Eventi
Il concertone del Primo Maggio si sposta nel Salento, a Melendugno Stampa E-mail
Scritto da tratto da blastingnews   

Oltre 60 artisti hanno già aderito a quello che sarà grande un evento musicale a sostegno delle ragioni dei No Tap.

A lanciare l'idea è stato So What Festival di Melpignano, che ha iniziato una raccolta firme nel mondo artistico-culturale, contro il gasdotto di San Foca, raccogliendo moltissime adesioni. Tra i firmatari troviamo i Sud Sound System, i 99 Posse, Bandabardò, Lo Stato Sociale, Alessandro Mannarino, Roy Paci e molti altri artisti che potrebbero prendere parte al concertone. L'evento si terrebbe sul lungomare di San Foca, a circa due chilometri dall'area del cantiere, anche se per ora siamo soltanto nel campo delle ipotesi.

Il concertone della Puglia da Taranto a San Foca

L'idea del concertone nel Salento inoltre, sarebbe una sostituzione quasi naturale del concerto del primo maggio che dal 2013 si tiene a Taranto. Quest'anno infatti il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi Pensanti della città ionica, che lo aveva ideato quattro anni fa, ha rinunciato all'evento musicale, per evitare che la manifestazione potesse essere politicamente strumentalizzata, viste le elezioni amministrative che si terranno nella città dei due mari. L'idea dello spostamento a Melendugno del concertone della Puglia arriva dopo 18 giorni di protesta e vuole catalizzare l'attenzione sulle ragioni di chi si oppone al progetto TAP, attraverso una giornata di musica e cultura.

Le spese coperte da una campagna crowdfunding

So What Festival ha ringraziato Simone Dima, vicesindaco di Melendugno, per la disponibilità e le organizzazioni Fuck Normality Festival, SEI - Sud Est Indipendente Festival, CoolClub, Molly Arts Live, TTevents e Babelsound, che hanno accettato di partecipare all'organizzazione dell'evento. Inoltre, da So What Festival ci tengono a precisare che tutti gli artisti parteciperanno all'evento a titolo gratuito, così come le organizzazioni, che presteranno il loro lavoro senza pretendere alcun compenso. Per tutte le spese da sostenere invece, sarà lanciata a breve una campagna crowdfunding e le somme raccolte in eccedenza saranno donate al presidio No Tap per coprire eventuali spese legali. #notap #Salento

 
San Foca - Una pattuglia di sindaci al presidio No Tap: "Sostegno oltre le beghe di campanile" Stampa E-mail
Scritto da Tratto da LeccePrima.it   

LECCE – Schierati quasi come una formazione di calcio nelle foto di rito prima della partita, quattordici sindaci salentini si sono allineati davanti al cancello di ingresso nell’area dove si trovano gli ulivi che Tap intende espiantare e trasferire temporaneamente in un’area di stoccaggio fino al termine dei lavori di costruzione del micro tunnel del gasdotto (nella foto manca Dina Manti, arrivata successivamente allo scatto).
Nella campagna a ridosso di San Foca, insieme a Marco Potì, sindaco di Melendugno e a Luca De Carlo, primo cittadino di Vernole, c’erano Antonio Chiga di Zollino, Paolo Fiorillo di Carpignano Salentino, Andrea De Pascali di Castri di Lecce, Fabio Tarantino di Martano, Leonardo Rubichi di Cannole, Fulvio Pedone di Lizzanello, Dina Manti di Corigliano d’Otranto, Francesco Rausa di Ortelle e Paolo Lettere vicesindaco di Caprarica di Lecce, Alfonso Capraro di Castro, Francesca De Vito di Calimera e Stefano Minerva di Gallipoli. In gran parte, ma non tutti, gli stessi firmatari dell'appello inoltrato al prefetto di Lecce, Claudio Palomba, lunedì mattina quando sono partite le operazioni terminate poi con l'espianti di trentatré alberi.
Per il secondo giorno consecutivo il presidio contro il cantiere è proseguito senza problemi: del resto le parti sono in attesa del parere del ministero dell’Ambiente sulla regolarità dell'espianto. L’amministrazione comunale ritiene che non spetti al ministero il via libera, perché dovrebbe essere la Regione Puglia a farlo dopo aver verificato l’ottemperanza da parte di Tap a tutte le prescrizioni imposta in fase di valutazione ambientale. Il consiglio regionale ha intanto approvato un ordine del giorno urgente, del M5S, per dare mandato all’avvocatura di valutare la fattibilità di un altro contenzioso amministrativo proprio su questo nodo autorizzativo.
Un aspetto significativo dell'odierna visita dei sindaci al presidio è dato dal fatto che vi erano rappresentanti anche di realtà distanti decine di chilometri, come Gallipoli e Castro, peraltro comuni rivieraschi che, come Melendugno, fanno del turismo il primo fattore di crescita e che dalla costruzione del gasdotto forse avrebbero anche da guadagnarci in termini di competizione.
“Io penso – ha dichiarato Stefano Minerva, sindaco di Gallipoli - che in questo momento tutti si debbano muovere superando l’ottica campanilistica, perché ci vuole collaborazione. Con Melendugno siamo spesso in concorrenza ma non può essere questo il caso: io non sono contro il gasdotto in generale ma contro l’approdo a san Foca. Facciamolo arrivare questo tubo dove può servire a bonificare i territori”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di Castro, Alfonso Capraro: “E’ tutto il Salento che si deve mobilitare: in fondo noi che svantaggi avremmo da un’opera che impatta su San Foca, ma come comunità dobbiamo dimostrare di essere uniti. Il turismo è la nostra industria più efficiente e dobbiamo salvaguardare tutti gli aspetti ambientali. Oggi vogliamo dire in maniera chiara al governo di rivedere il punto di approdo. Che ci lascino il sole, il mare e gli ulivi”.
Francesca De Vito, sindaco di Calimera, appare molto determinata a non fermarsi all’attestazione di solidarietà “La scelta è priva di buonsenso, altre e più fruttuose soluzioni ci sarebbero potute essere. Ma che logica c’è nell’approdo a San Foca e nella connessione a Mesagne con la rete nazionale? Se davvero è un’opera necessarie a strategica, poteva essere fatta con ricadute positive su territorio già compromessi. Che il governo convochi un tavolo, aperto agli enti locali: la fascia tricolore servirà pure a qualcosa? Noi siamo pronti ad andare a Roma”.
Per Antonio Chiga, di Zollino, “il fronte si allarga, ma siamo in una fase difficile in attesa del ministero e  delle decisioni della Regione Puglia cui chiediamo di dar seguito subito a quanto votato in consiglio ed eventualmente di adottare in via cautelare gli atti conseguenti per il tempo necessario alla presentazione del ricorso”.

 
Lecce. Vecchioni: «Ai miei figli ho insegnato solo suoni» il cantautore domani a Lecce Stampa E-mail
Scritto da Nicola Morisco tratto da Gazzettadelmezzogiorno.it   

La musica e la letteratura sono da sempre gli elementi identitari del «professor» Roberto Vecchioni. Il cantautore milanese, questa volta ha voluto unire le sue due anime di artista in un cofanetto pubblicato un mese fa che racchiude il cd Canzoni per i figli (prodotto da Danilo Mancuso per D.M.E.) e il libro La vita che si ama. Storie di felicità (Einaudi editore). In attesa del tour teatrale che partirà il prossimo febbraio e che toccherà anche la Puglia, Vecchioni, domani alle 21, si esibirà al Politeama greco di Lecce. Nel suo nuovo progetto, Vecchioni ha inciso nove canzoni riprese dal suo repertorio il cui filo conduttore sono i figli, metafora di tutti i figli del mondo, e il brano inedito Che c’eri sempre, poesia musicata scritta per la mamma. Il volume, invece, contiene tredici racconti in cui Vecchioni racconta di sé, dei suoi figli, della felicità e della sua vita più intima e privata.

Vecchioni, com’è nata l’idea di mettere insieme le sue due passioni?

«Alla base c’è la passione per la cultura, l’arte e le cose belle che ho apprezzato fin da bambino. I modi per esprimerle ritengo siano tre: impararle, farle mie e insegnarle ai ragazzi, scrivere parole attraverso la musica e la narrativa. Sono tre maniere abbastanza diverse, ma che hanno lo stesso ceppo originario, per me è una specie di missione che sento dentro e porto avanti».

E’ difficile per lei essere padre?

«Questo cofanetto può essere una sorta di risarcimento per i miei figli (ride, ndr), per tutte le volte che ho sbagliato. Ho privilegiato la scelta di educare i miei figli con un po’ troppa spiritualità e fantasie, invece avrei dovuto dare più “solidità storica”. Sono rimasti un po’ carenti sotto questo aspetto, però le femmine si sono difese meglio dei maschi».

Artisticamente però è stato molto presente visto che lei ha scritto tanti brani con tema i figli?

«Ero assente, per questo ho scritto tante canzoni. Dal punto di vista artistico ho seguito le loro evoluzioni, del resto il mio modo di parlare è soprattutto quello di scrivere. Sono un educatore per immagini e suoni, non con discorsi raziocinanti o cerebrali, vado più sull’emozione sulla sensibilità, caratteristiche con le quali ho parlato sempre ai miei figli».

Qual è stato il suo insegnamento che non è riuscito a trasmettere loro?

«Una piccola cosa, forse più nei maschi che nelle femmine: non hanno capito la profondità dell’amore che c’era nelle cose che facevo, anche se a volte erano un po’ mascherate. Volevo che capissero questo tipo d’amore e di dipendenza che avevo da loro, invece non è stato del tutto compreso».

Che futuro vede per i figli?

«Devono assolutamente farcela, non devono abbattersi mai. Nel disco e nel libro non parlo solo dei miei figli, ovviamente, sono solo una metafora per parlare di tutti i figli del mondo e del rapporto con la generazione precedente e il loro futuro. Sono ottimista per il futuro, anche se sarà una battaglia durissima».

Che ruolo hanno nella vita i maestri?

«Sono fondamentali. Mi viene sempre in mente il film di Fellini “Prova d’orchestra”, l’episodio in cui i musicisti decidono di non ascoltare e seguire più il maestro, ne viene fuori un casino tremendo. Bisogna seguire i maestri che ti dicono delle cose, non pensare di poter fare da soli, mai».

Come spiega lo schieramento di molti artisti per il sì al voto sulla Costituzione?

«Non me lo spiego. Il grande artista guarda avanti certamente, è quasi sempre molto democratico. E’ comunque attaccato alla “mamma Pd”, perché è molto legato anche al ricordo di quello che è stato il progetto democratico. E’ un conservatore a sinistra e, quindi, vuole rimanere così. E’ l’unica spiegazione che posso dare. Del resto non mi stupisco più di niente, credo sia solo un periodo non una situazione definitiva. Non c’è luce, si capisce poco e quando accade questo, si torna ai primordi: alla paura del diverso, dell’avventura la paura del futuro e ci appoggiamo a un po’ di idee reazionarie».

Cito degli episodi: Bob Dylan che ha rifiutato di ritirare il premio Nobel, la scomparsa di Leonard Cohen, Mick Jagger che è diventato papà a 73anni.

«Non mi è piaciuto il rifiuto di Dylan. La scomparsa di Cohen mi ha rattristato molto, aveva molte cose ancora da dire e, forse, meritava più lui il Nobel che Dylan. Di Jagger, invece, perso sia un miracolato, probabilmente è la rincarnazione di Gesù. E’ ancora un grande artista ed è anche un grande uomo da questo punto di vista. Poi, farsi chiamare babbo a 73anni... è tanto».

 

 
MARTANO 27ª Edizione della SAGRA de la VOLIA CAZZATA dal 13 al 16 Ottobre 2016 Stampa E-mail
Scritto da Redazione   


Martano. 27ª Edizione della SAGRA de la VOLIA CAZZATA dal 13 al 16 Ottobre 2016

L'associazione Ricreativa Culturale "Cosimo Moschettini" è felice di presentare la XXVII edizione della Sagra de la Volia Cazzata, che come ogni anno si svolgerà a Martano presso Largo Primo Maggio dal 13 al 16 ottobre 2016. Una sagra diventata uno degli appuntamenti più attesi dell'autunno salentino e che come ogni anno raccoglierà migliaia di persone che giungeranno da tutta la provincia e non solo.
Un evento unico per tipicità, che ha mantenuto nel tempo i valori tipici della sagra, e che fa del buon cibo uno dei suoi punti di forza.

Ma cos' è la volia cazzata?

Nel mese di Ottobre le olive (volie) non ancora mature vengono schiacciate (cazzate) e conservate. La schiacciatura delle olive avviene con un martello di legno o con una pietra piatta. Successivamente le olive vengono messe in acqua fredda, cambiata tutti i giorni per una settimana. Infine, per il condimento si utilizza una coppa con olio, aglio, peperoncino (a discrezione), sale. L'insieme viene mescolato e conservato in un boccaccio a chiusura ermetica.

Questa specialità tutta salentina viene esaltata e promossa in grande stile per il XXVII esimo anno a Martano nell'ampio spazio coperto con oltre 2000 posti a sedere offerto dal Largo Primo Maggio dal 13 al 16 Ottobre 2016.

La sagra cade ogni anno nella terza settimana di Ottobre, per scelta dell'associazione "Cosimo Moschettini", composta da un importante numero di volontari, che si dedicano a tempo pieno nelle giornate della festa alla preparazione delle squisite ricette da servire ai visitatori della sagra ed alla organizzazione logistica, da sempre impeccabile, della stessa.

I visitatori potranno gustare gratuitamente le tipiche «volie cazzate» (le olive schiacciate), oltre naturalmente ai prodotti della tradizione agroalimentare locale come legumi, cicoreddhe (verdure selvatiche) preparate secondo le tipiche ricette, il bollito di maiale, gli arrosti e le immancabili "Pittule" e novità 2016 le crocchette di patate.

Le pietanze sono accompagnate dall'ottimo vino dell'enoteca della "volia cazzata", dove si potranno assaggiare alcuni dei migliori vini prodotti dalle aziende del territorio martanese e salentino. Si rinnova anche quest'anno la collaborazione con gli amici della Festa del risotto di Villimpenta (Mantova), un abbinamento, più che consolidato, che specifica ulteriormente l'evento determinando un "unicum" difficilmente confrontabile con manifestazioni similari. Si potranno così gustare i prodotti tipici del mantovano come il risotto, la polenta, i salumi e i formaggi mantovani oltre al rinomato lambrusco.

Non mancherà il tradizionale appuntamento con il pranzo di degustazione della domenica, che come ogni anno si svolgerà presso gli stand della sagra e che sarà aperto a tutti coloro che volessero trascorrere una domenica mezzogiorno in compagnia dello staff della Sagra e della musica semplicemente prenotando al numero +39.388.8598193. Pranzo che quest'anno sarà allietato dall'esibizione di salsa, bachata, kizomba, rueda de casino e zumba che si terrà a partire dalle ore 11.00. Un momento di festa e di gioia, dove si potranno degustare i prodotti della tradizione locale sia salentina che villimpentese e divertirsi insieme a tutto lo staff.

A Martano dal 13 al 16 Ottobre Vi aspettiamo, per 4 giorni di festa e divertimento da trascorrere insieme!

Questo il programma 2016:

GIOVEDI 13 ottobre
Ore: 19.30 - Apertura della Sagra
Ore 20.30 - Me-Ma' (Musica Popolare Tradizionale Salentina)

VENERDI 14 ottobre
Ore 20.30 - Ombre Salentine (Pizzica e musica popolare Salentina)
Ore 22.00 - I Paipers (Beat Italiano Anni 60)

SABATO 15 ottobre
Ore 20.30 - Free Strings (Acoustic rock, pop, folk, blues)
Ore 22.30 - Stella Grande e Anime Bianche (Pizzica e musica popolare salentina)

DOMENICA 16 ottobre
Ore 11.00 - Esibizione di salsa, bachata, kizomba, rueda de casino e zumba (Scuola AHI NAMA')
Ore 13.00 - Pranzo di degustazione
Ore 20.30 - Gruppo Folk 2000 (Pizzica/Folk Salentino)

Per info e prenotazione posti pranzo di degustazione 3888598193.
Chiusura prenotazioni sabato 15 ottobre ore 24.00.

 
Anche quest’anno torna per la sua 32esima edizione la FESTA DELLA MUNICEDDHA Stampa E-mail
Scritto da Tratto da LeccePrima.it   

Anche quest'anno torna per la sua 32esima edizione la FESTA DELLA MUNICEDDHA Eventi a Lecce

Dal 10 al 13 agosto ritorna l’evento più atteso dell’estate salentina!

Organizzata dalla Pro Loco Cerceto di Cannole, la FESTA DELLA MUNICEDDHA, da 32 anni, si distingue per importanza e visibilità. Nata nell’intento di far rivivere le antiche tradizioni locali quali la raccolta e il consumo della lumaca o meglio della municeddha, la manifestazione si caratterizza in qualità di sagra alla quale si aggiungono le peculiarità tipiche di una vera e propria festa popolare. La scelta della Pro Loco di configurare l’evento come festa è motivata dal legame stretto nei secoli tra Cannole e la lumaca, chiamata in forma dialettale municeddha. L’importanza che la lumaca riveste per il paese è suggerita dallo stesso appellativo attribuito ai cittadini di Cannole: cuzzari, che corrisponde a raccoglitori di cozze, un chiaro riferimento alla pratica del cogliere lumache per i campi. La forza della Festa della Municeddha, risiede, di conseguenza, nell’offerta non di un prodotto qualsiasi, ma di quello che più identifica Cannole e che porta con sé l’intero patrimonio culturale del paese. La Pro Loco di Cannole ha dato una forte visibilità al paese poiché ha saputo onorare la municeddha con una grande Festa che rappresenta un classico appuntamento dell’agosto salentino, per alcuni versi, il più suggestivo. Un’occasione unica per respirare l’aria di una vera e propria festa popolare, che propone una cucina tipica al ritmo di musica e folklore, ma anche di storia e cultura.

Durante la Festa della Municeddha, la lumaca può essere gustata in tre preparazioni differenti: al sugo, soffritta e arrostita. Nel corso delle quattro serate previste dalla sagra, possono essere degustati, inoltre, piatti tipici della tradizione salentina accompagnati dal vino rosato Vecchia Torre di Leverano. Presenti da varie edizioni gli sponsor Dreher, con fiumi di freschissima birra, e Averna , il famoso amaro siciliano che con Don Salvatore in tour porterà, a Cannole come nelle più note kermesse culinarie, il personaggio ispirato al fondatore della marca ed interpretato, nella nuova campagna di comunicazione, dall’attore hollywoodiano Andy Garcia. Presso lo stand di Don Salvatore, sarà possibile divertirsi con giochi a tema, scattare foto ricordo e, naturalmente, degustare Amaro Averna. Ma la Festa della Municeddha non è solo la meta ideale per chi ama appropriarsi delle tradizioni e del cibo locale. La Festa è anche tanto divertimento raccontato al meglio dall’attenzione particolare che in questa edizione 2016 è stata riservata alla colonna sonora che regalerà vere emozioni rendendo questi giorni indimenticabili. I palchi presenti saranno due sui quali si alterneranno ben 10 gruppi ai quali si aggiungerà una eclettica street band itinerante, la Stella Band Serenade.

I gruppi, formati da valenti musicisti, spazieranno dalla musica folk alla musica popolare salentina , dal beat anni ’60 allo ska e al funk. Il palco area stands dal 10 al 13 agosto, vedrà, in sequenza, la presenza dei Tàkorassia, dei Folkalore, degli Sciacuddhuzzi e dei Terre a Sud. Il palco centrale vedrà esordire il 10 agosto per la prima volta a Cannole, I Paipers, con il loro look, lo slang e con la forza travolgente del beat italiano anni ’60 per una serata tutta da ballare. L’ 11 agosto sarà la volta degli Alla Bua, nati dalle esperienze più tradizionali della cultura musicale salentina. Il 12 agosto un graditissimo ritorno. Dopo la loro reunion, tornano a suonare nel paese che li ha visti nascere i Mama Ska. A seguire, la serata del 12 si concluderà con I Scianari, gruppo di musica popolare salentina. L’ultima sera vedrà sulla scena uno dei gruppi più quotati del panorama musicale salentino e non solo: i Bundamove, band nata grazie all’amore per il funk e per la black music di giovani musicisti, tutti di grande spessore. A chiusura della kermesse, la scena finale sarà un omaggio della Festa della Municeddha ad un gruppo storico di Cannole che festeggerà 40 anni di ininterrotto successo: il Gruppo Folk 2000. Un finale che si preannuncia spettacolare e ricco di sorprese.

Le novità di questa edizione non si esauriscono qui. Un concorso per la foto più significativa che verrà scattata durante la Festa e che verrà postata sui social oltre ad un concorso per poesia e pittura che quest’anno avrà per tema “ La tradizione in movimento. Il tuo paese, la tua Festa.” Una giuria di critici che sarà presieduta da un personaggio famoso sceglierà le opere più interessanti e queste saranno premiate in una Festa di Fine Estate, un evento nuovo che esalterà la valenza culturale che la Festa della Municeddha da sempre porta con sé.

Per finire, quest’anno, saranno messi in vendita dei sacchettini portafortuna con le municeddhe provenienti da un allevamento di lumache di Cannole. Queste municeddhe, da regalare o da comprare per sé, consentiranno una volta preparate secondo l’antica ricetta cannolese, di portare a casa i profumi e i sapori della nostra tradizione.

Questa è la Festa della Municeddha 2016. Una manifestazione diventata, anno dopo anno, sempre più un punto di riferimento grazie ad una crescita esponenziale che oggi la colloca tra le sagre più rinomate del territorio italiano sia per l’organizzazione che per la qualità e la bontà dei prodotti. Da sempre il forte legame identitario di Cannole con la sua Festa della Municeddha, che rimane l’unica sagra delle lumache dell’intero Sud Italia, riempie di orgoglio tutti i cittadini che hanno visto il paese cambiare il proprio status e collocarsi tra le mete turistiche più ambite del Salento.

Per concludere possiamo fare nostra la citazione di Marcel Roland, scrittore e naturalista francese:

“La carne di chiocciola è cibo per il popolo, perché solo il popolo sa creare attorno ad essa una festa tutta sua” .

Noi aggiungiamo: una Festa unica e imperdibile



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Anche quest'anno torna per la sua 32esima edizione la FESTA DELLA MUNICEDDHA Eventi a Lecce


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