Territorio
Lecce. Seminario: L’Olivicoltura salentina e la sfida generazionale Hilton Garden Inn, 24 marzo 2017 Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Avrà luogo a Lecce, venerdì 24 marzo, alle ore 9, presso l’Hotel Hilton Graden Inn, il seminario dal titolo “L’Olivicoltura salentina e la sfida generazionale, il ruolo dell’istruzione agraria e della formazione universitaria” con la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo scolastico-accademico, delle attività Olivicoltura_sm.jpgproduttive e delle Istituzioni del territorio.
Apol, Cia ed Italia Nostra - Sezione Sud Salento, condividendo un percorso comune, hanno promosso, nel periodo dicembre 2016 - marzo 2017, un calendario di appuntamenti tecnico - programmatici al fine di sensibilizzare gli studenti e sollecitare gli imprenditori agricoli e le Istituzioni a collaborare e a fare sistema, nella prospettiva di una nuova olivicoltura basata su una rinnovata sostenibilità economica, ambientale e sociale. Le tre organizzazioni hanno inteso inoltre sottolineare il bisogno di formare giovani preparati, diplomati e/o laureati, capaci in primo luogo di valorizzare la propria intelligenza e preparazione generale, acquisendo competenze specialistiche mirate alle attività da svolgere.
A questo scopo sono stati organizzati quattro corsi per aspiranti assaggiatori di oli di oliva vergini, dei quali due riservati agli studenti dell'Istituto "Presta - Columella" di Lecce e altri due destinati ad imprenditori ed appassionati del settore olivicolo (corsi autorizzati dalla Regione Puglia, ai sensi del Decreto Mipaaf del 18 giugno 2014), mentre lo scorso 28 gennaio si è svolta una Tavola Rotonda sul tema "Una nuova olivicoltura nel Salento, dalla tradizione all'innovazione nel rispetto della sostenibilità economica e ambientale", che ha approfondito alcune importanti tematiche legate alla nostra olivicoltura, con uno sguardo rivolto al futuro, nella consapevolezza delle innumerevoli implicazioni fitopatologiche in atto.
Gli studenti degli Istituti tecnici agrari "Presta - Columella" di  Lecce ed "Egidio Lanoce" di Maglie nelle settimane seguenti si sono confrontati sui temi trattati con i loro docenti e i rappresentanti delle Associazioni organizzatrici e le loro riflessioni saranno, quindi, illustrate nella Tavola Rotonda su "L'olivicoltura salentina e la sfida generazionale, il ruolo dell'istruzione agraria e della formazione universitaria". A seguito della Tavola Rotonda sarà stilato un documento di sintesi con cui si intende contribuire al rafforzamento e alla progressione delle conoscenze scientifiche e delle loro applicazioni in ragione di una fisiologica e auspicabile modernizzazione del settore olivicolo, fattore determinante per migliorare i redditi agricoli italiani che nel periodo 2005-2014 sono cresciuti ma solo del 14% rispetto alla media europea del 40%.
Sullo sfondo risulta chiaro qual è lo scenario dell'olivicoltura nel Salento che, nel rispetto  del paesaggio e dell’ambiente, deve saper essere anche innovativa e non aver paura del cambiamento. Per tale ragione occorre lavorare insieme per superare le resistenze che per troppo tempo hanno condizionato, a causa di individualismi e particolarismi, l’affermazione di un settore da tutti considerato fondamentale per lo sviluppo del territorio. Risulta quindi necessario che le nuove generazioni riflettano sull’importanza della collaborazione fra produttori, determinante per acquisire nuove conoscenze, per aumentare le capacità manageriali, per una maggiore qualità delle scelte e per qualificare sempre di più il prodotto in un percorso di crescita che eviti l’arretramento e l’impoverimento del settore olivicolo.
La Tavola Rotonda sarà preceduta da una Sessione dedicata alla presentazione dell'attività svolta dall'APOL nella seconda annualità in esecuzione del "Programma di attuazione dei Regg. UE 611-615/2014 nel triennio 2015/2018" e dalle relazioni  dei Proff. Salvatore Camposeo e Maria Lisa Clodoveo, dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, e si concluderà con la consegna degli Attestati di idoneità fisiologica all'assaggio ai partecipanti ai corsi per assaggiatori di oli di oliva vergini.



 
Il nuovo Frecciarossa «unisce» Emiliano e Pittella Stampa E-mail
Scritto da Nicola Pepe tratto da Gazzettadelmezzogiorno.it   

BARI- Divisi (almeno fino a una settimana fa) sulla politica renziana, uniti da un binario. Il governatore della Puglia, Michele Emiliano (noto anti Renzi) e il suo collega della Basilicata, Marcello Pittella (di fede renziana), si sono incontrati questa mattina alla stazione di Potenza in occasione della "prima" del Frecciarossa che collegherà il capoluogo lucano a Roma con un convoglio partito da Taranto. Alle 5.48, il governatore pugliese è salito sul Frecciarossa partito da Taranto e arrivato a Potenza alle 7.35 dopo aver fatto tappa a Metaponto e Ferrandina.

A Potenza, quindi, Emiliano ha salutato Pittella: una stretta di mano, una posa davanti a tv e telecamere e un abbraccio sul piazzale della stazione. Il Frecciarossa si innesta da Salerno sulla linea dell'alta velocità che porta a Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano. Il Frecciarossa a Taranto e Potenza è un successo politico delle due regioni che si sono battute a lungo per ottenere questa nuova tratta: restano, tuttavia, i nodi irrisolti della Puglia strozzata dal binario unico e da una querelle che dura da decenni.

Emiliano, a proposito di Taranto, ha detto che quello del Frecciarossa è «un impegno che avevamo preso con la città di Taranto è stato mantenuto, grazie alla collaborazione con la Regione Basilicata. Per me è importante essere presente a Taranto, nei momenti difficili e anche in giornate come questa in cui cogliamo risultati positivi. Se questa città non riprende la certezza di essere sostenuta dal resto della regione, dal resto del Paese, rischia davvero di pensare di essere stata abbandonata. E questo senso di abbandono è un danno incalcolabile». E proprio il tema Taranto è stato anche al centro di una visita privata di Emiliano da Papa Francesco».

Il Frecciarossa 1000 che per la volta toccherà la Basilicata non potrà viaggiare a 300 all'ora, ma indubbiamente consentirà di collegare in minor tempo Milano a Taranto consentendo ai viaggiatori lucani di spostarsi verso Salerno, e poi Roma, Firenze e Bologna su un treno di ultima generazione e senza fare cambi.

Per l’attivazione del servizio hanno contribuito economicamente le due Regioni per una spesa massima di 6 milioni di euro che potrà diminuire se la tratta decollerà (acquisendo molti utenti) consentendo a Trenitalia di coprire i costi con gli introiti dei biglietti. Per ora, però, le spese per il servizio di alta velocità stanziate dalla Basilicata, ad esempio, sono di 180 mila euro per il 2016 e di 3,12 milioni di euro per il 2017 che serviranno a coprire gli oneri di Trenitalia.

Il Frecciarossa 1000 partirà ogni mattina alle ore 5.48 da Taranto, ci saranno poi le fermate di Metaponto alle 6.16, di Ferrandina alle 6,41, di Potenza Centrale alle 7.35. Per il ritorno, la partenza è prevista da Milano alle 15.20, con arrivo a Roma Termini alle 18.50, alle 22.19 a Potenza centrale, a Taranto a mezzanotte

 

 
Dal 20 settembre il Frecciarossa arriva a Bari. L'Italia finisce nel capoluogo pugliese. Stampa E-mail
Scritto da Giovanni D'agata   

Appello ad Emiliano ed al Ministero delle Infrastrutture affinché Trenitalia metta fine a questa vergogna.

Un bell'annuncio per metà dei pugliesi, quello del Frecciarossa con partenza da Milano e ritorno che arriva in Puglia. Ma l'Italia ancora una volta finisce a Bari. Gli unici treni veloci, infatti, a far data dal 20 settembre collegheranno per ben due volte al giorno il capoluogo lombardo, ma si fermeranno in quello pugliese come se Lecce ed il Salento che in questi mesi estivi hanno dimostrato una capacità attrattiva ben superiore al resto di Puglia non esistono e la cartina geografica s'interrompe bruscamente nella stazione centrale di Bari. Si tratta di una ennesima vergogna a danno di un'intera collettività che non merita una scelta scellerata ed escludente che contribuisce ad ampliare il gap infrastrutturale già esistente.L'invito diretto ed immediato ed anche l'appello é rivolto a Michele Emiliano che siamo certi non vuole essere solo il governatore dei foggiani e dei baresi, ma di tutti i pugliesi affinché per il tramite del Ministero delle Infrastrutture persuada Trenitalia non ad un passo indietro, ma ad uno in avanti, per garantire che i Frecciarossa colleghino anche il Tacco al resto d'Italia.

 
MARTI: "MESSA IN SICUREZZA DELLA VIABILITÀ PROVINCIALE Stampa E-mail
Scritto da on. Roberto Marti   

"Provinciali che collegano il capoluogo al mare e ai comuni del Salento, strade statali. Molte di queste arterie ogni giorno diventano teatro di incidenti, molto spesso gravi, purtroppo anche letali.

La provinciale che collega Lecce a Frigole, prosecuzione di via Giammateo, è solo l'ultima, in ordine di tempo, ad averci strappato la vita del giovane Simone Restia. Piena di curve, dalla carreggiata eccessivamente stretta, la provinciale 132 deve essere messa in sicurezza. Semafori o rondò, bisogna individuare una soluzione pratica che regoli traffico e viabilità. È dovere delle istituzioni locali mantenere vivo il dibattito su questo tema, superando le lentezze burocratiche, i ricorsi, le dispute giudiziarie che di frequente rendono impraticabile l'avvio dei cantieri.

Dobbiamo dare un senso al dolore per la perdita di queste vite e far sì che la morte sulle nostre strade non sia vana. Un territorio a vocazione turistica come il Salento, che vede nella stagione estiva il picco massimo di presenze sulle provinciali che collegano il Nord Salento al Capo, non può più permettersi di essere strutturalmente impreparato. La modernità di un territorio di misura dalle sue strade.

Apriamo un confronto sulle soluzioni possibili e mettiamo sul tavolo una mappa delle priorità, affinché cittadini come quelli di Frigole, pronti a promuovere una mobilitazione, non sentano di essere stati abbandonati a se stessi".

 
Ncd: “Camorra vuole estendere business ecomafia, risposta Stato efficace" Stampa E-mail
Scritto da Ludovica Piliego   

Di seguito, una nota del Gruppo del Nuovo Centrodestra in Consiglio regionale.
“Esprimiamo alla Direzione Investigativa Antimafia di Bari, al Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia, al NOE e al Nucleo Ambiente della stessa DIA, vivo apprezzamento per la brillante operazione che ha portato all’arresto di 13 persone ritenute responsabili a vario titolo di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, e al sequestro di aziende, stabilimenti, mezzi pesanti e discariche abusive per un valore di venticinque milioni di euro. E ancora, ha permesso di sgominare un lucroso business – quantificato in circa dieci milioni di euro, in questa prima fase – e fatto luce sull’inquietante tentativo della camorra di allungare i tentacoli dell’ecomafia anche al nord della Puglia, proprio attraverso il traffico illecito di rifiuti da Avellino, Caserta e Salerno al foggiano. In una zona attraversata da corsi d’acqua, che presenta scavi archeologici, dove gli effetti di un possibile inquinamento e versamento di rifiuti tossici sarebbero disastrosi per l’agricoltura, l’economia, la salute e l’incolumità dei cittadini. Per contrastare questi fenomeni criminosi la soglia di attenzione dello Stato deve essere sempre alta, e l’operazione eseguita stamane, a conclusione di indagini avviate nel marzo dello scorso anno, ne conferma l’assoluta necessità”.

 
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