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Melendugno, campionato di 1^ Categoria - Lascia il Presidente Roberto Greco Stampa E-mail
Scritto da redazione   

 

Melendugno. Con un post su facebook il Presidente del Melendugno Calcio, annuncia le sue dimissioni dalla società per motivi strettamente personali. Peccato, Greco aveva dimostrato con i fatti, che alla squadra ci teneva e visto i risultati raggiunti, si può dire che ha portato il Melendugno , praticamente in promozione. Di seguito il post del Presidente: Questo post lo scrivo, con profondo rammarico, per comunicarvi che da oggi il mio percorso da presidente del Melendugno calcio si interrompe per motivi strettamente personali. Sono fiero di aver portato il Melendugno ad un passo dalla Promozione, campionato in cui non ha mai militato. Infatti lascio una squadra in testa al campionato e ad un passo dalla promozione. Mi sento di ringraziare, in primis, tutti i componenti della squadra, i dirigenti per l’impegno costante, gli sponsors e i tifosi che ci hanno supportato in ogni gara. Posso dire di averci messo il cuore, l’anima e tutta la mia serietà arrivando a trascurare i miei impegni lavorativi. Consegno una squadra solida ed economicamente sana e auguro a chi prenderà le redini della stessa, di raggiungere grandi traguardi e di portare il Melendugno calcio sempre più in alto”.
Roberto Greco

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Lecce. Campionato italiano medici: il luogo scelto per il 2020 è il Salento „ Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Lecceprima.it   

Campionato italiano medici: il luogo scelto per il 2020 è il Salento

LECCE – Non vi è certezza sul destino degli eventi futuri, ma questa è già una bella notizia: il Campionato italiano medici del 2020 è stato programmato nel Salento. Con un comunicato ufficiale, emesso a seguito di una riunione pochi giorni fa, il direttivo dell’Associazione nazionale medici calcio ha designato il Tacco come sede del 18esima edizione del torneo in programma nella settimana dal 29 agosto al 5 settembre. In questo particolare momento, nel quale medici e infermieri godono finalmente di un'alta stima da parte dei cittadini, sarebbe una gioiosa opportunità per il territorio.

Ovviamente lo svolgimento dell’evento sarà subordinato alla piena risoluzione dell’emergenza Coronavirus, come tiene a sottolineare Domenico Rocco, responsabile della squadra calcio dei medici salentini e vice-presidente della neonata “Medicincampo Lecce”, associazione nata sotto l’egida dell’Ordine dei medici della provincia di Lecce per incentivare la pratica sportiva. “Sarà veramente bello potere disputare questa importante manifestazione nella nostra terra una volta superato questo momento drammatico” ha dichiarato il presidente dell’associazione, Giuseppe Palaia “così da dare un po’ di gioia anche a noi medici. Sarebbe un ricordo molto importante anche per i colleghi che sono caduti sul campo, per cui è nostra intenzione proporre di mettere sulle maglie di gara un nastrino nero a loro memoria”.

Campionato italiano medici: il luogo scelto per il 2020 è il Salento
Il presidente dell’associazione nazionale, Giovani Borrelli ha voluto sottolineare che l’intero consiglio direttivo ha approvato con estremo piacere la proposta della sede avanzata nei mesi scorsi dal dottor Rocco.  “La fattibilità chiaramente dipenderà dalle disposizioni governative” ha ribadito il Borrelli “Speriamo che per quel periodo si possa viaggiare e soprattutto disputare manifestazioni del genere che presuppongono aggregazione sociale. Sarebbe sicuramente un modo sanissimo di riprendere quella socialità che questo maledetto virus ci ha portato via”.

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Icardi, Kane e non solo: tanti nomi, le big d'Europa fanno già sul serio Stampa E-mail
Scritto da tratto da affaritaliani.it   

Nel momento più triste degli ultimi anni per il calcio mondiale, con i campionati messi in stand-by causa coronavirus, si inizia già a ragionare in ottica calciomercato. Tanti sono i big che potrebbero cambiare maglia alla fine della stagione. Mauro Icardi, Neymar, Cavani, Kane: sono solo alcuni dei nomi che stanno facendo gola a molte big d'Europa che hanno bisogno di rinforzarsi e sono pronte a spendere qualche soldino in più nonostante le inevitabili entrate inferiori di questa stagione. In casa Inter il nome più caldo di tutti è quello di Lautaro Martinez. L'argentino ha compiuto il salto di qualità che staff, dirigenza e tifosi nerazzurri speravano all'inizio della stagione dopo l'addio di Icardi: 16 gol e 4 assist tra campionato, Coppa Italia e Champions League non sono niente male e potrebbero aumentare ancora di più se si tornasse a giocare. Numeri che hanno attirato l'interesse di Barcellona e City. I catalani stanno facendo di tutto per prenderlo, proponendo anche l'ex Coutinho e il tanto inseguito Vidal come pedine di scambio per abbassare la richiesta nerazzurra di 112 milioni di euro. Ma El Toro è innamorato di Milano e convinto che il progetto interista diventi più allettante che mai, mentre il presidente nerazzurro Steven Zhang e il resto della dirigenza non sono disposti ad accettare contropartite, chiedendo solo cash per il suo trasferimento. Le parole di Javier Zanetti, giovedì pomeriggio, non sono però risultate del tutto convinceti: "Lautaro? Spero resti", ha detto l'ex capitano e attuale vicepresidente a Sky Sport.

Wanda ha nostalgie nerazzurre: Icardi tra Inter e Juve?

Intanto, nelle ultime ore, Wanda Nara ha lanciato segnali non troppo velati all'Inter sul suo profilo Instagram, nel quale sono apparse alcune stories di suo marito e assistito Icardi con fascia di capitano e maglia nerazzurra: la prima con Maurito esultante dopo un gol, l'altra scattata dai due a bordocampo dopo l'ultima partita della scorsa stagione contro l'Empoli, pochi mesi prima dell'approdo della punta al Paris Saint-Germain. La nostalgia di casa è tanta e la coppia adora Milano, tanto che Wanda ancora ci vive con i figli. Chissà. Altrimenti, un'altra possibilità per rimanere vicino al capoluogo lombardo, secondo Tuttosport, potrebbe essere quella di Torino, sponda Juventus. La coppia Pavel Nedved e Fabio Paratici, si sa, hanno già scaricato Gonzalo Higuain l'anno scorso, cedendolo al Milan insieme a Mattia Caldara nell'affare che ha riportato in bianconero Leonardo Bonucci. E anche quest'anno, come in rossonero (e al Chelsea poi), l'argentino non ha convinto appieno con solo 8 gol e 8 assist in 34 match, partendo spesso dalla panchina complice anche il ritorno ai fasti di un tempo del connazionale Paulo Dybala. Solo Maurizio Sarri e un finale migliore di stagione possono permettergli di restare, altrimenti si farà sul serio con Icardi o Kane per completare un reparto offensivo già stellare (oltre alla Joya e al Pipita, ci sono anche Ronaldo, Douglas Costa e Bernardeschi). Il Tottenham, però, ha sparato molto grosso per la punta della Nazionale inglese: 225 milioni. Troppi. E addirittura gli Spurs starebbero pensando di rinnovare il contratto all'Uragano oltre il 2024, proponendo un aumento dell'ingaggio che a oggi tocca quota 12 milioni.

Psg, altri due nomi appetitosi

E non solo Icardi, perché in casa Psg sono altri due i nomi che fanno appetito alle big d'Europa e potrebbero lasciare Parigi a fine stagione. Che Neymar voglia andarsene non è più una notizia, e l'anno scorso si è parlato tanto di un suo ritorno al Barcellona o dell'ipotesi Real Madrid, prima delle trattative saltate e delle scuse pubbliche nei confronti del club francese e dei suoi tifosi. Intanto, l'attaccante brasiliano si sta godendo la quarantena nella sua villa superlusso di Mangaratiba, a Rio de Janeiro. In estate si riparlerà sicuramente del Barça, come confermano i media spagnoli, anche se i tifosi catalani preferirebbero l'acquisto di Lautaro. Per convincere il Psg, la dirigenza azulgrana offrirebbe Antoine Griezmann e nonostante le parole di frenata del presidente Josep Maria Bartomeu, "la prossima estate soprattutto scambi e pochi soldi", c'è chi dice che farà di tutto per prendere entrambi. Altro possibile esubero parigino potrebbe essere Edinson Cavani, e nelle ultime ore sono iniziate a circolare forti le voci di un suo ritorno al Napoli, club dove El Matador è esploso dopo i primi tempi a Palermo. Secondo quanto riportato ancora da Tuttosport, il presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis sarebbe pronto a offrirgli un triennale da 7 milioni netti all'anno più un premio di altri 7 alla firma, nonostante l’età non più verdissima del giocatore (classe 1987). L'alternativa appetitosa resta Ciro Immobile, ma molto difficile, dato che la Lazio chiede 80 milioni.

Milan e Roma: Milik, Pedro e altri nomi sul tavolo

Appare quindi probabile che Arkadiusz Milik lasci Napoli alla fine di questa stagione nonostante il dirigente partenopeo Cristiano Giuntoli abbia detto a Sky come si voglia tenerlo in rosa. Pressanti sono le voci di un suo possibile arrivo al Milan al posto di Zlatan Ibrahimovic: lo svedese è deluso per l'allontamento di Zvonimir Boban (e per il possibile addio di Paolo Maldini), non è convinto del progetto per il prossimo anno che gli ha proposto l'ad Ivan Gazidis e sarebbe seriamente propenso per il ritiro dal calcio giocato, come ha scritto in questi giorni La Gazzetta dello Sport. I rossoneri intanto monitorano con attenzione Gianluca Scamacca, centravanti attualmente in forza all'Ascoli ma di proprietà del Sassuolo, e Jonathan David, talento dei belgi del Gent richiestissimo in tutta Europa. Qualche possibilità ci potrebbe essere anche per David Silva: il centrocampista, in scadenza di contratto con il Manchester City, piace molto a Gazidis e, negli Usa, a diversi club di Mls come l'Inter Miami di proprietà dell'ex rossonero David Beckham.

Più a sud c'è la Roma, club in cui si continua a trattare il passaggio di proprietà da James Pallotta a Dan Friedkin. Secondo l'AdnKronos, il rallentamento è stato causato dalle incertezze per il coronavirus. Il texano vorrebbe comprendere meglio prospettive e condizione dei conti. Anche per questo avrebbe proposto di acquistare solo il 51 per cento della società per poi valutare l’acquisto delle restanti quote a crisi superata, ma l’attuale presidente giallorosso ha rifiutato non ritenendo vantaggiosa l’offerta. La strada più probabile che verrà percorsa sarà quella della rivalutazione economica. Intanto il ds giallorosso Gianluca Petrachi ha due nomi sul taccuino: Junior Firpo e Pedro. Il primo del Barcellona, il secondo di proprietà del Chelsea. Come ha commentato ad As Roma Live la giornalista del Mundo Deportivo, molto vicina al club azulgrana, Cristina Cubero "per il primo il valore di mercato va dai 18 e 20 milioni e Paulo Fonseca (allenatore della Roma, ndr) potrebbe aiutarlo a crescere in maniera importante. La trattativa è possibile dato che il Barça vuole venderlo oltre a Rakitic e Umtiti. Più possibile il secondo, dato che è in scadenza di contratto". Un tentativo si proverà a farlo anche per il difensore del Liverpool, Dejan Lovren. Insomma, a campionati fermi i grandi club lavorano già per la stagione che verrà.

 
Lecce ancora fermo ai box: la società rinvia la ripresa degli allenamenti „ Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Lecceprima.it   

Lecce ancora fermo ai box: la società rinvia la ripresa degli allenamenti

LECCE - Come era prevedibile si profila il nuovo rinvio della ripresa degli allenamenti per il Lecce alla luce dell’emergenza sanitaria dilagante per la diffusione dei contagi da Covid 19. La società giallorossa ha comunicato ufficialmente nelle scorse ore che la ripresa della preparazione della squadra fissata per la giornata di lunedì 23 marzo è stata ulteriormente posticipata e ovviamente a data da destinarsi. La condizione fisica e lo stato di salute dei calciatori giallorossi continueranno ad essere monitorate giornalmente, a distanza, dallo staff tecnico e da quello medico, ma per il momento i calciatori non torneranno ad allenarsi sul campo nemmeno a porte chiuse in attesa degli sviluppi legati all’emergenza coronavirus.

La squadra di mister Fabio Liverani si era ritrovata per il raduno di allenamento (poi annullato) il 12 marzo scorso allo stadio di Via del Mare. Nel corso della riunione avvenuta quel giorno, alla presenza del presidente Saverio Sticchi Damiani, era poi stato comunicato ai giocatori lo stop forzato fino al 23 marzo. Ora anche la data di lunedì è stata rinviata e si attenderanno sviluppi nelle prossime settimane. Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sull'ipotesi di rivedere in campo la Serie A il 3 maggio prossimo ha parlato di un auspicio, ma non c’è alcuna certezza.

Lecce ancora fermo ai box: la società rinvia la ripresa degli allenamenti
L’indicazione di massima delle società è quella di richiamare al lavoro i propri tesserati tre settimane prima della ripresa del campionato, data che al momento non può ancora conoscere nessuno. Anche nell’ultima riunione infomale della Lega calcio più della ripresa degli allenamenti si è paralato soprattutto della sospensione del pagamento degli stipendi del mese di marzo ai calciatori di serie A.  

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Quando ripartirà la Serie A? Sul tavolo la data del 3 maggio, più probabile si sfori a luglio. Stampa E-mail
Scritto da tratto da Ilfattoquotidiano.it   

Anche se può sembrare “imbarazzante” parlare di calcio nel mezzo dell’emergenza coronavirus che sta colpendo tutto il mondo, come ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina, il pallone italiano prova a guardare avanti e a individuare una data di ripartenza. Anche perché riavere gli stadi pieni “vorrebbe dire essere fuori da un brutto incubo“, ha aggiunto sempre il numero uno della Federcalcio.

Ottenuto dall’Uefa lo slittamento dell’Europeo al 2021, è aumentata la possibilità di riuscire a concludere le stagioni in maniera regolare, senza ricorrere alle iniziali ipotesi di playoff e playout che lasciano tiepidi i vertici del pallone ma sono ancora considerati come piano di emergenza. “Ritengo che la Serie A possa riprendere a giocare il 3 maggio“, ha dichiarato al Tg1 il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Uno scenario ottimistico, ma che a quanto pare il governo sta valutando, visto che anche la prima possibile riapertura delle scuole è fissata ai primi di maggio.

“L’ipotesi sulla quale stiamo lavorando è una prima fase a porte chiuse fin quando non abbiamo garanzie legate alla tutela della salute degli atleti”, ha spiegato ancora Gravina, ai microfoni di Radio Punto Nuovo. La certezza è che, se davvero l’obiettivo è quello di concludere entro il 30 giugno, per il nuovo start non si può oltrepassare la metà di maggio: il calendario offre ancora 12 giornate, più ovviamente i recuperi. E bisogna trovare il modo di incastrare i tasselli del puzzle con quelli delle Coppe europee, dove sono ancora in corsa Juventus, Atalanta, Napoli, Inter e Roma. La Uefa, che ha fissato come data della finale di Champions il 27 giugno e come data dell’ultimo atto di Europa League il 24 giugno, punta decisa a scattare le sue competizioni tra fine aprile e inizio maggio. Una tabella di marcia difficile da rispettare.

In Federazione un gruppo di lavoro sta studiando le varie possibilità, “ci siamo posti una serie di date per capire quando partire”, ha spiegato ancora Gravina, specificando che resta in piedi l’idea di sfiorare di almeno 15 giorni nel mese di luglio per completare il campionato. “L’idea è il 3 maggio perché con qualche turno settimanale possiamo finire al 30 giugno, ma non escludiamo il 10 e il 17 e quindi di sforare”, ha dichiarato il presidente della Figc sempre a Radio Punto Nuovo.

Giovanni Malagò, presidente del Coni, appoggia il cronoprogramma, definendolo “lucido“. Ci si aggrappa, ovviamente, all’ottimismo. Ma di certo c’è che, alla sospirata ripartenza che si spera avverrà il prima possibile, il mondo del pallone sarà chiamato a fronteggiare non pochi problemi. Ancora Gravina propone “un fondo salva calcio, non solo per le società ma per tutto il sistema calcio”. Ma, ha sottolineato, “non possiamo chiedere aiuto al governo quando noi stessi all’interno non possiamo dare compattezza: ci lavoreremo”.

Le criticità rischiano – in maniera sempre più concreta – di ricadere anche sui giocatori. Ai quali potrebbe essere richiesto un sacrificio per non pesare troppo sui bilanci delle società alle prese con l’emergenza: “Il taglio degli ingaggi non può essere un tabù in un momento di emergenza”, ha messo in chiaro Gravina. “Sono perfettamente d’accordo con il presidente della Figc: non solo gli ingaggi dei calciatori non devono essere un tabù, ma quando supereremo – speriamo prima possibile – quest’emergenza sanitaria, le priorità di questo Paese saranno tante e tali, per cui il tema degli stipendi dei calciatori non sarà un problema, oltre a non essere un tabù”, ha commentato il ministro Spadafora.

 
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