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“CAVALLERIA RUSTICANA” E “ZANETTO”: GRANDE SUCCESSO VENERDI’ SERA ALLA “PRIMA” DELLA 44^ STAGIONE Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Grande successo di pubblico e di critica alla prima della 44^ Stagione Lirica Tradizionale della Provincia di Lecce. Venerdì 8 febbraio, alle ore 21,05 in punto, nel Teatro Politeama Greco a Lecce, si è alzato il sipario sulla prima serata in cartellone, “Cavalleria Rusticana” e “Zanetto” di Pietro Mascagni. A presentare tutti dettagli della “prima” avevano provveduto nei giorni scorsi, nella Pinacoteca del Museo provinciale “Sigismondo Castromediano” a Lecce, la vice presidente e assessore provinciale alla Cultura Simona Manca e il direttore artistico della Stagione Sergio Rendine, con la presentazione dei due ospiti “eccellenti”: il regista Michele Mirabella, tra i più poliedrici e versatili uomini di cultura e di spettacolo del panorama italiano, e il maestro concertatore e direttore d’orchestra Paolo Olmi, che ha diretto grandi orchestre nei teatri più importanti del mondo. L’incontro è stato condotto dal direttore di produzione della Stagione Antonio De Lucia. Ma torniamo alla prima; si è aperto il sipario con Zanetto, opera, con frammenti d’aria moderna, che ha la sua forza nei punti di debolezza individuati dalla critica. Solo due i protagonisti dell’opera ambientata a Firenze. A seguire è stato rappresentato il pezzo forte della serata “Cavalleria Rusticana”. Nell’opera si sono utilizzati cantanti-attori di fama con giovani che si stanno formando, l’allestimento scenico è stato riadattato da quello presentato al Petruzzelli di Bari. Il cast di “Zanetto” era composto da: Gabriella Costa (Silvia) e Antonella Colajanni (il paggio). Per “Cavalleria rusticana”: Nila Masala (Santuzza), Angelo Villari (Turiddu), Antonella Colajanni (Lola), Giuseppe Altomare (Alfio), Marinella Rizzo (Mamma Lucia). Nella serata si è esibito il Coro lirico di Lecce; maestro del coro Emanuela De Pietro. L’Orchestra è la “Tito Schipa” di Lecce.

 
Lecce. Vecchioni: «Ai miei figli ho insegnato solo suoni» il cantautore domani a Lecce Stampa E-mail
Scritto da Nicola Morisco tratto da Gazzettadelmezzogiorno.it   

La musica e la letteratura sono da sempre gli elementi identitari del «professor» Roberto Vecchioni. Il cantautore milanese, questa volta ha voluto unire le sue due anime di artista in un cofanetto pubblicato un mese fa che racchiude il cd Canzoni per i figli (prodotto da Danilo Mancuso per D.M.E.) e il libro La vita che si ama. Storie di felicità (Einaudi editore). In attesa del tour teatrale che partirà il prossimo febbraio e che toccherà anche la Puglia, Vecchioni, domani alle 21, si esibirà al Politeama greco di Lecce. Nel suo nuovo progetto, Vecchioni ha inciso nove canzoni riprese dal suo repertorio il cui filo conduttore sono i figli, metafora di tutti i figli del mondo, e il brano inedito Che c’eri sempre, poesia musicata scritta per la mamma. Il volume, invece, contiene tredici racconti in cui Vecchioni racconta di sé, dei suoi figli, della felicità e della sua vita più intima e privata.

Vecchioni, com’è nata l’idea di mettere insieme le sue due passioni?

«Alla base c’è la passione per la cultura, l’arte e le cose belle che ho apprezzato fin da bambino. I modi per esprimerle ritengo siano tre: impararle, farle mie e insegnarle ai ragazzi, scrivere parole attraverso la musica e la narrativa. Sono tre maniere abbastanza diverse, ma che hanno lo stesso ceppo originario, per me è una specie di missione che sento dentro e porto avanti».

E’ difficile per lei essere padre?

«Questo cofanetto può essere una sorta di risarcimento per i miei figli (ride, ndr), per tutte le volte che ho sbagliato. Ho privilegiato la scelta di educare i miei figli con un po’ troppa spiritualità e fantasie, invece avrei dovuto dare più “solidità storica”. Sono rimasti un po’ carenti sotto questo aspetto, però le femmine si sono difese meglio dei maschi».

Artisticamente però è stato molto presente visto che lei ha scritto tanti brani con tema i figli?

«Ero assente, per questo ho scritto tante canzoni. Dal punto di vista artistico ho seguito le loro evoluzioni, del resto il mio modo di parlare è soprattutto quello di scrivere. Sono un educatore per immagini e suoni, non con discorsi raziocinanti o cerebrali, vado più sull’emozione sulla sensibilità, caratteristiche con le quali ho parlato sempre ai miei figli».

Qual è stato il suo insegnamento che non è riuscito a trasmettere loro?

«Una piccola cosa, forse più nei maschi che nelle femmine: non hanno capito la profondità dell’amore che c’era nelle cose che facevo, anche se a volte erano un po’ mascherate. Volevo che capissero questo tipo d’amore e di dipendenza che avevo da loro, invece non è stato del tutto compreso».

Che futuro vede per i figli?

«Devono assolutamente farcela, non devono abbattersi mai. Nel disco e nel libro non parlo solo dei miei figli, ovviamente, sono solo una metafora per parlare di tutti i figli del mondo e del rapporto con la generazione precedente e il loro futuro. Sono ottimista per il futuro, anche se sarà una battaglia durissima».

Che ruolo hanno nella vita i maestri?

«Sono fondamentali. Mi viene sempre in mente il film di Fellini “Prova d’orchestra”, l’episodio in cui i musicisti decidono di non ascoltare e seguire più il maestro, ne viene fuori un casino tremendo. Bisogna seguire i maestri che ti dicono delle cose, non pensare di poter fare da soli, mai».

Come spiega lo schieramento di molti artisti per il sì al voto sulla Costituzione?

«Non me lo spiego. Il grande artista guarda avanti certamente, è quasi sempre molto democratico. E’ comunque attaccato alla “mamma Pd”, perché è molto legato anche al ricordo di quello che è stato il progetto democratico. E’ un conservatore a sinistra e, quindi, vuole rimanere così. E’ l’unica spiegazione che posso dare. Del resto non mi stupisco più di niente, credo sia solo un periodo non una situazione definitiva. Non c’è luce, si capisce poco e quando accade questo, si torna ai primordi: alla paura del diverso, dell’avventura la paura del futuro e ci appoggiamo a un po’ di idee reazionarie».

Cito degli episodi: Bob Dylan che ha rifiutato di ritirare il premio Nobel, la scomparsa di Leonard Cohen, Mick Jagger che è diventato papà a 73anni.

«Non mi è piaciuto il rifiuto di Dylan. La scomparsa di Cohen mi ha rattristato molto, aveva molte cose ancora da dire e, forse, meritava più lui il Nobel che Dylan. Di Jagger, invece, perso sia un miracolato, probabilmente è la rincarnazione di Gesù. E’ ancora un grande artista ed è anche un grande uomo da questo punto di vista. Poi, farsi chiamare babbo a 73anni... è tanto».

 

 
PROVINCIA DI LECCE 44° STAGIONE LIRICA SI INAUGURA CON LA MESSA DI REQUIEM DI GIUSEPPE VERDI Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

 

Le dichiarazioni del Vescovo di Lecce Mons. Domenico d’Ambrosio, del Presidente della Provincia di Lecce Dott. Antonio Gabellone, dell’assessore alla cultura Avv. Simona Manca, del direttore artistico Sergio Rendine.

Lecce. Si inaugura oggi domenica 27 gennaio 2013 nella Cattedrale di Lecce, la 44° stagione lirica organizzata dalla Provincia, con la Messa di Requiem di Giuseppe Verdi. Appuntamento alle ore 20,00 per abbonati e invitati. “Nel secondo centenario della nascita del grande compositore Giuseppe Verdi, la Cattedrale di Lecce ha detto in una dichiarazione l’Arcivescovo di Lecce Mons. Domenico D’Ambrosio, apre le sue porte per accogliere l’esecuzione della Messa di Requiem del grande musicista. La Messa, composta dal grande Maestro per la morte di Alessandro Manzoni (1873), fu in realtà eseguita nel primo anniversario della morte del grande scrittore. Non ho avuto difficoltà a permettere l’esecuzione di questo grande capolavoro verdiano nella Chiesa Cattedrale, per mettere insieme la bellezza e l’arte del nostro maggior Tempio, il carattere sacro della musica che si agita nelle note che accompagnano la stupenda cadenza del latino del formulario della Messa di Requiem e la meravigliosa scansione dell’opera verdiana. Come non avvertire l’intensità drammatica delle note del Dies irae che suscitano e fanno sperimentare la piccolezza dell’uomo di fronte al giudizio dell’Onnipotente? Possa l’esecuzione di questa grande opera far gustare a tutti noi l’arte straordinariamente eccelsa del grande Verdi. È l’augurio, ma anche il mio grazie a quanti hanno promosso l’esecuzione di questo straordinario momento di grande musica. Il Presidente della Provincia Dott. Antonio Gabbellone in occasione della presentazione dell’evento ha aggiunto “puntuale ad un appuntamento prestigioso ed atteso, anche quest’anno la tradizionale Stagione Lirica, la 44esima, richiama chi crede alla bellezza ed alla grandezza della musica. Bellezza e grandezza che sono in special modo della nostra fulgida tradizione operistica: pagine che portano il senso ed il sentimento della italianità in tutto il mondo. L’ottimo livello della direzione artistica e quello di cantanti ed orchestrali e di tutti coloro che hanno lavorato e lavorano alla realizzazione dell’evento assicurano una produzione di prestigiosa qualità. Questo nonostante le difficoltà che l’operazione presentava nel tempo di una crisi che continuiamo ad attraversare. Un pensiero cordiale va a quanti, da spettatori competenti ed appassionati, partecipano alle rappresentazioni e ne sostengono le proposte artistiche. A tutti l’augurio che il messaggio della grande musica sia sempre più accolto e rechi gioia e serenità nel cuore di tutti. Dal canto suo l’assessore alla cultura Avv. Simona Manca ha sottolineato che anche quest’anno è una stagione lirica di prestigio e punta particolarmente l’attenzione su Verdi e Mascagni per celebrare degnamente i 200 ed i 150 anni dalla loro nascita. Il programma verdiano presenta l’intensa Messa da requiem e due opere popolarissime come Traviata e Un ballo in maschera; quello di Mascagni la Cavalleria Rusticana e un’opera come Zanetto non frequente sul palcoscenico della lirica. “L’Assessorato alla Cultura da me gestito presenta con orgoglio questa nuova stagione alla quale ci si è accinti con qualche timore per le note difficoltà economiche ma con la risolutezza che l’impegno della stagione richiedeva. Sotto la guida del nuovo Direttore Artistico Sergio Rendine si apre una stagione ricca di promesse e di grande qualità nell’impostazione e nella realizzazione. Ci auguriamo che la cultura sia messaggera di traguardi sempre più alti, di iniziative sempre più incisive nella nostra società. Infine il direttore artistico Sergio Rendine ha fatto le seguenti considerazioni: la 44ma Stagione Lirica Tradizionale della Provincia di Lecce mi vede impegnato per la prima volta a Lecce come Direttore Artistico. Sarà una Stagione nel segno della celebrazione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (uno dei più grandi geni musicali di ogni tempo). Pensare che qualche grande Teatro italiano abbia voluto ridimensionare questa festa dell'umanità fa sorridere di un sorriso amaro verso un provincialismo snob (nel senso di Sine NOBilitate) che alberga nel cuore di certi personaggi, al di là dei luoghi e delle patrie. A Lecce no. W Verdi, con determinazione e orgoglio. Quindi, nel giorno della morte del Maestro, il 27 gennaio, nella Cattedrale di Lecce, eseguiremo il suo monumentale Requiem, che ci piace pensare, per una volta, non composto per la morte di Manzoni, ma per se stesso, un po' come lo sono tutti i Requiem dei giganti della musica, da Mozart a Fauré, da Brahms a Britten. Direttore d'eccezione, Il grande John Neshling. Cast d'altissimo livello. La Stagione, specificatamente d'Opera, comincerà nel segno di un'altra importante commemorazione: il 150° dalla nascita di Pietro Mascagni, con l'atto unico "raro" di Zanetto e con la "planetaria" Cavalleria Rusticana. Direttore Paolo Olmi, regista Michele Mirabella. Seguiranno, ancora nel segno di Verdi, Un ballo in maschera, diretta da un volto noto a Lecce, Filippo Zigante, mio predecessore alla direzione artistica, e con la regia di Antonio De Lucia, regista di fama internazionale. Infine chiuderà la Stagione La traviata con la regia di un mito assoluto, il coreografo, mimo, regista Lindsay Kemp, scopritore di David Bowie, autore dell'indimenticabile Flowers e dell'altrettanto indimenticabile successo mondiale, Alice (perdonate la vanità, con musica mia). Il direttore sarà il giovane Chung, figlio del grande Miun Chung, che sta avendo una fulminante carriera internazionale in Corea, Giappone, Cina, Stati Uniti. A Lecce, con tutta la risonanza internazionale che ne conseguirà, farà il suo debutto assoluto in Europa. Violetta e Alfredo saranno tra i più prestigiosi: Cinzia Forte e Massimiliano Pisapia. Voglio inoltre annunciarvi una bella novità: ogni Opera da noi prodotta sarà portata e replicata al Teatro di Brindisi, nel segno di un Teatro di Lecce che vuole espandersi come servizio artistico e culturale anche fuori dai confini della città e della provincia. Con l'augurio di diffondere più arte possibile. Per chiudere, voglio ringraziare i miei predecessori che tante cose hanno fatto per questo Ente Lirico, e tutto lo staff, il Direttore di Produzione Antonio De Lucia, il dirigente alle Politiche culturali, il dott. Antonio Lepore, quindi i funzionari Salvatore Viva e Francesca De Vito, e la segretaria di produzione Annalisa Nastrini. E tutti gli altri collaboratori, dentro e fuori il palcoscenico. Senza di loro la Stagione non avrebbe potuto prendere la forma e il livello che questa città, con la sua storica e gloriosa tradizione lirica, merita, e che speriamo di aver raggiunto. Un ringraziamento, infine, ma non per ultimi, al Presidente della Provincia Antonio Gabellone e alla Vicepresidente e Assessore alla Cultura Simona Manca, per la fiducia accordatami, ma soprattutto per il sostegno che hanno deciso di avere nei confronti dell'Arte, considerandola, finalmente e nonostante le difficoltà contemporanee, un bene primario della civiltà. Vi auguro, dunque, buona lirica a Lecce, con la speranza di potervi offrire una sorpresa bella  per l'estate, possibilità economiche permettendo

 

 
MARTANO 27ª Edizione della SAGRA de la VOLIA CAZZATA dal 13 al 16 Ottobre 2016 Stampa E-mail
Scritto da Redazione   


Martano. 27ª Edizione della SAGRA de la VOLIA CAZZATA dal 13 al 16 Ottobre 2016

L'associazione Ricreativa Culturale "Cosimo Moschettini" è felice di presentare la XXVII edizione della Sagra de la Volia Cazzata, che come ogni anno si svolgerà a Martano presso Largo Primo Maggio dal 13 al 16 ottobre 2016. Una sagra diventata uno degli appuntamenti più attesi dell'autunno salentino e che come ogni anno raccoglierà migliaia di persone che giungeranno da tutta la provincia e non solo.
Un evento unico per tipicità, che ha mantenuto nel tempo i valori tipici della sagra, e che fa del buon cibo uno dei suoi punti di forza.

Ma cos' è la volia cazzata?

Nel mese di Ottobre le olive (volie) non ancora mature vengono schiacciate (cazzate) e conservate. La schiacciatura delle olive avviene con un martello di legno o con una pietra piatta. Successivamente le olive vengono messe in acqua fredda, cambiata tutti i giorni per una settimana. Infine, per il condimento si utilizza una coppa con olio, aglio, peperoncino (a discrezione), sale. L'insieme viene mescolato e conservato in un boccaccio a chiusura ermetica.

Questa specialità tutta salentina viene esaltata e promossa in grande stile per il XXVII esimo anno a Martano nell'ampio spazio coperto con oltre 2000 posti a sedere offerto dal Largo Primo Maggio dal 13 al 16 Ottobre 2016.

La sagra cade ogni anno nella terza settimana di Ottobre, per scelta dell'associazione "Cosimo Moschettini", composta da un importante numero di volontari, che si dedicano a tempo pieno nelle giornate della festa alla preparazione delle squisite ricette da servire ai visitatori della sagra ed alla organizzazione logistica, da sempre impeccabile, della stessa.

I visitatori potranno gustare gratuitamente le tipiche «volie cazzate» (le olive schiacciate), oltre naturalmente ai prodotti della tradizione agroalimentare locale come legumi, cicoreddhe (verdure selvatiche) preparate secondo le tipiche ricette, il bollito di maiale, gli arrosti e le immancabili "Pittule" e novità 2016 le crocchette di patate.

Le pietanze sono accompagnate dall'ottimo vino dell'enoteca della "volia cazzata", dove si potranno assaggiare alcuni dei migliori vini prodotti dalle aziende del territorio martanese e salentino. Si rinnova anche quest'anno la collaborazione con gli amici della Festa del risotto di Villimpenta (Mantova), un abbinamento, più che consolidato, che specifica ulteriormente l'evento determinando un "unicum" difficilmente confrontabile con manifestazioni similari. Si potranno così gustare i prodotti tipici del mantovano come il risotto, la polenta, i salumi e i formaggi mantovani oltre al rinomato lambrusco.

Non mancherà il tradizionale appuntamento con il pranzo di degustazione della domenica, che come ogni anno si svolgerà presso gli stand della sagra e che sarà aperto a tutti coloro che volessero trascorrere una domenica mezzogiorno in compagnia dello staff della Sagra e della musica semplicemente prenotando al numero +39.388.8598193. Pranzo che quest'anno sarà allietato dall'esibizione di salsa, bachata, kizomba, rueda de casino e zumba che si terrà a partire dalle ore 11.00. Un momento di festa e di gioia, dove si potranno degustare i prodotti della tradizione locale sia salentina che villimpentese e divertirsi insieme a tutto lo staff.

A Martano dal 13 al 16 Ottobre Vi aspettiamo, per 4 giorni di festa e divertimento da trascorrere insieme!

Questo il programma 2016:

GIOVEDI 13 ottobre
Ore: 19.30 - Apertura della Sagra
Ore 20.30 - Me-Ma' (Musica Popolare Tradizionale Salentina)

VENERDI 14 ottobre
Ore 20.30 - Ombre Salentine (Pizzica e musica popolare Salentina)
Ore 22.00 - I Paipers (Beat Italiano Anni 60)

SABATO 15 ottobre
Ore 20.30 - Free Strings (Acoustic rock, pop, folk, blues)
Ore 22.30 - Stella Grande e Anime Bianche (Pizzica e musica popolare salentina)

DOMENICA 16 ottobre
Ore 11.00 - Esibizione di salsa, bachata, kizomba, rueda de casino e zumba (Scuola AHI NAMA')
Ore 13.00 - Pranzo di degustazione
Ore 20.30 - Gruppo Folk 2000 (Pizzica/Folk Salentino)

Per info e prenotazione posti pranzo di degustazione 3888598193.
Chiusura prenotazioni sabato 15 ottobre ore 24.00.

 
PROLUNGATA FINO AL 22 FEBBRAIO 2013 LA MOSTRA CURATA DA REINHARD SCHULTZ AL CINEPORTO DI LECCE Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Con oltre 2mila presenze la mostra “Tina Modotti. Fotografa e Rivoluzionaria”, allestita al Cineporto di Lecce, ha ottenuto una straordinaria affluenza di pubblico. Le continue richieste di persone e di molti istituti scolastici, hanno spinto la Fondazione Apulia Film Commission a prolungare la pregevole esposizione delle opere dell’artista friulana fino al 22 febbraio 2013 (visibile dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20 e la mattina dalle 10 alle 13 su prenotazione, info: 0832.090446 L’esposizione, curata da Reinhard Schultz con la collaborazione della Galerie Bilderwelt di Berlino (fotografie di Tina Modotti) e il Center for Creative Photography di Tucson, Arizona, comprende una selezione di 80 opere dell’artista dal 1923 al 1930. La maggior parte delle opere riguarda il periodo messicano dell’artista, mentre la serie dei ritratti di della Modotti riguarda, invece, il periodo di Los Angeles e sono firmati da Edward Weston, inclusa anche una foto del periodo hollywoodiano sul set del film “The tiger’s coat”. Nel corso dell’inaugurazione sarà proiettato il film “Tina in Mexico” di Brenda Longfellow. D’indole ribelle, proletaria per nascita, Tina Modotti (Udine, 17 agosto 1896 – Città del Messico, 5 gennaio 1942) appartiene a quella generazione di artisti che hanno intrecciato i fili dell’impegno sociale alle cause che, nella prima metà del XX secolo, hanno condotto a nuovi modi di intendere la ragion d’essere dell’uomo contemporaneo. Attrice di teatro e cinema, fotografa, rivoluzionaria, passionaria perseguitata, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani David Alvaro Siqueiros e Pablo Rivera, figura controversa dai molti nomi e dalle molte vite, la Modotti ha avuto una grande vera passione: la fotografia. Prima messa al servizio degli ideali sociali e  poi sacrificata per la lotta politica, rivelatasi quando aveva vent’anni grazie a Edward Weston, il maggior fotografo dell’epoca che l’amò e ne fece la sua musa. Una donna dalla vita intensa e scandalosa per il costume dell’epoca, in largo anticipo sui tempi. È stata il simbolo della nuova condizione femminile del Novecento, sulla strada dell’emancipazione e della liberazione sessuale. Di recente la sua figura è stata sempre più spesso al centro dell’interesse sia degli studiosi che del vasto pubblico degli appassionati non solo in Italia, dopo anni di oblio. “L’opera della Modotti –scrive Blanca María Monzón nel saggio “Tina Modotti, sujeto historico” - è un paradigma della fusione tra la cultura rivoluzionaria messicana e l’estetica fotografica d’avanguardia. A tutto ciò si legarono gli ideali di uguaglianza proposti dal socialismo, la sensibilità d’artista e la capacità di sentirsi un soggetto fortemente implicato nelle dinamiche sociali; questi furono in generale gli aspetti che apportarono un “senso” alla sua vita”. La mostra, è realizzata con al sostegno della Regione Puglia -Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo-, in collaborazione con la Fondazione Apulia Film Commission e Cineporti di Puglia (Lecce).

 

 

 

 

 
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