Politica Salentina
Melendugno: Il PD di Melendugno chiede chiarimenti al Sindaco Potì sul medico a Borgagne Stampa E-mail
Scritto da tratto da melendugno.net   

Circolo del Partito Democratico dell'Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e Roca

 

 

Carissimo Sindaco,

la presente per segnalare e invitare a risolvere con la massima urgenza, il gravissimo disservizio che si è venuto a creare nella frazione di Borgagne, a seguito del pensionamento del medico condotto dr. Riccardo Innocenzio. Stando alla lettera che il dott. Innocenzio Le ha inviato e che è apparsa sugli organi di stampa, da dove si evince che il dottore le muove gravi accuse: “quindi non risponde a verità, purtroppo, Sig. Sindaco la sua affermazione che la copertura sanitaria a Borgagne è assicurata, bensì, purtroppo, risponde a verità la mia affermazione che Borgagne è senza medico” – e da dove risulta a suo dire, che nonostante le sue segnalazioni tendenti a risolvere l’increscioso problema, Lei in qualità di massima autorità sanitaria comunale, nulla ha fatto tanto che buona parte dei cittadini di Borgagne si troverebbe in estrema difficoltà senza il medico di famiglia e viste le difficoltà del momento, impossibilitati a recarsi personalmente presso la USL PER FARE LA SCELTA DEL MEDICO, anche perché il Medico di riferimento non è stato ancora nominato.

Nel chiederLe di chiarire a noi, ma soprattutto ai cittadini di Borgagne, come stanno realmente i fatti, La esortiamo in qualità di massima Autorità Sanitaria Comunale, tenuto conto anche del particolare momento che le nostre comunità stanno vivendo a causa della pandemia coronavirus, di attivare immediatamente, tutto ciò che p necessario, per la nomina del nuovo medico condotto a Borgagne, al fine di eliminare questo increscioso disservizio.

Il Segretario del circolo del PD di Melendugno e Borgagne

Dott. Pantaleo Candido

 
Melendugno. PD: Il dott. Pantaleo Candido, eletto segretario del Circolo dell'unione dei Comuni Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Melendugno. Giovedì 13 febbraio 2020 è stato istituito il Circolo del Partito Democratico dell'Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e Roca. Al nuovo Circolo, fanno riferimento gli iscritti e i simpatizzanti, dei comuni di Melendugno con la frazione di Borgagne e le marine, Vernole con le Frazioni di Acquarica di Lecce, Vanze, Acaya, Struda e Pisignano, Castrì. Nel corso dell'assemblea e alla presenza di Stefano Minerva, Presidente della Provincia di Lecce e Sindaco di Gallipoli, dopo un ampio e approfondito dibattito sulla relazione dell'unico candidato alla segreteria è stato eletto Segretario del nuovo Circolo 25 Aprile dell'Unione dei Comuni delle Terre di Acaya e Roca il Dott. Pantaleo Candido. Il dott. Candido socialista di lungo corso fin dall'età di 16 anni, formatosi politicamente nell'organizzazione giovanile leccese del Psi di cui all'età di 18 anni è stato vicesegretario provinciale, ha avuto modo di conoscere, frequentando anche gli ambienti nazionali di quel partito, molti dei padri costituenti della nostra Repubblica. Dopo la diaspora e la distruzione del partito socialista, si iscrive al Circolo del Partito Democratico di Melendugno fin dalla sua nascita svolgendo anche l'incarico di Vicesegretario. E' stato tra i fautori del superamento del Circolo di Melendugno, contribuendo a istituire in maniera determinante il nuovo Circolo delle'Unione delle Terre di Acaya e roca di cui oggi si parla.  Tenuto conto che il direttivo del Circolo è formato da tutti gli iscritti, il Segretario ha chiamato a far parte della segreteria il Geom. Antonio Rubichi di Borgagne e l'Ing. Francesco Corvino di Vernole con l'incarico di Vicesegretari; la sig. Rosa Russo, il Sig. Niceta Pedone, il Sig. Francesco De Santis e il Sig. Simone Potenza come componenti. A Simone Potenza l'incarico di responsabile dei giovani democratici. Il Circolo dell'Unione con sede a Melendugno è solo un punto di partenza, in attesa di poter aprire i Circoli in tutti i centri abitati dell'Unione dei Comuni.
Iscritti e simpatizzanti sono tutti impegnati a conseguire grandi successi con il Partito Democratico, a cominciare dalle prossime elezioni regionali in Puglia.

 
PRIMO CONSIGLIO DELLA “NUOVA” PROVINCIA.IL PRESIDENTE GABELLONE:UNITARIETA’ DI INTENTI Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

La storica sala consiliare di Palazzo dei Celestini ha accolto oggi i lavori del primo consiglio provinciale della “nuova” Provincia di Lecce, all’indomani dei cambiamenti avviati con la legge Del Rio.

Primo punto all’ordine del giorno la convalida dei nuovi eletti (16 consiglieri) e il giuramento del presidente Antonio Gabellone.

“La Provincia è divenuta Ente di secondo livello, con un ruolo ancora avvolto nella nebbia, non chiaro e dai confini non ben definiti in termini di competenze e con il problema delle risorse finanziarie, bussola fondamentale per i disegni successivi dell’attività politico-amministrativa”, ha esordito il presidente Antonio Gabellone.

“Pur in questa condizione di estrema difficoltà, alcuni amministratori di enti locali hanno deciso di assumersi le responsabilità nei confronti di un lembo di terra che dimostra grande voglia, volontà e impegno verso l’obiettivo comune di fare in modo che il territorio, di fronte a una sfida giunta al momento cruciale, possa rimanere agganciato al treno delle ripresa”.

E, rivolto a tutti i consiglieri, ha proseguito: “Occorre quel sano trasversalismo, quello stare insieme rispetto agli interessi comuni del Salento, che deve vedere nel momento della programmazione uno sforzo congiunto e l’abbassarsi dei livelli di conflittualità per far emergere la volontà del territorio. Questa è una terra che si candida in maniera credibile nelle dinamiche regionali, per incidere in quelle di ordine nazionale”.

“Ci aspettano momenti difficili, a partire sin dai primi atti; penso all’adeguamento dello Statuto: dovremo lavorare insieme per fare in modo che le fondamenta dell’Ente siano condivise, trasparenti e democratiche”.
“Per gli impegni dei primi giorni, in assenza di regole precise, ci muoveremo secondo le prescrizioni statutarie che ci stiamo lasciando alle spalle, nelle more della piena attuazione della legge Del Rio”.

“Nella prossima seduta enuncerò le previsioni programmatiche. In questo senso, ripetere le esperienze positive che abbiamo avuto sarà fondamentale e la partecipazione di amministratori e sindaci agevolerà questo proposito”, ha concluso il presidente Gabellone.

A seguire, si è aperta la discussione relativa al funzionamento dell’Ente nella fase transitoria fino all’adeguamento dello Statuto, alla quale tutti i neo consiglieri hanno voluto dare il loro contributo, tra ringraziamenti e auspici.

 

 

 

 
Lavoratori socialmente utili in provincia di Lecce senza sussidio Stampa E-mail
Scritto da Rossana De Rinaldis   

I lavoratori socialmente utili della provincia di Lecce non hanno percepito dall'Inps il sussidio relativo alla mensilità di gennaio 2014. Abbiamo verificato che il ritardo è determinato perché le sedi Inps non sono ancora in grado di visualizzare, sul portale telematico predisposto a questo, gli elenchi dei percettori. Allo stesso tempo risulta che non sia sufficiente, per l'autorizzazione al pagamento, il materiale cartaceo comunque in possesso dell’Inps. Nel frattempo, Italia Lavoro starebbe rielaborando i dati delle persone interessate!

Insomma, ci sembra evidente che un meccanismo telematico che dovrebbe semplificare e accelerare le procedure, sta invece comportando il ritardo nell'erogazione del sussidio che, per la gran parte delle lavoratrici e lavoratori interessati (circa 500 nel territorio della provincia e quasi 200 operanti per l’ente Provincia) rappresenta l'unico sostegno economico di cui dispongono per sostenere le famiglie.

È grave che ciò accada, a discapito di persone che nel corso degli anni, anche a seguito del blocco del turn-over nelle pubbliche amministrazioni, garantiscono servizi essenziali per i cittadini.

La Cgil Lecce chiede che siano rimossi i problemi che hanno generato il ritardo e che tempestivamente sia corrisposto quando dovuto ai lavoratori interessati.

 
TRANS ADRIATIC PIPELINE (TAP): IL CONSIGLIO PROVINCIALE DICE "NO" ALL'INSEDIAMENTO DI SAN FOCA Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

 

E’ tornato a riunirsi questa mattina a Palazzo dei Celestini il Consiglio Provinciale. I lavori del Consiglio si sono aperti con la surroga del consigliere provinciale Francesco Bruni, attuale senatore della Repubblica, con il neo consigliere Luigi Manca. Il Consiglio ha affrontato la discussione relativa alla Trans Adriatic Pipeline (Tap) e ha preso atto della relazione predisposta dal gruppo di lavoro intersettoriale (costituito da tecnici dei Servizi Ambiente, Turismo e Programmazione strategica della Provincia, coordinati dal professore dell’Università del Salento Alberto Basset), contenente le osservazioni al progetto di realizzazione del tratto italiano del gasdotto. Ora la Provincia invierà la relazione alla Regione Puglia, quale primo contributo alle attività di competenza regionale, riservandosi di fornire ulteriori pareri e/o contributi all’esito della fase di consultazione pubblica in corso; la stessa relazione, per le procedure di competenza statale, sarà inviata al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per le procedure di competenza. Il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone nel suo intervento ha rimarcato “come la Provincia non abbia mai fatto finta di non vedere o trattare un progetto, portato alla sua attenzione solo nel settembre scorso. La Regione Puglia, invece, ha ritenuto prendere contezza della questione solo pochi giorni addietro, avviando una serie di incontri sul territorio. Questo Ente ha da subito avviato una fase di confronto con i sindaci, attenta com’è alla volontà delle realtà locali per capire in che maniera supportare i Comuni. E’ evidente che gli approfondimenti che si evidenziano in questa relazione non possono farci dire si a questa opera per come ci è stata presentata. Non emergono le condizioni di tranquillità che il territorio richiede, con diverse zone d’ombra presenti. Non siamo messi in condizione di poter dire si a questa infrastruttura; non esiste poi un termine di paragone che sia chiaro che quello è il miglior sito per la realizzazione del gasdotto”. Ed ha proseguito: “Ci siamo sforzati di dare responsabilità a questa amministrazione, nonostante il soggetto deputato a farlo, la Regione nello specifico, stia colpevolmente iniziando solo ora, a giochi nazionali e internazionali fatti, un lavoro di ascolto, da noi attivato lo scorso settembre. E’ un motivo di condanna ulteriore ad una Regione che ha dimostrato un ruolo ondivago e non utile a fare gli interessi del territorio. Siamo stati la prima amministrazione ad aver attivato in maniera concreta un’azione giudiziaria contro Ilva e Cerano, siamo stati i primi a chiudere la Coopersalento. Questa è la realtà dei fatti”. “Noi intendiamo difendere il territorio. Diremo ‘no’ a tutti quei progetti che prevedono attraversamenti invasivi sul territorio, senza che ci sia chiarezza e certezza delle ricadute negative”, ha concluso il presidente Gabellone. E infatti nel deliberato finale di contrarietà all’opera il presidente ha inserito, presentando un suo emendamento, il seguente testo: “Il Consiglio esprime il proprio parere sfavorevole a qualunque insediamento e progetto che, come quello di Tap, preveda sul territorio salentino strutture invasive, che non siano supportate da studi e approfondimenti tecnico-scientifici che ne dimostrino con chiarezza estrema l’inidoneità a danneggiare sotto ogni profilo l’ambiente e la popolazione della provincia di Lecce”. Il consiglio ha approvato il testo emendato da Gabellone e il “no” all’insediamento a San Foca con 21 favorevoli e solo 2 astenuti (il gruppo Pd), senza alcun voto contrario.

 

 
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