non esiste mai un colpevole certo né una sola verità. Semmai ce ne sono tante, tutte valide, tutte spendibili e tutte solide agli occhi della logica fino a quando non arriva una verità più forte che si posa sull’ultima e fa crollare tutte le altre, come in un domino.
“Con Cruel – dice Sottile - ho tentato volutamente un azzardo. Volevo descrivere sì il male, quello che ho studiato e raccontato al pubblico in tv in tanti anni di professione. Lo volevo fare da un altro punto di vista. Dovendo scrivere una storia di fantasia, un racconto con tutti gli ingredienti del giallo, sentivo la necessità di descrivere il male in un altro modo, di comprimerlo e invertirne le polarità. Avevo bisogno di portarlo da fuori a dentro, in un luogo chiuso, che paradossalmente era quello più deputato a descriverlo, la redazione di un crime magazine. Il Male raccontato dentro Cruel non è facile da riconoscere, è un male più sottile, più defilato perché attraversa e colpisce tutti. Si nasconde tra i dettagli, nel sospetto che attanaglia ogni protagonista di questa storia. Qualcuno, lo vedrete leggendo il libro, ha la presunzione di trovarlo questo male, di sconfiggerlo ma ne verrà sopraffatto. Il lettore stesso sarà ossessionato dal sospetto perché a un certo punto egli stesso finirà per sospettare di tutti e farà fatica a guardare oltre le apparenze.”
La rassegna è diventata ormai un punto di riferimento importante per la cultura del basso salento grazie alla capacità di attirare autori di prima grandezza del panorama nazionale solitamente lontani dai piccoli centri come Edoardo Winspeare, Michele Mirabella, Pierluigi Celli, Alessandro Leogrande, Giovanni Pellegrino, Pino Aprile, Giordano Bruni Guerri, Giorgio Forattini, Raffaele Vescera, Claudio Martelli.
Prossimo appuntamento il 29 marzo con  il concerto poetico “Il canzoniere della morte” straordinario omaggio al poeta Salvatore Toma portato in scena da Salvatore Della Villa  e dal Quartetto d’archi Nuova Musica del Conservatorio Tito Schipa.

Salvo Sottile, giornalista e scrittore, è nato a Palermo nel 1973. Ha condotto, tra gli altri, i programmi di cronaca nera “Quarto grado” su Retequattro e “Linea gialla” su La7. Ha pubblicato Maqueda (Baldini Castoldi Dalai, 2007) e Più scuro di mezzanotte (Sperling e Kupfer, 2009).

 
Per Amore... solo per amore di Ortensio Seclì Stampa E-mail
Scritto da Paolo Vincenti   

L’amore per la piccola patria può avere diverse sfaccettature e portare  uno storico a farsi romanziere. Così l’erudito Ortensio Seclì  lascia le ricerche e la saggistica e profonde la sua abilità scrittoria nell’invenzione narrativa.  E dopo “Il giardino grande” (2012), pubblica, sempre con l’editore Il Laboratorio di Parabita, “Per amore…solo per amore” (2014). A dire il vero, la commistione dei generi non è trovata di poco momento e lo sanno bene gli appassionati lettori dei romanzi storici. In questo genere letterario di gran successo infatti si colloca il libro di Seclì, che unisce alla piacevolezza della fiction, la precisione del dato storico, in un impianto narrativo solido cui fa da basamento la pluridecennale esperienza letteraria dell’autore. La complessa vita sociale, politica e religiosa  parabitana fa da sfondo alla narrazione e si intreccia alle varie love stories raccontate. Nell’ordine:  quella sfortunata e senza prole fra il duchino Giovanni e l’ aristocratica napoletana Olimpia, che monopolizza la prima parte del libro e la cui sfortuna viene attribuita da un lato alla fama da jettatore che il nobiluomo Della Valle, padre di Olimpia si porta dietro, e dall’altro alla “maledizione di Rosaria”, vale a dire la protagonista della storia d’amore del precedente libro di Seclì, la quale, a detta di Lucia la Greca, madre di Giovannino, dopo aver disonorato la famiglia dei Ferrari in vita, a causa del matrimonio fra lei, popolana, e l’altolocato Don Saverio, continuava a portar sfortuna anche dopo morta. Poi la storia d’amore, pure molto tormentata, fra Vincenzo Ferrari, figlio di quella stessa Rosaria Cataldo, e Lucia Nicolazzo, che occupa la parte centrale del libro;  l’amore di Andrea Giannelli, noto esponente liberale del risorgimento salentino, e Agnese, una dei tre figli di Vincenzo e Lucia; la storia d’amore, complice Giuseppe Ferrari, fra l’umile falegname Gaetano e la bella Concetta;  e infine la storia d’amore fra lo stesso Giuseppe, terzo figlio dei signori Vincenzo e Lucia, anche Sindaco di Parabita dal 1857 e il 1860, ed una esponente del popolo, tanto povera quanto onesta e timorata di Dio, Nunziata.

Il libro dunque si caratterizza come una saga famigliare, e a fare da trade union fra le vicende narrate è proprio l’amore che impasta le vite dei protagonisti, dà sale alla storia globale raccontata, a partire dal titolo del libro che richiama quello di un film del 1993, “Per amore solo per amore”, tratto dall’omonimo romanzo di Pasquale Festa Campanile, ed anche il refrain di una bellissima canzone di Roberto Vecchioni (“Per amore mio”).  Ma le biografie dei personaggi e l’orizzonte temporale dell’Ottocento parabitano preso in esame, si presentano complementari, in quanto le vicende personali sono sempre gravide di conseguenze che riguardano la collettività e le scelte individuali o famigliari degli aristocratici Ferrari si riflettono gioco forza sui destini della comunità, ancora all’epoca asservita ai ricchi feudatari. Una nota di merito alla scrittura di Seclì che scorre piana, limpida, adamantina per tutto il libro.  Molto bella la copertina opera del pittore-poeta Giuseppe, Pippi, Greco, mentre la progettazione grafica è di Sandra Greco.

Già recensendo suoi precedenti lavori, ho scritto che Ortensio Seclì è fedele metodologicamente  alla scuola storica degli Annales, quella dei vari Bloch, Lefebvre, Braduel, che cioè considerava la storia non solo, crocianamente, sotto il profilo etico-politico, ma anche nei suoi interessi  economici, sociali, antropologici, psicologici. Georges Lefebvre infatti affermava che “la storia non è scritta una volta per sempre, non è composta di una specie di materia morta e irrigidita per l’eternità, ma è in perpetua gestazione, si evolve con la civiltà degli uomini e con gli avvenimenti che segnano la loro esistenza”. I ricercatori come Ortensio Seclì  non si accontentano di ricordare il passato ma lo reinterpretano, lo ricostruiscono sempre alla luce delle nuove acquisizioni che di volta in volta sgretolano parte di quelle che erano ritenute verità tradizionali. Il merito maggiore di questi due libri di Ortensio Seclì è quello di aver dato un volto, un cuore, sentimenti, a quei personaggi della storia parabitana che altrimenti sarebbero restati solo dei nomi incorniciati dalle due date di nascita e di morte. Seclì ha dialogato con l’Ottocento parabitano, ha animato i ritratti di questi dignitari del passato, gli ha dato colore, spessore, flatus vocis quasi, dalle righe intense dei suoi dialoghi.

Chiaro che l’autore abbia il culto della storia, il gusto di riportare all’attenzione dei contemporanei le vestigia del passato, e sebbene la sua ricostruzione sia  corretta filologicamente, essa è vivificata dall’invenzione letteraria, che sembra confermare l’assunto precedentemente svolto, ossia della storia intesa come continua ricerca. Senza mai perdere di vista l’alta funzione della storia. Significativo è a tal proposito quanto l’ autore fa dire a Don Giovannino, il quale parlando sul letto di morte, col frate Padre Damiano, sentenzia: “ La storia! La morte non ha alcun potere su di essa perché anche quando sembra che la storia sia stata cancellata, un bel giorno torna dal mondo dell’oblio nel quale sembrava fosse stata dimenticata e si impone prepotente agli uomini… è la memoria di noi, di ciò che abbiamo fatto, di come abbiamo saputo operare che viene conservata dalla storia e che ritorna anche dopo secoli a farci giudicare dal mondo”.  L’inclinazione di chi scrive si fa manifesta nelle ultime dieci pagine del libro dove il romanzo vira più decisamente verso il saggio storico, con le vicende relative alla nascita della Banca Popolare di Parabita. In questo cambio di passo sembra quasi che Seclì abbia voluto recuperare  la sua prima vocazione e con questa  suggellare la fortunata parentesi narrativa. Nel complesso, un buon libro, a cui dà lievito l’interesse della materia trattata e  dà sentimento, insufflata nell’impianto generale dell’opera, la passione di chi la muove.

 
Lecce: Esaurito a pochi giorni dalla pubblicazione il libro - SALENTO PROVERBI RICETTE E CULACCHI Stampa E-mail
Scritto da Pantaelo Candido   

Lecce. E' andato esaurito dopo pochi giorni dalla pubblicazione, il nuovo libro pubblicato dal Salentino Editore, SALENTO, PROVERBI RICETTE E CULACCHI. Il libro, scritto in lingua italiana con i testi a fronte in lingua inglese, è stato curato per la parte proverbi e culacchi, dal noto scrittore di cultura salentina Salvatore Sindaco di Melendugno e per la parte ricette, da Antonio Campeggio art director della pasticceria Arte Bianca di Parabita.  Ha visto inoltre, la preziosa collaborazione di circa 70chef di altrettanti  ristoranti sparsi in tutto il Salento che hanno fornito le ricette. Il volume attraverso i proverbi fa un excursus della cultura salentina e attraverso le bellissime foto di Dino Longo porta a conoscenza del lettore i luoghi più suggestivi del salento. Le ricette fornite dagli chef dei ristoranti più esclusivi e prestigiosi di questa terra, danno la possibilità ai lettori di cimentarsi in cucina, nella realizzazione dei piatti proposti. E' notizia dell'ultima ora che, visto il successo della prima edizione, la casa editrice sta approntando una edizione successiva arricchendola con nuove ricette e nuovi racconti.

 
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