Maratona di Roma, grande impresa di Cristian Bergamo tra le vie dell'Urbe Stampa
Scritto da Andrea Morrone tratto da lecceprima.it   

Possis nihil Urbe Roma visere maius (non vedrai al mondo nulla di più grande di Roma). Chissà quante volte, lungo quei 42,197 chilometri, questa frase antica come il tempo è risuonata nella mente dei maratoneti. Già, perché quella di Roma è una maratona dal fascino particolare e peculiare, un viaggio – oltre che dentro se stessi – nel tempo e nella bellezza di una città eterna, tra luoghi simbolo della nostra civiltà e monumenti ammirati in tutto il mondo. Un appuntamento che, al pari di quella di New York, Londra e Berlino, ogni podista vorrebbe correre almeno una volta nella vita. Oggi erano tanti i salentini al via della 21esima maratona di Roma, a testimoniare come il movimento del podismo sia in costante crescita alle nostre latitudini. Una gara difficile, in cui gli atleti hanno dovuto fronteggiare, oltre alla fatica e alla distanza, freddo, pioggia, i saliscendi dei colli romani e i temibili sampietrini, resi ancora più infidi dall’acqua caduta in maniera copiosa sulla Capitale. A capitanare la spedizione salentina, un campione di razza come Cristian Bergamo (dell’Atletica Carovigno), capace di chiudere una gara tra le più importanti a livello mondiale al 18esimo posto assoluto (decimo tra gli europei dietro gli imprendibili africani), con il fantastico tempo di 2.36.50. Per spiegare la grande impresa di Bergamo basta paragonare il suo tempo con quello di un mostro sacro dell’atletica come Giorgio Calcaterra, che ha preceduto il fenomeno di Calimera di soli due minuti. Grande prestazione dell’Atletica Capo di Leuca, con ben tre atleti al traguardo sotto le tre ore (il sogno di ogni podista). Grande prestazione di Gianluca Scarcia, che ha chiuso in 2.51.04. A seguire Alessandro Negro, 2.55.56; Quintino Caraccio, 2.58.10; Antonio Margarito, 3.10.45 e Cosimo Sergi, 3.20.29. A rappresentare l’Asd Gpdm, l’avvocato Giuseppe Corleto, principe del Foro e runner appassionato, che ha corso la maratona in 4.02.27. Con lui il fratello Andrea (della Polisportiva Bpp), al traguardo in 3.40.46. Nella Tre Casali a brillare, come al solito, è stato Gianluca Quarta, che ha chiuso in 3.12.20. Poi Alessio Natali, 3.12.56; Giorgio Durante, 3.51.12; Mario Mariano, 3.59.25; l’esordiente Elena Calcagnile 4.03.47; Enrico Pati, 4.05.26; Giancarlo Sirena, 4.06.26; Luigi Giannone, 4.08.01; Gabriele Sirena, 4.20.42 e la veterana Anna Orlando, 4.30.27.

Immancabile la presenza del Club Correre Galatina, capitanata da Graziano Stefanelli, che ha chiuso in 3.36.53, con una dedica speciale al papà scomparso da pochi giorni. Ottimo tempo, 3.29.19 per Ivanoe Mariano, poi Antonello Stefanizzi, 3.35.41; Francesco Simone, 3.41.40; Piero De Matteis, 3.46.13; Leonardo Beccarisi (frenato da alcuni problemi fisici), 3.46.18 e Giovanni Navone, 4.20.57. Tra le fila dell’Avis Novoli esordio da protagonista per Lorenzo Caiulo, al traguardo in 3.58.06. Con la stessa maglia Alessandro Battaglini, 3.29.38; Edoardo Brillante, 3.33.52; Giuseppe De Simeis, 3.40.10; Maurizio De Luca, 3.57.53; Leonardo Mansueto, 4.06.28; Cosimo De Pascali, 4.09.13; Filippo Longo, 4.09.15 e Fausto Ruggio, 5.11.28.

Trittico d’eccellenza salentina per la Podistica Faggiano, che ha portato al traguardo due esordienti: il colonnello Nicola De Santis (comandante del Nucleo di polizia tributaria), che ha chiuso in 4.16.29; e il colonnello Francesco Mazzotta (comandante della sezione di polizia giudiziaria di Lecce della guardia di finanza) 4.30.14, mentre Alessio Coccioli, magistrato della Dda, ha chiuso in 4.41.39.

Come sempre massiccia la presenza dell'Atletica Amatori Corigliano con Francesco Franco, 3.21.22; Mauro Prete, 3.23.33; Lucio Franco, 3.31.02; Giovanni Fuso, 3.53.06; Antonio Specchia, 3.53.57; Antonietta Tarantino, 4.10.01; Vincenzo Petrachi, 4.16.29; Vincenzo Donno, 5.57.22. Tre gli atleti in gara per l’Amatori Lecce: Antonio Canuti, 3.56.08; Luca Testera, 3.57.47 e Vito Carignani, 5.14.33. Tempo di 4.09.34 per Adriano Macchia dell’Action Monteroni. Per tutti il plauso di aver raggiunto un traguardo importante, frutto di sacrifici e lunghi allenamenti, centinaia di chilometri percorsi e un solo grande sogno, quello di sentirsi maratoneti. Quelli odierni saranno ricordi indimenticabili, in un turbinio di emozioni, fatica, felicità e gioia. Chilometro dopo chilometro capisci che la tua diventa una storia nella storia, urlo silenzioso, dentro di te. La corsa è una storia da copiare, come amanuensi della fatica. La maratona è il viaggio. Si fugge per arrivare. Per capire che alla fine non si è più gli stessi. Si corre, si cambia, si diventa.