Eventi
Melendugno -Nuovo Cinema Paradiso, Spettacolo rinascimentale sul vino Stampa E-mail
Scritto da Marco Candido   

"Viva viva Bacco ognor!" - Musica, canto e danza nelle taverne del Rinascimento

La taverna è il luogo dove il vino è il protagonista assoluto, il trait d’union che tempera l’animo e prepara la voce al canto, riscalda i corpi e li spinge alla danza. Già esplorata nel tardo Medioevo, a cavallo tra il XVI e il XVII secolo la taverna si popola di musicisti, popolani, mercanti, frati, giocatori di carte, indovini.

La nostra taverna immaginaria si anima all’imbrunire con una ricca tavola imbandita, intorno alla quale si radunano ospiti che suonano, cantano, danzano ma soprattutto bevono in onore di Bacco e dei piaceri della sua chiassosa Compagnia. Ma non siamo nei boschi dei baccanali, bensì in un luogo dove i viaggiatori hanno bisogno non solo di rifocillarsi ma anche di riposare. Sarà l’oste a porre fine a tanta festa, spegnendo le candele e congedando gli ospiti ancora avidi di vino, musica e amorevole compagnia per passare la notte.

Con Viva viva Bacco ognor! l’Ensemble Concentus di Lecce cerca di rievocare quell’atmosfera intima e ludica delle taverne rinascimentali, dove l’odore del camino acceso si unisce a quello delle pietanze calde anaffiate col vino delle brocche in terracotta. Una drammaturgia essenziale cerca di amalgamare brani di provenienza varia: l’Italia, l’Inghilterra, la Spagna, la Francia, l’Europa centrale. L’utilizzo di strumenti antichi e delle loro tecniche di esecuzione avvolge il pubblico in sonorità a volte ruspanti, a volte delicate e raffinate. Il canto racconta la vita quotidiana e invita i danzatori della Compagnia di danze storiche Tempus Saltandi ad unirsi nel ballo di branles francesi o graziose gagliarde italiane o di rustiche danze contadine animate dal suono della piva.

L’Ensemble Concentus è integrato da Maurizio Ria (viola da gamba), Elena Mignone (canto), Maria Grazia Chiarito (chitarra barocca e liuto), Pier Paolo Del Prete (violino barocco), José Luis Molteni (canto, fiati e percussione).

La Compagnia di danze storiche Tempus Saltandi è diretta dalla prof.ssa Rita Cantoro e integrata da Gloria Dascenzi, Francesca Grasso, Mattia Ragolia, Priscilla Rucco, Irene Simone. I costumi dei danzatori sono ricostruzioni realizzate da Filomena Tramacere e dai danzatori stessi seguendo l’iconografia dell’epoca.

Gruppo di Danze Storiche “Tempus Saltandi”

Il Gruppo di Danze Storiche è diretto dalla Dott.ssa Rita Cantoro che, dopo una lunga formazione nella danza classica con esami annuali sostenuti con la Royal Ballet Society di Edimburgo fino al grado 'Advanced', si è poi dedicata esclusivamente alle danze storiche ricercando e studiando i trattati e i manuali coreutici dei secoli passati, frequentando i corsi internazionale della F.I.M.A. (Fondazione Italiana per la Musica Antica) a Urbino e quelli organizzati dall'Associazione culturale “Il canto delle muse” per Rovigo Musica Antica, partecipando a stage con docenti di fama internazionale (Barbara Sparti, Gloria Giordano, Bruna Gondoni, Lieven Baert). Il gruppo dei danzatori è impegnato già da alcuni anni in spettacoli, cortei, animazioni e rievocazioni storiche.

Ensemble “Concentus”

L’Ensemble “Concentus” è un ensemble strumentale specializzato in musica antica fondato da Maurizio Ria nel 1992. L’Ensemble è formato da apprezzati musicisti che da molti anni sono presenti sulla scena musicale svolgendo un’intensa attività concertistica con formazioni che vanno dal Duo all’Orchestra Sinfonica, collaborando con numerose compagini specializzate in esecuzioni filologiche come Le Concert des Nations diretto da Jordi Savall, la Confraternita dè Musici, il Collegium Musicum “Almae Mater” (Bologna), l’Accademia “Montis Regalis” (Mondovì), l’Accademia di Terra d’Otranto e molte altre ancora effettuando svariate incisioni discografiche e tournée in Italia e all’estero (Svizzera, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Grecia, Montenegro, Rep. Ceca...).

 
VIII edizione Premio giornalistico nazionale Stampa E-mail
Scritto da Ludovica Piliego   

C’è tempo sino a mercoledì 30 aprile per iscriversi alla ottava edizione del Premio Giornalistico Maurizio Rampino organizzato e promosso dal Comune di Trepuzzi e dall’Associazione “Amici di Maurizio” in collaborazione con La Gazzetta del Mezzogiorno e con il patrocinio e il sostegno dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, di Coldiretti Lecce, del GAL Valle Della Cupa e dell’Unione dei Comuni del Nord Salento.

Da otto anni, il Premio ricorda la figura del giornalista prematuramente scomparso il 14 Giugno 2006, la sua indipendenza di giudizio, il suo coraggioso saper andare controcorrente e anticipare i tempi, il suo osservare quello che accadeva e saperlo riportare con puntualità e obiettività e "prosegue" il suo lavoro.

Possono concorrere al Premio gli autori di reportage fotografici e di articoli in lingua italiana pubblicati da agenzie di stampa, quotidiani, settimanali, periodici, testate on line e servizi radiotelevisivi trasmessi dal 1 gennaio 2013 al 15 aprile 2014 sul tema "Economia in ginocchio e famiglie allo stremo: l’avanzata dei nuovi poveri”.  È prevista inoltre una sezione dedicata alle opere inedite.

Il premio è riservato ad autori che, al 30 dicembre 2013, abbiano compiuto i 18 anni di età, non necessariamente iscritti all’Ordine dei giornalisti, nell’intento di valorizzare l’impegno di Maurizio Rampino sulla formazione professionale dei giovani colleghi e degli aspiranti giornalisti. Ogni concorrente potrà partecipare con un solo articolo/servizio/reportage fotografico. Non sono ammessi articoli/servizi/reportage fotografici già premiati in altri concorsi giornalistici. Ogni servizio audio-video non dovrà avere una durata superiore a quindici minuti.

La Giuria del concorso è composta dal sindaco del Comune di Trepuzzi, da due giornalisti de La Gazzetta del Mezzogiorno, da due fotoreporter di quotidiani salentini, dal presidente dell’Associazione “Amici di Maurizio”, dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia e dal presidente della Provincia di Lecce (o da persone da questi delegate). Nella categoria editi saranno premiati tre articoli o servizi con 2000, 1500 e 1000 euro. Un premio del valore di 600 euro sarà assegnato all’autore dell’articolo/servizio inedito. Un altro premio del valore di 500 euro sarà assegnato all’autore del miglior reportage fotografico.

Nel corso della cerimonia di premiazione, che si svolgerà a Trepuzzi sabato 31 maggio, sarà assegnato anche il “Premio Giornalistico Maurizio Rampino alla carriera”, in collaborazione con Coldiretti Lecce. Dopo Antonio Padellaro, Luca Telese e Riccardo Iacona. Quest'anno gli organizzatori hanno deciso di premiare Corrado Formigli, classe 1968, conduce ogni lunedì «Piazzapulita» su La7. Ha iniziato a fare il giornalista nella redazione fiorentina di «Paese Sera». Nel 1991 si trasferisce a Londra e inizia a collaborare con «il manifesto». Nel 1994 passa alla tv con Michele Santoro, è inviato di tutti i suoi programmi in Rai e Mediaset fino al 2002. Nel 2003 partecipa alla nascita di Sky tg24. Per l'emittente di Murdoch conduce ogni sera la nightline «Controcorrente» e realizza, fra l'altro, l'intervista scoop ad Abu Omar, l'imam rapito a Milano dalla Cia. Dal 2008 al 2011 è stato autore e inviato di «Annozero». Ha viaggiato molto e raccontato le guerre e i principali eventi politici e sociali degli ultimi vent'anni. Con i documentari sulle stragi islamiste in Algeria e l'apartheid in Sudafrica ha vinto due volte il premio Ilaria Alpi.

I concorrenti che intendano richiedere ulteriori informazioni sulle finalità o sulle modalità del concorso possono contattare i numeri:
3394888128, 3394313397 oppure scrivere all’indirizzo mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il bando di partecipazione è scaricabile sul sito del premio:
www.premiomauriziorampino.it e sui siti istituzionali del Comune di Trepuzzi www.comune.trepuzzi.le.it e della Provincia di Lecce www.provincia.le.it

 
Brindisi - al Dopolavoro di Brindisi la finale regionale di Arezzo Wave Band Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

 



Mery Fiore, Distilla Dozer, The Yellow, Don't Ask Me, Mezzania sul palco del Dopolavoro di Brindisi per conquistare la possibilità di suonare durante il prestigioso festival toscano

 

Giovedì 10 aprile (ore 22.00 - ingresso gratuito fino alle 23, dopo 3 euro) al Dopolavoro di Brindisi appuntamento con la finale regionale pugliesi di Arezzo Wave Band. Sul palco spazio alle sonorità electro-pop della leccese Mery Fiore, al cocktail di elettronica, rock, industrial, funk, reggae, dubstep, drum'n'bass dei brindisini Distilla Dozer, allo stile british tra riff elettrici e tendenze pop dei baresi The Yellow, al groove dei tarantini Don't Ask Me che mescolano indie rock, punk, post punk e hardcore, alle sonorità pop della cantautrice foggiana Mezzania. La giuria composta da Carlo Chicco (Controradio), Alfonso Fanizza (Pelagonia music), Ennio Ciotta (Nuovo Quotidiano di Puglia), Tore Nobile (direttore artistico del Dopolavoro), Alessandro Miglietta (Radio Flo) decreterà la band che rappresenterà la Puglia sul prestigioso palco di Arezzo Wave Love Festival. Il live sarà trasmesso via streaming su radioflo.it

Ogni anno Arezzo Wave Love Festival scommette sulle band emergenti, centinaia di band di ogni genere musicale, con repertorio originale, partecipano al contest tramite il sito ufficiale o attraverso le "antenne" presenti su tutto il territorio. Una vivacità che continua a crescere nel nostro Paese, nonostante tutte le difficoltà della musica dal vivo, della formazione per una carriera artistica professionista, dei luoghi e delle strutture per suonare. "Arezzo Wave Band" si conferma un successo e un punto di riferimento irrinunciabile per chi suona e vive la musica. Centinaia di date in ogni angolo d'Italia, selezioni provinciali e la gran finale regionale. Sono concerti veri e propri, professionali, con un pubblico attento e curioso che cerca nelle nuove proposte i futuri Ministri, Zen Circus, Heike has the Giggles, Waines - solo per citare alcuni vincitori degli ultimi anni - nelle decine di locali che ospitano le date organizzate dall'Italia Wave Network. Ogni Regione decreterà la miglior band che in premio si esibirà a Italia Wave Love Festival e agli eventi organizzati dalla Fondazione Arezzo Wave Italia.

 

 
GALATONE - IL GRANDE SALENTO PER IMMAGINI - ALLE 18:30 AL PALAZZO MARCHESALE Stampa E-mail
Scritto da Rossana De Rinaldis   

Giovedì 20 marzo alle 18:30 nel Palazzo Marchesale di Galatone, sarà presentato il libro storico fotografico: IL GRANDE SALENTO PER IMMAGINI "GALATONE". Interverrà alla manifestazione il Sindaco Livio Nisi, l'autore dei testi Prof. Francesco Danieli, l'Assessore al Turismo della Provincia di Lecce Dott. Francesco Pacella e l'autore dei servizi fotografici Michele Mariano. La realizzazione del libro nato da un progetto della Casa Editrice il Salentino Editore, è stata resa possibile grazie alla grande determinazione dell'Amministrazione Comunale di Galatone guidata dal Sindaco Livio Nisi e alla partecipazione di circa cinquanta attività commerciali che hanno sostenuto finanziariamente il progetto. L'impaginazione e l'editing è stata curata dal grafico galatonese Douglas Rapanà. Il volume dall'inizio di marzo è disponibile oltre che presso l'editore in tutte le librerie del Salento.

 
LA CASA DEL SALE. STORIE DI UN ALTRO SALENTO Stampa E-mail
Scritto da Rossana De Rinaldis   

Sabato 1 marzo (ore 18.00 - ingresso gratuito) il Graffio Coffee Bar di Galatone (Le) ospita la presentazione de "La casa del sale. Storie di un altro Salento", un'antologia di storie e racconti della scrittrice e operatrice culturale salentina Wilma Vedruccio, che narrano di un tempo sospeso nello spazio dell'anima, pubblicato dalle edizioni Kurumuny. Con l'autrice interverranno Giuseppe Resta, architetto e blogger, e l'editore Giovanni Chiriatti. L'appuntamento rientra nella manifestazione "Le librerie del flash mob". Un evento nato dal basso e cresciuto in modo esponenziale. Un'iniziativa lanciata dalla Fondazione Caffeina per sensibilizzare sul tema della cultura. Non solo tante persone ma anche tantissime librerie di tutta Italia aderiscono all'evento, promuovendolo, applicando sconti o organizzando inizitive collaterali.


La casa del sale è un Salento fatto di tramonti infiniti, goduti fino al momento in cui anche l'ultima briciola di sole si spegne nel mare, nell'attesa di tornare a goderne ancora e ancora. I racconti si fanno trama e si intessono l'uno nell'altro in un finissimo ricamo di storie e di personaggi, come un corredo antico, di quelli lavorati al telaio. Sullo sfondo, una terra i cui contorni si sfumano fino a disegnare un paesaggio mitico o, forse, uno di quei luoghi irreali che appartengono all'anima. È difficile quanto inutile cercare il confine tra racconti e ricordi autobiografici ai quali l'autrice attinge come da uno scrigno segreto nel quale custodisce frammenti preziosi che diventano nella scrittura ricami di arazzi introvabili. Il libro è diviso in cinque sezioni: ritratti, fantasticherie, naturalia, istantanee, miscellanea. A ognuna corrisponde una raccolta di scritti su argomenti diversi e davvero dei più vari: dall'arte alla musica, dall'autobiografia al sogno. E così l'autrice ci accompagna in un Salento che a volte si fa paesaggio ben definito, territorio con tutte le sue delizie e le sue croci, a volte sfuma fino a diventare un anfratto nascosto dell'anima. Nell'ultima parte del libro, l'autrice ha voluto ospitare alcuni racconti di un caro e giovane amico, Lucio Toma, la cui scrittura ben si integra con il resto dell'opera. Senza nessuna frattura, gli ultimi tre racconti costituiscono una sorta di epilogo in bilico tra sogno e realtà.


Wilma Vedruccio è una scrittrice e operatrice culturale salentina. Donna colta, tenace, appassionata di tradizioni popolari e ferma sostenitrice del recupero della sua terra, ricca per natura, storia e cultura. Ama intensamente la vita cogliendone la bellezza nella natura, nella saggezza di chi opera per la salvaguardia delle cose semplici e vere. Attivissima sul web con lo pseudonimo di Mitilo Salentino.

Kurumuny, dal grico germoglio d’ulivo, ramo giovane, rappresenta una solida realtà che affonda le radici nel territorio, sospesa fra sedimenti di antichità e orizzonti futuri. Kurumuny edizioni nasce nel 2004, in un Sud animato da un fermento culturale che nel 2001 è stato linfa vitale dell’omonima rivista di cui la casa editrice è naturale proiezione. Abbiamo mosso i primi passi spinti dall’idea di restituire all’editoria un processo creativo e culturale: quest’idea è diventata la nostra vocazione consolidata nel tempo. Un percorso caratterizzato dalla cura artigianale nella costruzione del libro, dall'attenzione agli autori, dalla ricerca del particolare grafico, perché pensiamo che bisogna restituire l’editoria alla sua dimensione umana, al testo la bellezza tattile: il piacere del suo possesso. Il catalogo ha saputo conquistare segmenti di mercato inesplorati, proponendo titoli che spaziano tra etnomusicologia, saggistica e narrativa d’inchiesta. Siamo convinti, oggi più che mai, che sia importante conoscere le nostre radici, per guardare senza paura al futuro, ponendoci come obiettivo una più larga diffusione della cultura.

 
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