Sport
Lecce, cuore e sostanza come vuole il pubblico: Papini e Miccoli stendono la Reggina Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Lecceprima.it del 19 settembre 2014   

LECCE – Lerda sceglie di schierare il Lecce con il 4-4-2, con Miccoli e Della Rocca in attacco, Carrozza e Doumbia sugli esterni. Cozza risponde con il 4-3-3 e la squadra calabrese sfiora il goal dopo 5 minuti con un colpo di testa di Masini sugli sviluppi di un corner. I padroni di casa reclamano un calcio di rigore, due minuti dopo, per trattenuta su Della Rocca ma l’arbitro lascia proseguire.
Il Lecce colpisce la traversa al 19’ con un colpo di testa di Abruzzese (corner di Miccoli). La partita diventa sempre più aperta e la Reggina va di nuovo vicina alla marcatura: Martinez perde di vista Di Michele e l’ex giallorosso serve a Masini un cross basso a pochi metri dalla porta, ma l’attaccante manca l’appuntamento con la sfera. Un’ottima opportunità capita a Miccoli, ma il capitano invece di scegliere la soluzione con il piede, solo in rigore, opta per un colpo di testa che si spegne oltre la traversa.
Il vantaggio del Lecce arriva al 28’ con Papini che sfrutta bene i blocchi dei compagni e gira di testa alle spalle di Kovacsik un calcio d’angolo di Miccoli. I salentini potrebbero raddoppiare 4 minuti dopo, ma Doumbia, liberato da Miccoli, esita e invece di calciare in porta tenta un dribbling sul quale la difesa della Reggina rimedia in corner.
Al quarto della ripresa il Lecce trova il raddoppio con una ripartenza da manuale: sulla sinistra Lopez serve Doumbia di tacco, il francese appoggia a Miccoli che gli restituisce il pallone in profondità. Il francese, in area di rigore cambia fronte sulla destra per Carrozza e il gallipolino tocca per Miccoli: il capitano si prepara il tiro e trafigge Kovacsic sul primo palo.
Il primo cambio del Lecce avviene al minuto 54 con Mannini che rileva Carrozza. Nella Reggina invece dall’inizio della ripresa in campo c’è Louzada per Di Michele, applaudito dal pubblico leccese. Della Rocca, autore di una prestazione efficace e generosa anche in fase di ripiego, calcia fuori, ma di poco al 63’. Dopo un minuto la seconda sostituzione ordinata da Lerda: dentro Moscardelli per Miccoli. Cozza risponde con Viola – ex Frosinone – per Crescenzi e la Reggina passa al 4-2-4.
Al 74’ Masini non aggancia, sul filo del fuorigioco, un lancio ben calibrato da Armellini e subito dopo Carini entra per Abruzzese, infortunato. Con Ungaro per Masini la Reggina si schiera con il 4-3-3. Negli ultimi minuti di gara, Doumbia, bloccato dai crampi, esce praticamente dal gioco e il Lecce si arrangia come può fino al triplice fischio finale, arrivato dopo 3 minuti di recupero. Per i giallorossi una prova di spessore: cuore, corsa e anche, a tratti, una manovra apprezzabile. Probabilmente il franco confronto coluto dagli ultras durante la rifinitura di ieri ha sortito l'effetto sperato. E il pubblico tutto ha gradito.

Il tabellino di Lecce-Reggina 2 a 0

LECCE (4-4-2): Caglioni; Martinez, Abruzzese (76’ Carini), Sacilotto, Lopez; Carrozza (54’ Mannini), Salvi, Papini, Doumbia; Miccoli (cap.) (64’ Moscardelli), Della Rocca. A disposizione: Petrachi, Donida, Rosafio, Rullo. Allenatore: Lerda

REGGINA (4-3-3): Kovacsik; Maimone, Camilleri, Crescenzi (65’ Viola), Di Lorenzo; Dall’Oglio, Rizzo, Armellino; Insigne, Masini (83’ Ungaro), Di Michele (cap.) (46’ Louzada). A disposizione: Leone, Maita, Salandria, Syku. Allenatore: Cozza

Marcatori: 28’ Papini, 49’ Miccoli

Ammoniti:  15’ Miccoli, 37’ Dall’Oglio, 41’ Di Lorenzo, 79’ Martinez, 81’ Maimone

Spettatori: 4693 di cui 2228 abbonati e 2465 paganti

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Arbitro: Piccinini

 
Lecce in campo solo per un tempo, poi si ferma. E contro la Lupa Roma arriva la sconfitta Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Lecceprima.it del 31 agosto 2014   

APRILIA – Né drammatizzare né sottovalutare. Il campanello d’allarme che viene da Aprilia, con il Lecce sconfitto per 2 a 1 dalla Lupa Roma, non può essere taciuto. Al netto di attenuanti inconfutabili, la prestazione della squadra di Franco Lerda non è stata all’altezza delle aspettative. Una lista di assenti per squalifica e infortuni lunga quasi una formazione non può diventare prosciutto sugli occhi, soprattutto davanti al calo della tenuta atletica nella seconda parte del match.
E’ vero che le squadre che lottano per la salvezza hanno in genere una partenza più lanciata, ma durante la ripresa le gambe di Papini, capitano per l’occasione, e quelle dei compagni hanno iniziato a girare così pesantemente da essere inservibili nell’assalto finale, rimasto solo un’idea sulla carta, quando Lerda ha schierato tre punte con Miccoli (subentrato a Carrozza), Moscardelli e Della Rocca.
Lo schieramento difensivo inedito – da destra a sinistra con Donida, Sacilotto, Carini e Rullo – ha ceduto proprio nei momenti salienti: sia il goal di Testardi al 72’ che quello di Leccese tre minuti dopo, hanno smascherato un’intesa fragile che avrebbe mostrato i suoi limiti ben prima se l’attacco della Lupa Roma fosse stato di altro peso.
La mossa vincente e perché no, anche fortunata, del tecnico dei romani, l'ex leccese Alessandro Cucciari, è stata del resto quella di cambiare la prima linea, mentre lo squalificato Lerda, che ha seguito la partita nel settore Ospiti, non ha potuto fare altro che inserire Rosafio per un inesistente Doumbia e poi Miccoli per Carrozza, che come Moscardelli e Carini, è in ritardo di condizione. E’ chiaro che con due esterni ai margini del match e senza un calciatore in mezzo al campo in grado di trovare l’imbeccata giusta, alle due punte non è rimasto altro che cercare un gioco di sponda tra sé e con i compagni.
Il 2 a 1 maturato in terra laziale a favore dei padroni di casa, in fondo, non fa una grinza. Il Lecce, dopo essere andato in vantaggio con Salvi al minuto 22, ha avuto altre occasioni importanti: con lo stesso mediano, pochi secondi dopo, e con Moscardelli e Della Rocca, nel corso della medesima azione, al 39’. E infine con Carrozza, lanciato in area da Papini, al 67’. Ma anche la squadra di Cucciari ha dato con una certa frequenza del filo da torcere a Petrachi e per prima, in verità, sarebbe passata davanti se Raffaello, al 17’, non avesse mancato clamorosamente la porta dopo una punizione respinta male dall’estremo salentino.
Il portiere di Calimera, sulla cui prestazione pesa comunque anche un rinvio davvero maldestro nel secondo tempo, ha sfoderato interventi di rilievo: al 26’ su percussione di Perrulli – i due, alla fine, possono essere considerati i migliori in campo – e al minuto 65 sul colpo di testa che Raffaello indirizza nello specchio dopo il palo colpito sempre da Perrulli su punizione.
Da sabato prossimo, contro il Barletta che ha vinto 1 a 0 con il Messina, sarà un altro Lecce: Martinez, Lopez, Abruzzese, Caglioni e Bogliacino  avranno scontato la giornata di squalifica e nelle settimane successive rientreranno anche Diniz, Vinetot e Lepore (appiedati dal giudice sportivo per più turni). La vittoria, inutile dirlo, è comunque già un obbligo e una squadra candidata alla promozione deve essere attrezzata sin da subito a subire anche questo tipo di pressione. Perché quest’anno non ci sono alibi.

Il tabellino di Lupa Roma - Lecce 2 a 1

LUPA ROMA – Rossi; Frabotta, Conson, Cascone, Celli; Prevete, Campidoglio, Moras (64’ Leccese), Perrulli (83’ Pasqualoni); Tajarol (66’ Testardi), Raffaello. A disposizione: Rossini, Faccini, Santarelli, Hoxha. Allenatore Cucciari

LECCE – Petrachi; Donida, Carini, Sacilotto, Rullo; Carrozza (80’ Miccoli), Papini, Salvi, Doumbia (73’ Rosafio); Della Rocca, Moscardelli. A disposizione: Chironi, Brunetti, Risolo, Cicerello, Persano. Allenatore Chini

Arbitro: Pelagatti di Arezzo

Marcatori: Salvi al 22’, 72’ Testardi, 75’ Leccese

Ammoniti: 25’ Perrulli, 35’ Papini e Prevete, 43’ Fabrotta, 85’ Moscardelli

 
Maglie - 50° Torneo della Canicola Entra nel vivo uno dei tornei più longevi della Puglia Stampa E-mail
Scritto da Fabio Massimo Conte   

 

La cinquantesima edizione del Torneo della Canicola, in svolgimento presso il Circolo Tennis di Maglie, in queste giornate di caldo intenso conferma la tradizione di torneo di categoria tra i più e ambiti e impegnativi. Gli incontri di singolare e doppio, maschile e femminile, riservati ai tennisti di terza categoria, vede occupati tutti i campi in terra battuta del circolo magliese in considerazione dell'elevato numero di partecipanti, provenienti da tutta Italia e che, spesso, portano presso al seguito presso il circolo l'intero nucleo familiare. Proprio per i numerosi iscritti gli incontri si protraggono fino a sera inoltrata utilizzando l'illuminazione artificiale ed anche i campi coperti. Gli incontri riservati alle categorie under e over sono terminati con la cerimonia di premiazione che ha visto i dirigenti del CT Maglie premiare tutti i finalisti. Nel suo messaggio di saluto il presidente Carlo De Iaco ha ricordato come lo storico torneo, iniziato mezzo secolo fa, ha visto gareggiare tennisti prima nelle categorie under e, successivamente, nelle categorie over, sottolineando la continuità e una passione che coinvolge per tutta la vita. De Iaco ha inoltre ricordato la partecipazione, in passate edizioni del torneo, di una giovane Flavia Pennetta accompagnata dai genitori e, pertanto, legati da un rapporto di amicizia con il circolo magliese. Il direttore del torneo Antonio Baglivo, nel ringraziare i partecipanti under e over, ha ricordato i prossimi impegni agonistici in serie A1 del CT Maglie. Il sorteggio per la composizione dei gironi ha abbinato i salentini alle più importanti squadre italiane, come il Park Tennis Genova dei campioni Fabio Fognini e Andrea Seppi, che saranno a Maglie domenica 26 ottobre. Comunque il campionato inizierà il 5 ottobre e vedrà i magliesi contrapposti in trasferta proprio ai genovesi del Tennis Park. Seguiranno tre incontri consecutivi in casa contro le forti squadre dell'ATA Battisti Trento e i piemontesi del Casale Monferrato. Il 19 agosto inizieranno i campionati italiani Under 13 femminili che verranno presentati nella stessa giornata alle ore 19.30 presso il circolo alla presenza delle autorità e, contestualmente, si terranno le premiazioni del terza categoria della Canicola.

 

I finalisti delle categorie under e over:

Under 10 M

1° Flavio Cucurachi (CT Calimera)

2° Jacopo Antonucci (CT Maglie)

Under 12 M

1° Antonio Montinaro (CT Galatina)

2° Luca Giacomo Primiceri (TC Casarano)

Under 14 M

1° Matteo Serio (CT Stasi Lecce)

2° Mauro Massarelli (CT Renna Giovinazzo)

Under 16 M

1° Omar Brigida (CT Brindisi)

2° Gabriele Frisullo (CT Maglie)

Over 35 M

1° Maurizio Mannarino (Le Palme SC Roma)

2° Stefano Linciano (CT Bellaria)

Over 45 M

1° Francesco Chiarelli (CT Otranto)

2° Ferdinando Anghelè (CT Galatina)

Over 55 M

1° Marcello Monferrini (CT Galatina)

2° Michele Pasca (CT Maglie)

 

 

 

 

 
Cristiano Ronaldo non sarebbe dovuto nascere. La madre voleva abortire per problemi di soldi Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Tempi.it del 18 luglio 2014   

Cristiano Ronaldo, uno dei giocatori più forti e più pagati di tutti i tempi, non doveva nascere. Lo rivela la madre Dolores Aveiro nella biografia intitolata “Madre coraggio”, che esce oggi in Portogallo. «IL MEDICO NON ERA D’ACCORDO». Scrive la madre del campione in forza al Real Madrid: «Volevo abortire ma il dottore non ha appoggiato la mia decisione» e l’ha fatta desistere. La signora Aveiro ha detto di volerlo fare perché temeva di non riuscire a mantenere la famiglia con la nascita del quarto figlio. SONO IO A TENERE LA BORSA». La madre ne ha parlato anche a Cristiano Ronaldo: «Quando l’ha scoperto mi ha detto: “Vedi mamma, tu volevi abortire e ora sono io che tengo i cordoni della borsa in casa”». La madre del giocatore rivela anche di quando il figlio le ha detto che sarebbe diventato padre: «Avrò un figlio e voglio che tu sia l’unica ad aiutarmi ad educarlo e a dargli amore, come hai sempre fatto con me, i miei fratelli e le mie sorelle».

 
Lecce-Frosinone, il primo round finisce pari. Papini e Gori, è una questione tra mediani Stampa E-mail
Scritto da Tratto da LeccePrima.it di domenica 1 giugno 2014   

La gara di andata della finale termina 1 a 1. Al 15' vantaggio dei padroni di casa, ma gli ospiti trovano la rete su una deviazione decisiva della difesa giallorossa. Sul finire traversa di Bogliacino. Domenica il ritorno che vale una stagione

LECCE – Mister Lerda schiera Beretta e Zigoni dal primo minuto, con Doumbia sulla corsia sinistra e Ferreira Pinto sulla destra. Martinez va in panchina, ma in campo non c’è Vinetot, infortunatosi alla vigilia, ma Sales che va a occupare la parte destra della difesa con Diniz al centro. Il capitano è Abruzzese. Per il Frosinone di Stellone, la formazione è quella attesa alla vigilia.

Primo tempo

Il Lecce parte col piede giusto: pressing alto e grande corsa. La prima occasione è al 4’ con Zigoni che al volo anticipa il portiere Zappino ma la sfera finisce alta sulla traversa. Il vantaggio dei padroni di casa arriva al minuto 15 con Papini che ruba palla sulla trequarti a Gori, avanza di una quindicina di metri e lascia partire un destro sul quale il portiere ciociaro non può far nulla. Al 23’ Abruzzese, sugli sviluppi di un calcio d’angolo trova l’impatto con la sfera ma non la precisione.

Al 31’ la doccia fredda per il “Via del Mare”: il Frosinone ottiene il pareggio con Gori, il cui tiro è deviato da Diniz in maniera decisiva. La rete del centrocampista è propiziata da un passaggio in rovesciata di Curiale che riesce a mantenere la posizione in area di rigore. Si fa male il difensore centrale Biasi, al suo posto Bertoncini.

Il Lecce ci riprova: al 37’ un cross di Lopez viene deviato da Bertoncini e Zappino deve tuffarsi e smanacciare in calcio d’angolo per evitare la rete. Al 44’ Beretta viene spinto in area dopo aver deviato il pallone che finisce sui piedi di Papini la cui conclusione termina alta.

Secondo tempo

Nella ripresa i padroni di casa provano nuovamente a forzare i tempi e dopo due minuti non sfruttano al meglio un contropiede con Doumbia il quale invece di sfondare in area di rigore si ferma e mette al centro per Zigoni che trova la deviazione ma niente più. Bogliacino rileva Ferreira Pinto quando manca ancora mezzora al termine della gara e Beretta si sposta sulla fascia. Di gioco se ne vede poco, anche perché il Frosinone si rivela maestro nello spezzare le azioni e indurre l’arbitro, che privilegia sempre la fisicità degli attaccanti, a fischiare qualche calcio di punizione di troppo.

Zigoni non ne ha più e lascia il posto a Barraco e Beretta si sposta nella sua peregrinazione continua a fare la punta centrale. Sulla punta, al minuto 80’ ci sarebbe un calcio di rigore se non fosse per una bandierina sventolata dall’assistente di linea con un certo ritardo. A cinque minuti dalla fine Bogliacino scheggia la traversa su calcio di punizione e, dopo un tiro fiacco di Frara all’87’, Beretta sciupa una buona opportunità preferendo il tiro da fuori area invece di servire i compagni che accorrevano in superiorità numerica.

Un pareggio, quello maturato al “Via del Mare”, che lascia tutti i conti in sospeso. Al “Matusa” sarà una questione di testa, innanzitutto. Il Lecce riavrà il suo capitano Miccoli dopo il turno di squalifica mentre perderà Salvi, ammonito con fiscalità dall’arbitro per un intervento in scivolata che non tradiva alcuna cattiveria.

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