Politiche Regionali
Emergenza Coronavirus, Emiliano: "Servono oltre 2mila operatori sanitari" „ Stampa E-mail
Scritto da Tratto da Lecceprima.it   

Emergenza Coronavirus, Emiliano: "Servono oltre 2mila operatori sanitari"

LECCE - Il sistema sanitario pugliese tiene testa alla possibile diffusione del temuto Coronavirus. Le rassicurazioni in tal senso vengono dal presidente Michele Emiliano che parla di un numero di casi di infezione che non preoccupa ancora perché è sotto controllo.

I pazienti sono, insomma, gestiti bene negli ospedali pugliesi e le capacità della rete sanitaria non sono sature. Questo per ora. L'evoluzione della situazione rimane, infatti, un'incognita ma la Regione Puglia sta già delineando gli scenari possibili per affrontare un numero superiore di ricoveri.

Tanto per cominciare, la possibile emergenza richiede un'iniezione di personale aggiuntivo nelle strutture sanitarie. Più in dettaglio servono 2 mila 539 persone, di cui 678 medici comprensivi di 35 convenzionati per 118.

La Regione Puglia ha già trasmesso al governo nazionale la richiesta di assumere queste unità da smistare nei reparti chiave: terapia intensiva, pronto soccorso, malattie infettive, pneumologia, cardiologia e medicina interna. “La nostra richiesta rientra nel piano di potenziamento dei posti letto di malattie infettive e della terapia intensiva che avverrà su tutto il territorio e che al più presto vi illustrerò nel dettaglio”, ha precisato il governatore. Le assunzioni saranno anche extra dotazione organica e con le modalità più rapide: tramite avvisi pubblici o andando ad attingere dalle graduatorie già attive. Per far fronte alle esigenze straordinarie e urgenti derivanti dalla diffusione del Covid-19, il governo nazionale ha inoltre già ufficialmente autorizzato le Regioni a richiamare in servizio medici e infermieri in pensione.

“Medici, infermieri e operatori sanitari sono la forza della nostra rete ospedaliera – ha commentato Emiliano -. Un infinito grazie va a tutti loro e grazie sempre a voi per l’attenzione che ci mettete: avere comportamenti responsabili in questo momento fa la differenza”.



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Consiglio regionale: approvata la mozione a difesa della libertà di stampa Stampa E-mail
Scritto da Tratto da corrieresalentino.it   

PUGLIA – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità, senza la partecipazione al voto dei consiglieri del M5S, la mozione urgente a favore della libertà di stampa e di informazione, il cui primo firmatario è il capogruppo di FI Nino Marmo, sottoscritta da numerosi altri consiglieri di maggioranza ed opposizione.
Con il provvedimento approvato si impegna il presidente del Consiglio regionale “a censurare le affermazioni, ingiuriose e denigratorie, fatte dai rappresentanti del governo e ad esprimere piena solidarietà e vicinanza nei confronti di tutta la categoria dei giornalisti, volgarmente offesa e minacciata dai rappresentanti del Governo”.
Si impegna ancora il presidente della Giunta regionale ad “accelerare le procedure per la promozione ed il sostegno al pluralismo e all’innovazione dell’informazione e della comunicazione regionale, previste dalla legge regionale approvata a febbraio 2018, come atto tangibile di vicinanza e considerato che tale sostegno viene eliminato a livello del governo nazionale”. In ultimo ci si impegna a lavorare in tutte le sedi opportune per evitare che si possano mettere in atto, per via legislativa, da parte del governo centrale, misure volte a limitare la libertà di stampa e di informazione.

 
"Da San Foca notizie drammatiche, la battaglia va avanti in tutte le sedi" Stampa E-mail
Scritto da Tratto da LeccePrima.it   

BARI – La battaglia va avanti. Così, almeno, promette il presidente regionale Michele Emiliano. Che spiega: è stata impugnata la nota del ministero dell’Ambiente del 27 marzo, si è ancora in attesa della decisione della Corte costituzionale e, intanto, è stato istituito un tavolo politico permanente con il sindaco di Melendugno, Marco Potì, e gli altri interessati.
Emiliano, che giudica “drammatiche” le notizie che giungono da San Foca, offre una lettura forte di quanto sta avvenendo: “Descrivono una situazione nella quale il Governo della Repubblica sta utilizzando le forze dell’ordine per risolvere una questione politica che non ha mai voluto affrontare ascoltando le popolazioni residenti ed in particolare l’indicazione della Regione Puglia e dei Comuni, che avevano chiesto di localizzare l’approdo del gasdotto più a nord, nell'area del comune di Squinzano, che ha dato il suo consenso, evitando di impegnare una delle più belle spiagge dell'Adriatico pugliese”.
Il governatore lamenta che “si risponde sempre stancamente che questo spostamento non è possibile perché si perderebbe troppo tempo”. “La fretta dunque – prosegue Emiliano - ancora una volta passa sopra le teste di cittadini e delle istituzioni locali che pure hanno saputo difendere la Costituzione della repubblica nella parte in cui tutela le autonomie locali e la autodeterminazione degli stessi”.
A parere del governatore pugliese, “la battaglia del Tap è diventata per il Governo un simbolo della sua volontà di non dare alcun peso al parere delle popolazioni residenti che devono ricevere grandi opere pubbliche ad alto impatto ambientale. Eppure la Puglia non ha mai detto no al gasdotto Tap – precisa -, ma anzi intendeva favorirne la realizzazione pacifica attraverso una sua diversa localizzazione”.
Secondo Emiliano, oggi “si stanno confrontando a San Foca non i manganelli della polizia e le fasce tricolori dei sindaci ma due diverse concezioni della politica. L'una servile rispetto agli interessi dei grandi gruppi economici e dura e severissima con i diritti dei cittadini. L'altra, basata sulla connessione tra istituzioni e popolo a tutela dell’ambiente e della bellezza”.

I PROSSIMI PASSI

“Ieri purtroppo abbiamo dovuto incassare una pesante sconfitta giudiziaria da parte del Consiglio di Stato”, ammette Emiliano, che però ricorda: “Pende ancora davanti alla Corte Costituzionale il ricorso per conflitto di attribuzione proposto dalla Regione Puglia nei confronti del Governo per non aver dato neanche una risposta sulla richiesta di revoca dell'autorizzazione unica, cioè per non averla coinvolta sin dal momento della presentazione del progetto da parte di Tap”.
Presso la Commissione parlamentare antimafia il governatore pugliese a suo tempo ha anche spiegato “l'incongruità dell’approdo del Tap tanto a sud da costringere alla costruzione di un gasdotto terrestre di 55 chilometri per la riconnessione alla dorsale Snam, che dovrà essere realizzato a carico della tariffa gas dei cittadini italiani, pur essendo al servizio di un'opera privata sia pure di interesse pubblico”. E ha specificato che “in quell'area l'inutile tratto aggiuntivo del gasdotto terrestre avrebbe costretto allo spostamento di migliaia di alberi di ulivo”. Tutto inutile, sino a oggi.
Si resta quindi in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale, che ser accogliesse le richieste, consentirebbe di ridiscutere l'approdo Tap. E, intanto, annuncia Emiliano, “abbiamo deciso di impugnare la nota del ministero dell’Ambiente del 27 marzo 2017” che “’autorizz’ Tap ad effettuare le attività preparatorie alla effettiva fase di inizio dei lavori. La Regione Puglia si riserva ogni ulteriore eventuale iniziativa giudiziaria finalizzata alla modifica del punto di approdo”.
Un altro fronte è aperto poi a livello nazionale in sede di Via per l’esame del progetto di microtunnel. “In quella sede - dice il governatore - vigileremo con grande determinazione per ottenere lo spostamento dell’approdo nell’area del comune di Squinzano da noi indicata”.

 
Xylella - Loizzo: un terremoto infinito da affrontare con grande coesione Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Serve il massimo impegno e il massimo della compattezza di tutti per dare finalmente risposte concrete e soluzioni possibili al dramma della xylella che si è abbattuto sul Salento come un terremoto interminabile. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, incontrando con i capigruppo consiliari una delegazione delle Organizzazioni Sindacali e cooperative agricole, nel corso della manifestazione sotto il palazzo di via Capruzzi, in occasione della seduta del Consiglio regionale con all'ordine del giorno il disegno di legge che prevede misure per contrastare la diffusione del batterio.
"Siamo di fronte a una vera tragedia, anche se per ora sono morte solo le piante, ma bisogna evitare che muoiano anche i coltivatori", ha detto Loizzo. L'approccio giusto secondo il presidente è "cominciare a decidere il da farsi, mettendo da parte polemiche che non portano da nessuna parte e divisioni che non aiutano. Abbiamo bisogno di concentrare le forze per i necessari confronti operativi a livello nazionale ed europeo".
Sono legittime le richieste del mondo agricolo: meno burocrazia, misure tarate sulla situazione concreta, ma la sfida fondamentale è il reimpianto, "questa la partita vera" per Loizzo, con il concorso della ricerca che sta mettendo a punto una nuova cultivar. Un rinnovamento e un ammodernamento straordinario dell'intero comparto diventano obiettivi da perseguire con determinazione.
Bisogna al più presto riconsiderare l'insieme degli interventi, mettendo insieme le risorse regionali, nazionali ed europee "per assicurare il riavvio di una specializzazione agricola fondamentale". Al più presto occorre scongiurare un futuro drammatico, ha concluso il presidente Loizzo, invertendo la tendenza con interventi urgenti ed efficaci, in un clima "di grande coesione locale e regionale e grande attenzione da parte dei parlamentari europei e nazionali". (fel)

 
Consiglio Regionale - Approvata la mozione del M5 Stelle contro l'espianto degli ulivi Tap Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

I lavori del Consiglio regionale si sono conclusi con l’esame di due documenti riguardanti l’espianto degli ulivi dall’area interessata dall’attraversamento del gasdotto TAP in territorio di Melendugno.
Con l’ordine del giorno approvato dall’Aula, presentato e sottoscritto dai consiglieri regionali del M5S, dopo un'ampia narrativa, si impegna l’Avvocatura regionale a valutare l’impugnabilità della nota emessa in data 17 marzo con la quale il Ministero dell’Ambiente , nel riscontrare le osservazioni della Regione Puglia protocollate in data 15 marzo, soprassiede ai rilievi evidenziati “con ciò arrecando nuovamente, attraverso un comportamento sostanzialmente omissivo, un grave vulnus alle attribuzioni della Regione” e, contestualmente chiede di valutare “la proficuità di una denuncia in Procura inerente le procedure di espianto e spostamento degli ulivi posti in essere da TAP, procedure queste che pur non costituendo concreto avvio dei lavori, certamente costituiscono attività ad essi propedeutica”.
Ha ottenuto i 24 voti dei consiglieri presenti ed è stata politicamente recepita dal presidente Emiliano, la mozione urgente a firma del capogruppo di Articolo1-MDP, Ernesto Abaterusso, che sempre sul tema degli espianti degli ulivi nell’area interessata dai lavori TAP a Melendugno, impegna il governo regionale a chiedere al governo nazionale un atto di responsabilità nei confronti della Puglia e dei suoi beni naturali, accogliendo le richieste che vengono dal territorio e dando una risposta positiva alla petizione avanzata dai Sindaci; a sollecitare i parlamentari e rappresentanti del Governo pugliesi a sostenere le buone ragioni della Puglia; ad attivarsi anche in queste ore e coerentemente con le posizioni già assunte , a trovare una via di uscita che consenta di rispondere positivamente all’appello dei sindaci e delle popolazioni del Salento coinvolte.

 
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